Giorno per giorno nell’arte | 21 giugno 2022

Capitale assira minacciata dalla diga di Makhoul | Gli indonesiani Taring Padi censurati a documenta 15 | Santuario romano intatto scoperto nei Paesi Bassi | Marina Abramovic è nell’album dei Sound of Ceres | Scomparso il collezionista, banchiere e mecenate Michel David-Weill | La giornata in 17 notizie

Camilla Fassina per «Opentour 2022», Museo delle Bambole,  Bologna
Redazione |

La diga di Makhoul minaccia l’antica città irachena di Ashur, la capitale assira sopravvissuta allo Stato Islamico. Costruita sulle rive del Tigri più di 5.000 anni fa, Ashur era la base del potere dell’impero assiro, che comprendeva Mesopotamia, Anatolia e parte degli odierni Egitto, Turchia, Israele, Giordania, Libano e Siria. Si credeva che la città fosse la manifestazione fisica dell’omonimo e onnipotente dio: il tempio di Ashur, ancora in piedi, è una ziggurat fatiscente alta 25 metri, originariamente era alta il doppio, ricoperta di ferro e piombo e tempestata di cristalli. La città ha subito la distruzione due volte: da parte delle forze babilonesi 600 anni prima della nascita di Gesù e nel 2015 per mano dell’Isis. La costruzione della diga di Makhoul, a circa 40 chilometri, è stata proposto per la prima volta dal regime di Saddam Hussein nel 2002. Nel 2003 Ashur è diventata patrimonio Unesco. Ad aprile 2021 sono ripresi i lavori di costruzione della diga che, secondo vari esperti, minaccia di inondare la città di Ashur con una portata d’acqua che con essa potrebbe sommergere più di 200 siti della civiltà assira e causare lo sfollamento di 250mila persone (nella peggiore delle ipotesi). [Hadani Ditmars]

Il dibattito sulla restituzione dei marmi del Partenone era al centro della protesta davanti al British Museum il 18 giugno, organizzata dal British Committee for the Reunification of the Parthenon Marbles (BCRPM), nel 13mo anniversario del Museo dell’Acropoli di Atene. La scorsa settimana George Osborne, presidente del British Museum, affermava che «si può fare un accordo tra Atene e a Londra se entrambi ci avviciniamo senza precondizioni e preconcetti. Ad Atene, a differenza di Londra, i marmi del Partenone racconterebbero solo la storia della civiltà greca». Il professor Andrew Wallace-Hadrill dell’Università di Cambridge, membro del BCRPM ha così replicato: «Quali altre storie raccontano a Londra? Della volontà di una potenza imperiale di servirsi dei monumenti di un’altra civiltà? Forse si potrebbe raccontare una storia più nobile ad Atene, sulla volontà della Gran Bretagna post-imperiale di annullare l’hybris del passato restituendo alla Grecia una delle sue più grandi glorie?». Il  laburista, Alf Dubs ha inoltre aggiunto: «Dobbiamo spiegare perché la restituzione dei marmi sarebbe eccezionale e non costituirebbe un precedente». [Gareth Harris]

Oleksandr Bohomazov (1880-1930), uno dei principali artisti d’avanguardia ucraini (attivo a Kiev) sarà al Tefaf Maastricht (25-30 giugno) con un opere fino a 1,75 milioni di euro, rappresentato dalle gallerie James Butterwick e Modernism. James Butterwick, noto come mercante d’arte d’avanguardia russa, negli ultimi anni si è concentrato sugli artisti ucraini. Al Tefaf presenta 25 pezzi di Bohomazov, le cui casa e atelier a Kiev sono miracolosamente sopravvissuti ai bombardamenti. Butterwick ha visto per la prima volta le opere di Bohomazov al Barbican nel 1988, riconosce che la sua spinta a commercializzarne il lavoro potrebbe essere interpretata come cinica, ma il 15% dei suoi profitti Tefaf saranno devoluti ai fondi di soccorso ucraini. [Sophia Kishkovsky]

