Giorno per giorno nell’arte | 21 luglio 2022

Scoperta in Kurdistan un’antica fortezza di Natounia | Aprirà a Shenzhen un nuovo distretto artistico da 1,4 miliardi di dollari | Già 300mila voti per i Luoghi del Cuore del Fai | Un’altra accusa di violazione di copyright per Jeff Koons | Continua da Sotheby’s il giallo dei diamanti gialli | La giornata in 13 notizie

Il progetto dell’K11 Ecoast a Shenzhen
Redazione |

Adrian Cheng, mega-collezionista e magnate di Hong Kong, sta costruendo sul mare nella baia di Shenzhen un nuovo distretto artistico da 1,4 miliardi di dollari. Il complesso culturale-commerciale, grande come 50 campi da calcio, è la prima impresa nella Cina continentale del gruppo K11 di Hong Kong e si chiamerà K11 Ecoast. Ospiterà un centro commerciale, uno spazio artistico polivalente, un edificio per uffici e una passeggiata sul lungomare. Sono cinquanta gli artisti e architetti internazionali coinvolti nel progetto, tra questi David Chipperfield e il principale architetto giapponese Sou Fujimoto, noto per la sua integrazione tra natura e architettura. [Redazione]

Alistair Hudson, già direttore della Whitworth Art Gallery dell’Università di Manchester, è il nuovo direttore del Zentrums für Kunst und Medien (ZKM) a Karlsruhe, in Germania. Entrerà in carica il 1 aprile 2023, subentrando a Peter Weibel. Fondato nel 1989 lo ZKM è uno dei musei più importanti del Paese, anche noto come «Mecca delle arti e dei media». Hudson è entrato a far parte del Whitworth dal Middlesbrough Institute of Modern Art nel 2018, sostituendo Maria Balshaw diventata direttrice della Tate. A Hudson sarebbe stato chiesto di lasciare il suo ruolo al Whitworth nel febbraio 2022, dopo che la galleria ha ospitato una mostra nel luglio 2021, che ha fatto discutere per la seguente dichiarazione filo-palestinese contenuta in mostra: «L’architettura forense sta con la Palestina». Il clamore ha suscitato la solidarietà di media e di artisti e direttori di musei di tutto il mondo. [Tom Seymour]

Scoperta nelle montagne del Kurdistan iracheno un’antica fortezza probabilmente associabile alla città perduta di Natounia, la cui esistenza è nota solo dalle monete. Archeologi tedeschi e iracheni stanno scavando nel sito Rabana-Merquly da 13 anni, ora con l’ausilio dei droni. I risultati sono stati pubblicati su «Antiquity»: «La fortezza era un importante centro nei Monti Zagros all’epoca dei Parti (I secolo aC) . L’iconografia di due rilievi rupestri che mostrano un sovrano senza nome suggerisce un’associazione con il regno vassallo di Adiabene. Attraverso la sua capacità di controllare il paesaggio circostante, Rabana-Merquly mette in evidenza il ruolo degli stati clienti alle periferie degli imperi partico e romano». [Redazione]

Scoperta a sud di Giza la tomba di un antico generale egiziano: Abusir, a capo di un gruppo di soldati stranieri durante un periodo di espansione dell’impero egizio. Il Ministero egiziano del turismo e delle antichità ha affermato che la tomba risale a un periodo compreso tra la 26ma e la 27ma dinastia, collocandola appena prima del 500 a.C. Sulla superficie del sarcofago era incisa una citazione dal Libro dei Morti. Accanto a esso vasi canopi di alabastro, che conservavano parti del corpo della persona sepolta durante il processo di mummificazione, e 402 figurine di ushabti, che dovevano fungere da sostituti per i servitori nell’aldilà. La tomba era stata forzata dai ladri nel IV o V secolo a.C. [Egypt Today

