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Giorno per giorno nell'arte | 2 dicembre 2019

L'Uomo Vitruviano è un algoritmo? | Successo per le Domeniche al museo | 20 milioni per una delle sette copie della Magna Charta? | La giornata in 12 notizie

L'Uomo Vitruviano di Leonardo

L'Uomo Vitruviano è l'immagine di un algoritmo segreto? È frutto di sette anni di ricerche e di trent'anni di riflessione lo studio di Roberto Concas, storico dell'arte già direttore dei Musei Nazionali di Cagliari, che sarà pubblicato da Giunti in due volumi (il primo esce a gennaio) sull'Uomo Vitruviano di Leonardo. Vi sarà anche una mostra a Cagliari, a partire dal prossimo maggio, organizzata dal Polo Museale della Sardegna, con il titolo «L'inganno dell'Uomo Vitruviano. L'algoritmo della Divina Proporzione». Il foglio leonardiano sarebbe l'immagine di un algoritmo segreto che gli artisti hanno usato dal IV al XVIII secolo per uniformare le proprie opere alla «Divina Proporzione», ossia l'antica formula aritmetica e geometrica che le botteghe si tramandavano segretamente, in osservanza dei parametri imposti dalla Chiesa, per realizzare ogni tipo di opera. [Ansa]

Boom di ingressi per #domenicalmuseo. Ha avuto un buon successo la promozione del Mibact che prevede l'ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Ecco alcuni dati: Parco del Colosseo 20.300 ingressi; Pompei 10.148; Uffizi 7.524; Reggia di Caserta 7.167; Museo Nazionale Romano 6.560; Palazzo Pitti 6.070; Galleria dell'Accademia di Firenze 5.890; Giardino di Boboli 5.802; Castel Sant'Angelo 5.284; Musei Reali di Torino 4.772; Museo Archeologico Nazionale di Napoli 4.393; Galleria Nazionale delle Marche 3.898; Pinacoteca di Brera 3.698; Museo e Real Bosco di Capodimonte 3.680 (5.750 nel bosco). [AgCult]

Il Ministero e la vendita della
Magna Charta. La segretaria di Stato britannica per la Cultura Nicky Morgan ha manifestato seria preoccupazione per l'intenzione da parte del Consiglio comunale di Faversham di vendere la sua copia della Magna Charta a un privato collezionista straniero. L'operazione, da 20 milioni di sterline, potrebbe essere bloccata dal Ministero con un divieto di espatrio sul documento (una delle sette copie esistenti di esso). [The Times]

Passaggio di consegne alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino. Marco Pierini, direttore confermato della Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, ha assunto la direzione ad interim del museo urbinate dalle mani di Peter Aufreiter che, per sua scelta, dal primo gennaio 2020 guiderà il Museo della Scienza e della Tecnica di Vienna. Pierini ha portato aria nuova al museo umbro, anch’esso autonomo grazie alla riforma Franceschini, ma questi incarichi richiedono tempo pieno: il Mibact deve pertanto bandire un concorso e non lasciar protrarre troppo l’incarico temporaneo. [Stefano Miliani per il Giornale dell’Arte]

Venezia non si stacca da Mestre. Il referendum consultivo per la separazione tra Venezia e Mestre si rivela un flop: non ha raggiunto il quorum necessario del 50% dei votanti, fermandosi a un misero 21%. È la quinta volta in 40 anni che l'iniziativa fallisce, ma mai finora la partecipazione dei cittadini veneziani era stata così esigua. [La Stampa]

Turisti usati come bancomat. Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca si scaglia senza mezzi termini in un'intervista contro la nuova legge sull'aumento della tassa di soggiorno, che vedrebbe un aumento di introiti per 600 milioni da parte dei Comuni interessati, senza particolari vincoli di spesa. [il Giornale]

Il drappo dell'Imperatore. Per festeggiare l'undicesimo compleanno del Museo d'Arte Orientale di Torino arriva nei suoi spazi, in mostra dal 4 dicembre fino al 22 marzo, il raro drappo cinese «La Regina Madre dell'Occidente nel giardino degli immortali», alla sua prima apparizione pubblica dopo il delicato restauro sostenuto dall'associazione «Amici della Fondazione Torino Musei». È un ricamo settecentesco di grandi dimensioni (misura infatti 320x445 cm) che potrebbe essere stato appeso nelle sale della corte dell'imperatore Qianlong (1735-96). [La Stampa]

Il modello del MuVe
. Il segretario organizzativo della Fondazione Musei Civici di Venezia Mattia Agnetti spiega come facciano i musei della Laguna a essere l'unica fondazione europea che gestisce senza fondi pubblici un patrimonio immenso (ora minacciato dall'acqua alta). [Corriere della Sera]

Il pubblico chiede più arte, le gallerie cosa fanno? Il grande successo di pubblico registrato da alcune importanti mostre inglesi negli ultimi mesi fa tornare alla ribalta l'annosa questione se sia davvero possibile apprezzare l'arte in condizioni di ambienti sovraffollati e rumorosi. Ma è colpa del pubblico o delle gallerie? [The Guardian]

La cupola simbolo della Cool Britannia. I vent'anni dalla realizzazione del Millennium Dome a Londra diventano un'occasione per riflettere sulla politica del New Labor di fine millennio, e sul fallimento di numerose sue aspettative. [The Guardian]

Quando la polizia corregge le attribuzioni. Le indagini degli agenti del nucleo per il Patrimonio storico della polizia spagnola hanno portato alla scoperta di un'erronea attribuzione al pittore sivigliano Bartolomé Esteban Murillo di un olio, venduto la scorsa primavera per 100mila euro. Grazie a un esame della tela, si è potuto stabilire che risale a molti anni dopo la morte dell'artista, il che non esclude che potrebbe essere opera di un seguace formatosi alla sua scuola. [El País]

Risparmiare per l'arte. Tagliare le bollette, puntando sull'energia verde, per recuperare i fondi destinati al patrimonio: questa è la ricetta della collaborazione tra Edison e il Fondo per l'ambiente italiano, alla quale l'inserto economia dedica un servizio di due pagine. [la Repubblica]

Redazione, edizione online, 2 dicembre 2019


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