Marc Spiegler, direttore globale di Art Basel, intervistato da Silvia Anna Barrilà per «Il Sole 24 Ore» racconta la sua visione del polo fieristico da Basilea all’Asia, a Parigi. Ad Art Basel 70mila visitatori e mercato toro. In Asia, intanto, la fiera lavora ad ampliare il suo network, in attesa di sbarcare a Parigi a ottobre. «Il mercato dell’arte è tornato alla sua forza pre-pandemia, puntando soprattutto sugli artisti blue-chip e quelli da riscoprire. È un’ottima fiera. Kamel Mennour ha commentato dicendo “Incroyable!” (“incredibile” in francese); Jochen Meyer ha detto “Sprachlos!” (“senza parole” in tedesco); Gio Marconi ha detto “Madonna!”. Questi tre commenti esprimono bene come sta andando la fiera nelle tre lingue della Svizzera. È un’edizione molto forte, ci sono molte più persone rispetto a settembre, un'edizione che ha rappresentato un primo passo in direzione del ritorno della fiera alla normalità. Sembra di essere tornati al 2018-19, all'Art Basel che ci aspettiamo, vale a dire la migliore fiera per l'arte al mondo». [Il Sole 24 Ore]

Marina Abramovic interpreta il ruolo dell’universo in «Emerald Sea», l’ultimo album dei Sound of Ceres, il duo newyorkese di musica pop (K Hover e Ryan Hover), lanciato il 17 giugno. Con suoni lussureggianti e sinfonici, l’album racconta in tre atti la storia d’amore dell’universo (doppiato negli intermezzi da Abramovic) edi Venere, la dea romana dell’amore, la cui prospettiva è articolata da K Hover. Ricco di sintetizzatori, arpe e cori angelici, il disco evoca efficacemente l’etereo suono degli dei, mentre la voce distintiva di Abramovic fonda la narrazione. Un video musicale per una delle canzoni più drammatiche dell’album, “The Fawn”, presenta la testa disincarnata di Abramović che si forma tra le nuvole. L’artista ha istruito i due musicisti con il suo collaudato metodo performativo, tra i consigli, quello di non battere mai le palpebre. [Benjamin Sutton]

Dal 21 giugno al 25 settembre nella Pinacoteca di Brera va in scena il confronto tra la «Cena in Emmaus» di Caravaggio, di proprietà della Pinacoteca stessa, e il «Davide con la testa di Golia» della Galleria Borghese (dove la testa mozza del gigante è quasi certamente l’autoritratto dell’autore), riuniti nel IX dei «Dialoghi» realizzati da James Bradburne dal 2016. Il prestito di questo capolavoro, appartenuto al cardinale Scipione Borghese, è frutto di uno scambio, avendo Brera prestato alla Galleria Borghese il «San Paolo rimprovera Pietro penitente» di Guido Reni per la mostra dell’artista curata da Francesca Cappelletti a Roma. I dipinti appartengono entrambi alla stagione estrema di Caravaggio, tra il 1606 e il 1609 (la datazione del dipinto romano è molto dibattuta), quando lui, in fuga da Roma dopo aver ucciso Ranuccio Tomassoni, ottenne la protezione dei Colonna, trovando rifugio nei loro feudi e poi a Napoli. La mostra è curata da Letizia Lodi ed è accompagnata da un catalogo edito da Marsilio. [Ada Masoero]

Dopo i primi giorni di apertura di documenta15, gli organizzatori hanno coperto e censurato un’opera del collettivo indonesiano Taring Padi, da molti etichettata antisemita. Intitolata «People’s Justice» (2002), era stata esposta per la prima volta nel 2002 al South Australian Art Festival di Adelaide. È uno striscione tentacolare che medita sulla violenza della dittatura di Suharto in Indonesia, con immagini di soldati membri del Mossad, l’agenzia di intelligence nazionale di Israele. Alcuni hanno teste di maiale al posto delle facce, dietro di loro si può scorgere quella che la rivista d’arte tedesca «Monopol» ha identificato come «una caricatura di un ebreo con le ciocche laterali, un sigaro e i simboli delle SS sul cappello» [Artnews]