350 reperti archeologici (dal secondo millennio a.C.) e dipinti, trafugati da collezioni private e chiese dagli anni Settanta, sono stati sequestrati nel Barese. Il recupero a opera dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari è avvenuto in seguito alla morte di un facoltoso collezionista. Le indagini sono scattate alla consegna di una madonna lignea trecentesca da parte degli eredi, i carabinieri hanno accertato la provenienza illecita dei beni e i legittimi proprietari, tra questi diversi proprietari privati, per dipinti trafugati a Roma, Genova e Bologna; la Chiesa per i beni ecclesiastici e lo Stato per i reperti archeologici. [il Quotidiano del Sud]

Il 19 luglio nel Regno Unito la temperatura massima ha raggiunto il livello record di oltre 40°C, motivo per cui il British Museum e il Victoria and Albert Museum a Londra hanno chiuso diverse gallerie ai piani superiori, e anticipato la chiusura del museo alle 15. Il sindacato del personale ha invitato entrambe le istituzioni ad adottare misure di sicurezza adeguate, sollevando preoccupazioni per la scarsa qualità dell’aria interna ed evidenziando problemi di sicurezza e confort per personale e visitatori. Dal British Museum spiegano, però, che la chiusura anticipata del museo alle 15 (il 18 e 19 luglio) e la non agibilità di alcuni piani non è dovuta alle pressioni del sindacato ma all’allerta meteo diramata dalla Red National. Il museo è rimasto aperto e accessibile anche online. [Gareth Harris]

Jeff Koons di nuovo nel mirino per presunta violazione del copyright, dopo che un giudice federale degli Stati Uniti ha respinto la sua richiesta di archiviare un caso legato alla sua serie «Made in Heaven». La causa è stata intentata da Michael Hayden, che in una prima denuncia depositata lo scorso dicembre accusa Koons di avere violato il suo copyright incorporando nella serie una scultora raffigurante un serpente gigante avvolto attorno a una roccia, utilizzata da Koons come base per le note sculture raffiguranti lui e l’ex moglie Cicciolina in atteggiamenti sessuali. Tre le opere agli atti. Hayden si sarebbe accorto della violazione solo nell’aprile 2019. La Pace Gallery, che rappresenta Koons, non rilascia al momento commenti. [Reuters

Scoperta per caso l’immagine di un Buddha Amitābha nascosta su un lato di uno specchio portatile in bronzo conservato nella collezione dell’Asia orientale del Cincinnati Art Museum. Illuminato con una luce brillante, lo specchio proietta l’immagine velata di un Buddha circondato da raggi di luce, un escamotage misterioso per una figura altrimenti non rilevabile. «Non c’è niente sulla superficie, è liscia, riflettente e lucida con appena un po’ di corrosione. Nessun indizio», afferma il conservatore del museo, Hou-Mei Sung. Realizzato probabilmente nel XVI secolo, è un esempio di tòu guāng jìng «specchio magico a luce penetrante», diffuso in Cina e Giappone. Resterà in esposizione permanente dal 23 luglio. [Claire Voon]

Sono già 300mila i voti pervenuti a due mesi dal lancio dell’11ma edizione dei «Luoghi del cuore», il grande censimento del patrimonio culturale promosso dal Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano. Oltre 25mila i luoghi presi in considerazione lungo tutto lo stivale, isole comprese. Al momento la classifica provvisoria vede nelle prime tre posizioni il Museo dei Misteri di Campobasso, dedicato alle macchine processionali del Corpus Domini, la Chiesetta di San Pietro dei Samari a Gallipoli (Lecce), risalente al X-XII secolo, e la Stazione Bayard di Napoli, che serviva la prima ferrovia italiana: la Napoli-Portici inaugurata nel 1939; quest’ultima è a parimerito con il Villaggio operaio di Crespi d’Adda a Capriate San Gervasio (Bergamo), esempio di politica aziendale illuminata di fine Ottocento (patrimonio Unesco). Votazioni aperte fino al 15 dicembre sul sito del Fai.  [Redazione]

