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Giorno per giorno nell'arte | 2 settembre 2019

Arte e smartphone | Un castello in pericolo | Il mercato sempre più in mano agli investitori | La giornata in 10 notizie

Una visita ai Musei Vaticani con lo smartphone. Foto: Flickr

L'arte oscurata dai telefonini. Prosegue con la raccolta delle opinioni dei lettori un'inchiesta sul ruolo negativo degli smartphone nelle esperienze culturali, e la relativa proposta di bandire i telefonini all'interno di musei e gallerie d'arte. Analoghi divieti esistono già per i flash e le macchine fotografiche: qui il problema non è l'eventuale danno all'opera d'arte, bensì la sua fruizione da parte dello spettatore. [The Guardian]

Il castello di La Popa rischia la demolizione
. Ha da poco raggiunto i mille anni di esistenza, ma non si tratta di un compleanno felice: il castello di La Popa, nel comune di Castellcir (Barcellona), è stato inserito dall'associazione per la difesa del patrimonio « Hispania Nostra» nella sua lista rossa dei monumenti e siti nazionali che potrebbero scomparire se non vengono prese misure urgenti. La fortezza, che fino all'inizio del secolo scorso si trovava in uno stato di conservazione accettabile, sta andando incontro a un rapido processo di degrado, che i tecnici descrivono come catastrofico. [El País]

Mercato: gli investitori soppiantano i collezionisti
. Una doppia pagina dell'inserto Economia analizza il fenomeno della forte espansione del mercato dell'arte, che sta inevitabilmente attirando l'attenzione di banche e studi legali per fornire ai clienti degli advisor sempre più specializzati nel campo. Tra vantaggi fiscali e quotazioni molto variabili, specialmente nel campo dell'arte contemporanea, le possibilità di resa sono maggiori dei tradizionali strumenti finanziari. Un processo in cui il piacere estetico e culturale procurato dall'opera d'arte sembra essere ormai del tutto secondario. [la Repubblica]

Antico e moderno assieme ad Atene. Un servizio sulla crescita esponenziale dei murales ad Atene, che dalla crisi del 2008 è diventata uno dei maggiori centri della street art europea. L'amministrazione della capitale greca si è organizzata per valorizzare, ma anche per regolare, la diffusione di opere che in alcuni casi rischiano di oscurare l'eredità storica di alcune zone della città. [Libération]

La scomparsa di Guy Loudmer. È morto il 27 agosto a 86 anni, nei Paesi Baschi, dove si era ultimamente ritirato, Guy Loudmer, celebre commissaire-priseur degli anni Settanta e Ottanta, con l'étude a Parigi in rue de Provence. Aveva, tra l'altro, organizzato da Drouot il 25 marzo 1990 la storica asta di arte moderna che comprendeva la collezione di Madame Bourdon, che realizzò oltre 100 miliardi di lire dell'epoca, e che fu la causa, sette anni dopo, dell'arresto del funzionario per «abuso di figucia aggravato, favoreggiamento e complicità» per non aver istituito, come da accordi con i coniugi Bourdon, un ente filantropico che portasse il loro nome e che si occupasse degli animali abbandonati, della cura dell'infanzia e dell'assistenza agli artisti bisognosi. [Il Giornale dell'Arte]

Decolla il turismo «industriale». La tendenza da parte delle aziende storiche italiane a creare un museo dedicato alla propria storia sta mettendo in moto milioni di persone in tutto il Paese, tra chi va a caccia di documenti, foto e film che raccontano l'azienda, e chi include la visita a questi musei nei propri percorsi vacanzieri. [la Repubblica]

Il monumento a D'Annunzio sarebbe un errore? Tomaso Montanari torna sulla vicenda del monumento a Gabriele D'Annunzio, la statua commissionata dal Comune di Trieste contro la quale si sono mossi intellettuali e cittadini che non vogliono veder santificato un personaggio la cui storia ha luci e ombre. [il Fatto Quotidiano]

In mano ai vandali la storica villa di Cavour. Il Comune di Trino Vercellese non può più occuparsi della manutenzione dell'edificio, e così la tenuta estiva di Camillo Benso conte di Cavour, situata nella frazione di Leri (che ora si chiama Leri Cavour) versa ormai nel più totale degrado, con i writer che si scatenano sui suoi muri e i locali che sembra vengano usati di notte per la celebrazione di messe nere. [Corriere della Sera - Torino]

In Provenza le campane vanno a ruba. Analisi del singolare fenomeno in corso ormai da cinque anni in Provenza, dove si assiste a una vera e propria razzia di campane dalle chiese dei paesi, rubate sia per il bronzo sia per il mercato nero dell'arte. I sindaci denunciano la cronica mancanza di fondi per proteggere le chiese. [il Giornale]

Alla scoperta della piattaforma «Arte global». Intervista a Elisa Hernando, una donna d'affari che aiuta a investire nell'arte grazie a un algoritmo di sua creazione, che permette di abbinare i gusti degli investitori con l'offerta di mercato. La 46enne racconta come sia riuscita a conciliare gli studi economici con l'interesse nella storia dell'arte: «ho lavorato nel settore bancario, mi sono specializzata in finanza e borsa e, dopo otto anni, ho anche conseguito la laurea in Storia dell'arte». [El País]

Redazione, edizione online, 2 settembre 2019


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