Il 20 giugno è stato presentato al Mudec di Milano il ciclo di eventi «L’anno del Perù» (fino a marzo 2023). La parte del leone spetta alla mostra «Machu Picchu e gli Imperi d’oro del Perù», organizzata dal World Heritage Exhibitions, che dopo le tappe di Boca Raton in Florida e Parigi (giungerà in Italia grazie al Sole 24 Ore Cultura e sarà inaugurata al Mudec l’8 ottobre. Tra le numerose iniziative sulla tradizione enogastronomica, la musica e la danza: un workshop sulla tessitura andina affiancherà un convegno internazionale sui tessili di quattro giorni. In occasione di Bookcity (a novembre) saranno presentati libri e autori peruviani, mentre le iniziative incentrate sulle culture dell’antico Perù sono al momento quattro tavole rotonde. La prima, il 23 giugno, è sulle ricerche del Cnr nella città di Chan Chan da parte di Francesca Colosi. Nelle altre, on programma nei primi tre mesi del 2023, interventi di Nicola Masini, Giuseppe Orefici e Adine Gavazzi. [Laura Giuliani]

Piccole ma sostanziali modifiche al Progetto Giunti-Odeon a Firenze, che prevede la trasformazione dello storico cinema in libreria pe volere della sua proprietaria Gloria Germani. Il soprintendente Andrea Pessina ha chiesto che sia presentata da Giunti una variante al progetto, che in origine prevedeva l’eliminazione delle sedute in platea (non vincolata, a differenza degli arredi), sostituendola con scaffali per i libri, mantenendo quindi i posti solo in galleria. Il Comune di Firenze, che aveva accolto con entusiasmo il progetto Giunti, ora sembra fare un passo indietro e l’assessore all’urbanistica Cecilia Del Re annuncia perfino che, nel caso di particolari manifestazioni (anteprime o festival), la platea tornerebbe a avere capienza massima. Possiamo chiederci come ciò possa tecnicamente avvenire, ma attendiamo sviluppi. Laura Lombardi

L’artista tedesca Susanne Kessler vince il Von der Heydt Culture Prize, prima di lei Pina Bausch e lo scultore Tony Cragg.Susanne Kessler è originaria di Wuppertal (Germania), città che conferisce ogni due anni il  Von der Heydt Culture Prize a personalità nate a Wuppertal o che vi vivono e che si sono distinte nel campo delle belle arti, dell’architettura, della musica, della letteratura, del design, della danza, del teatro e del cinema, della gestione culturale, della scienza e della ricerca. Nelle sue opere, Kessler fonde disegno, pittura e scultura dando origine a installazioni di grande formato. Strutture complesse, caratterizzate da un forte impatto visivo, prodotte attraverso l’impiego di numerosi materiali. [Redazione]

A Firenze dal 24 giugno, in occasione della festa di San Giovanni Battista, patrono di Firenze, riaprono al pubblico torri, porte e fortezze: dalla Torre di San Niccolò, regina delle torri fiorentine al Forte Belvedere (a partire dal 19) al Baluardo di San Giorgio (dal 25 giugno), da Porta Romana (dal 2 luglio) fino alla Fortezza da Basso (dal 7 luglio) e alla Torre della Zecca (dal 9 luglio). Un progetto di valorizzazione riproposto ogni estate dai Musei civici fiorentini e da MUS.E per permettere, a fiorentini e non, di scoprire la storia della città, del suo sistema difensivo e per godere di un panorama mozzafiato su Firenze. [Redazione]

Scoperto a Herwen-Hemeling nel Gelderland nei Paesi Bassi un santuario romano del I secolo, completo e relativamente intatto, inclusi almeno due templi, resti di idoli, rilievi e intonaco dipinto. Ciò che rende la scoperta ancora più speciale sono diverse pietre votive complete o altari dedicati a vari dei e dee. «Mai prima d'ora nei Paesi Bassi era stato trovato un complesso così completo con un edificio del tempio, pietre votive e fosse con i resti dei sacrifici. Inoltre, la quantità di frammenti di sculture in pietra calcarea è senza precedenti», hanno affermato gli archeologi del RAAP. Vari pezzi chiave del sito saranno esposti nel Museum Het Valkhof a Nijmegen dal 24 giugno. [NL Times]