Un giudice della California ha stabilito che Sotheby’s potrebbe essere responsabile della perdita di 45 diamanti gialli per un valore complessivo di 4 milioni di dollari. La sentenza ribalta la precedente decisione di un tribunale di grado inferiore a favore della casa d’aste. M&L Financial, Inc., una società di servizi finanziari, aveva citato in giudizio Sotheby’s, ritenendola responsabile della perdita dei diamanti che la celebre gioielliera Jona Rechnitz aveva consegnato nel 2019 a garanzia di un debito con la M&L Financial, con la clausola, però, che avrebbe potuto successivamente riacquistarli a un tasso fisso. Nello stesso anno Sotheby’s ha rilasciato i diamanti a un uomo che li stava raccogliendo per conto di Rechnitz, ma senza riferirlo a M&L e senza registrazioni scritte del rilascio. M&L ha affermato di non essere stata informata di ciò e ha citato in giudizio Sotheby’s. [Artnews

Con un progetto di arte pubblica di Charles Gaines, il centro gravitazionale del mondo occidentale, Times Square a New York, si prepara a una profonda riflessione sulle radici coloniali del Paese. Quattro secoli fa l’hub iper-capitalista, allora terra dei Lenape, era una foresta brulicante di fauna selvatica. La sconcertante evoluzione del sito-insediamento coloniale pone le basi per la prima puntata di un importante progetto di arte pubblica in tre capitoli intitolato «The American Manifest»: un nuovo lavoro alle prese con la storia e l’eredità duratura del colonialismo, della schiavitù e del capitalismo razziale. Visibile dal 13 luglio, l’opera consiste in grandi alberi in bronzo capovolti, con le radici al posto della chioma. [Jillian Billard]

Sei artisti hanno perso la causa intentata contro il proprietario dell’ex Stud Bar, che aveva dipinto sui murales da loro realizzati sulla parte anteriore dell’edificio, il più antico bar queer di San Francisco chiuso a maggio 2020. Monica Canilao, Zarathustra Wesolowski, Ellery Bakaitis, Jeremyu Novy, Susan Greene e Hailey Gaiser avevano realizzato il murale durante la Pride Week del 2017. I documenti depositati in tribunale si appellano al Visual Artists Rights Act (VARA), che include il diritto all’integrità, e al California Art Preservation Act (CAPA), e descrivono la creazione come una «celebrazione della comunità, poiché molte generazioni di queer, anziani e giovani, di tutti ceti sociali hanno sostenuto le opere, diventate un simbolo importante». Il giudice ha concluso che i querelanti non hanno presentato un reclamo ai sensi del VARA, non avendo il consenso originale del proprietario, ma solo il permesso dalla società che gestiva il bar. [Riah Pryor]

Presentato oggi alla stampa, «Il gioco della natura» in programma dal 3 al 7 agosto nell’ambito della manifestazione «Effetto Venezia», promossa dal Comune di Livorno e organizzata dalla Fondazione LEM-Livorno Euro Mediterranea, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, si sviluppa come un itinerario attraverso il vecchio quartiere livornese (la Venezia), seguendo un percorso ispirato al gioco dell’oca, proposto in chiave ecologica e finalizzato alla sensibilizzazione ambientale. La curatrice Gaia Bindi ha concepito ogni tappa in modo ludico ma riferita a un argomento relativo all’ecosistema in cui viviamo. L’allestimento è a cura di Alessandro Scilipoti. Gli artisti coinvolti sono Nico Angiuli, Margherita Bertoli, Benedetta Chiari e Elisa Pietracito, Mohammad Fallah, Pamela Gori e Eva Sauer, Giulia Guidicelli e Federica Vaia, Rocco Lopardo e Giovanni Marino, Jasmine Morandini, Pengpeng Wang, Robert Pettena, Qiu Yi, Marco Signorini, Simoncini.Tangi, Zoya Shookohi, Marta Travaini, Zhang Yun. [Laura Lombardi]

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