Mostre che aprono
Si svolge a Bologna dal 22 al 26 giugno «Opentour 2022», ottava edizione della mostra diffusa organizzata dall’Accademia di Belle Arti in collaborazione con l’Associazione Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea Confcommercio AscomBologna, in 29 tra gallerie, associazioni e spazi pubblici e privati in città, con un ricco programma di eventi. In tutto partecipano. Da segnalare Sabato 25 giugno alle ore 18.30, all’interno della Corte del Terribilia dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, verrà assegnato Art Up | Premio della Critica e dei Collezionisti, il riconoscimento ideato nel 2018 da Fondazione Zucchelli per promuovere i giovani talenti dell’arte, realizzato in collaborazione con l’Accademia e l’Associazione delle Gallerie di Arte Moderna e Contemporanea di Bologna Confcommercio AscomBologna.

Il 23 giugno nella nuova sede delle Gallerie d’Italia di Napoli (fino al 25 settembre) s’inaugura la mostra conclusiva della XIX edizione di Restituzioni, il programma biennale di valorizzazione, conservazione e restauro che Intesa Sanpaolo conduce da più di trent’anni sul patrimonio artistico nazionale, in collaborazione con il MiC. Visibili i risultati dei restauri di 87 nuclei di opere per un totale di 231 manufatti, selezionati dall’ente bancario, Soprintendenze, Direzioni Regionali Musei e Musei autonomi, di proprietà di 80 enti tra cui musei pubblici e diocesani, chiese e luoghi di culto e siti archeologici. La mostra è curata da Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti e Carla Di Francesco. Tra le opere esposte il «Trittico di san lorenzo» di Giovanni Bellini. [Redazione]

Da Schiavo Zoppelli Gallery a Milanodal 20 giugno al 30 settembre, la personale di Svenja Deininger «Quotes», commentata da un testo di Davide Ferri. L’artista (Vienna 1974, dove vive e lavora), dipinge le sue tele con un processo lento di stratificazione di forme astratte che tuttavia, spiega, «non vogliono essere né una trascrizione della realtà sulla tela né un linguaggio simbolico fatto di colori, bensì un’atmosfera. Ecco perché [i miei] non sono in realtà dei dipinti astratti». Ed effettivamente, come suggerisce Ferri, se la composizione si sviluppa secondo le regole dell’astrazione, tuttavia ogni sua forma, in questi lavori, porta in sé la memoria di un oggetto reale, per lo più architettonico, che si tratti di un cornicione, di una lesena, di un corrimano. Una sensazione confermata dall’uso, in certe opere, di telai sagomati, che entrano in gioco, potenziandosi vicendevolmente, con le forme delle campiture di colore. [Ada Masoero]

Mostre aperte
Prosegue fino al 9 ottobre la retrospettiva di Piet Mondrian (1872-1944) con cui la Fondation Beyeler di Riehen/Basilea celebra i 150 anni dalla nascita del pittore olandese e il 25mo anniversario dell’istituzione. In mostra opere della collezione e importanti prestiti internazionali scandite in un percorso cronologico che racconta l’intera produzione del co-fondatore del movimento artistico De Stijl (da lui istituito con Theo van Doesburg). Nove stanze raccontano i motivi ricorrenti: mulini a vento, dune, mare, fattorie riflesse nell’acqua e piante in vari stati di astrazione fino alle pure, celebri ed essenziali geometrie. Accompagna la mostra «Piet & Mondrian», cortometraggio dell’apprezzato regista tedesco Lars Kraume. [Redazione]

Addii
È scomparso il 17 giugno a New York a 89 anni il banchiere, collezionista e mecenate Michel David-Weill, le cui donazioni in denaro e opere, in particolare di arte francese del XVII, XVIII e XIX secolo, hanno contribuito ad arricchire il Louvre di Parigi e il Metropolitan Museum of Art di New York. Nato a Parigi nel 1932, aveva nel suo appartamento di New York dipinti da Jean-Honoré Fragonard al Maestro dell’Osservanza, a Jean-Baptiste-Camille Corot, Pablo Picasso, Joan Miró. Tra le donazioni da ricordare, quella al Dipartimento di Arte Medioevale del Met nel 1993. [Redazione]

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