Giorno per giorno nell’arte | 2 agosto 2022

Una nuova «Partnership per il Partenone» con la Grecia? | Ritrovamenti etruschi presso il Museo di Marzabotto | Un grande fotoarchivio al Getty Institute e allo Smithsonian Museum | Aperti gli archivi digitali di Pompei | 200 bronzi Benin tornano dalla Gran Bretagna all'Africa | Per la prima volta arte contemporanea al Museo delle Civiltà di Roma | La giornata in 11 notizie

Lo scatto di Moneta Sleet Jr., vincitore del Premio Pulitzer, di Coretta Scott King che consola la figlia, Bernice, al funerale di Martin Luther King Jr. Moneta Sleet Jr. /Ebony Collection. Johnson Publishing Company Archive. Courtesy Ford Foundation, J. Paul Getty Trust, John D. and Catherine T. MacArthur Foundation, Andrew W. Mellon Foundation, and Smithsonian Institution
Redazione |

Il British Museum propone una nuova «Partnership per il Partenone» con la Grecia. Allo scopo di porre fine all’impasse sui marmi del Partenone, il British Museum usa ora con le autorità greche dei toni più concilianti e il vicedirettore del museo britannico Jonathan Williams annuncia che potrebbe essere all’orizzonte un nuovo accordo di «scambio culturale». In particolare, il British Museum dichiara in un suo comunicato: «Presteremo le sculture, come molti altri oggetti, a coloro che desiderano esporle ad altro pubblico nel mondo, a condizione che se ne occupino e le restituiscano». In cambio, la Grecia potrebbe prestare al Regno Unito reperti di particolare valore conservati nei suoi musei. [Gareth Harris]

Importanti ritrovamenti etruschi nell’area archeologica di Kainua, presso il Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto (Bo)
. È una delle più estese aree etrusche del Paese. La prima scoperta è un imponente portico che delimita l’area antistante il tempio della dea Uni che nel culto etrusco formava la triade divina con Tinia (Giove) e Menrva (Minerva). Il portico è un aspetto inedito, dichiara Elisabetta Govi, ordinaria di Etruscologia dell’Università di Bologna, che spicca nel panorama generale dell’intera Etruria. Eccezionale il rinvenimento di due teste di terracotta intatte di insolita fattura insieme ad altre parti simili da ricongiungere per ricomporre altri volti del VI secolo a.C. La presenza di questi reperti ha destato stupore perché per la prima volta si è ritrovata a Marzabotto la testimonianza di una consuetudine ben nota in Etruria tirrenica, ossia la deposizione nell’area sacra di teste votive raffiguranti il devoto. Sono teste femminili, in stile classico, che rivelano l’elevata condizione sociale della persona raffigurata. Parte dell’enorme patrimonio archeologico della zona di Kainua (molti reperti sono invisibili e conservati nei depositi) è esposta nel Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria a Marzabotto, che necessita di un restauro già progettato: intanto è finalmente accessibile l’area archeologica di Kainua anche ai disabili. [Tina Lepri per Il Giornale dell’Arte]

Il Getty Institute e lo Smithsonian Museum possessori in comune di un fotoarchivio sulla vita dei neri americani. Nella seconda metà del XX secolo la Johnson Publishing Company (Jpc) di Chicago documentava l’esistenza quotidiana dei neri d’America con due pubblicazioni periodiche, il mensile «Ebony» e  il settimanale «Jet», che potevano illustrare momenti importanti del Civil Rights Movement o, ad esempio, fornire uno sguardo sulle celebrità nere del momento, dal Giudice della Corte Suprema Thurgood Marshall all’attivista Rosa Parks, dalla cantante Billie Holliday all’attrice Whoopi Goldberg. I loro fotoarchivi, con più di 3 milioni di negativi fotografici e di slide, 983mila fotografie e 9mila registrazioni audio e video, acquistati all’asta pare per 30 milioni di dollari da un consorzio di enti e fondazioni, verranno studiati e digitalizzati dal Getty Research Institute di Los Angeles e dal National Museum of African American History and Culture, a cui essi sono stati trasferiti. [J. S. Marcus]

Dal primo agosto sono aperti gli archivi digitali di Pompei. Il sito archeologico campano ha reso accessibili i suoi archivi online grazie al sistema Open Pompeii. Si tratta di un grande patrimonio di dati, immagini e video raccolti negli ultimi decenni e significativamente aumentati nell'ultimo periodo, grazie al Grande Progetto Pompei sotto la direzione di Massimo Osanna. Sono così documentati strutture archeologiche, reperti ed affreschi, con l’indicazione della loro provenienza e dell’attuale ubicazione. Ogni voce è anche corredata da una bibliografia. Il sistema è anche accessibile attraverso l’App «My Pompeii» implementata allo scopo di migliorare la visita al sito. L’applicazione ha la funzione di audioguida e consente al visitatore di interagire attivamente con il Parco inviando segnalazioni nel corso della visita. «Con Open Pompeii raggiungiamo un importante traguardo in questo ambito, ma non è assolutamente un punto d’arrivo: la digitalizzazione continuerà anche nei prossimi anni e proprio per questo il feedback degli stessi utenti sarà preziosissimo», ha dichiarato il direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel. [Redazione]

200 bronzi Benin tornano dalla Gran Bretagna all'Africa. Le Università di Oxford e Cambridge hanno deciso di restituire più di 200 oggetti in bronzo della cultura Benin, preparando il terreno per quella che sarebbe la maggior restituzione di oggetti Benin dal Regno Unito. All'inizio dell'anno Oxford e Cambridge avevano ricevuto una richiesta formale da parte della Commissione Nazionale per i Musei e Monumenti della Nigeria per la riconsegna di 97 oggetti dalle collezioni del Pitt Rivers Museum e dell'Ashmolean Museum di Oxford e di 116 oggetti dal Museum of Archaeology and Anthropology dell'Università di Cambridge. [Gareth Harris]

Il Museo delle Civiltà di Roma esporrà per la prima volta arte contemporanea. Il Museo delle Civiltà di Roma è stato ammesso, per la prima volta, al finanziamento PAC2021, Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Questo servirà ad esporre e valorizzare opere d’arte della sua collezione di arte contemporanea. Le opere selezionate, grazie alla concessione del finanziamento richiesto di 199mila euro, costituiscono il primo nucleo di opere della collezione che costringeranno l’antico museo, con le sue centinaia di opere antropologiche, etnografiche e paleontologiche, a mettere in atto il già pronto progetto scientifico intitolato «Metodologia contemporanea: cambiare linguaggio e riscrivere storie». Più volte chiuso, poco conosciuto e frequentato, il Museo ha attuato da tempo un lavoro di «ripensamento critico e autocritico e di riposizionamento complessivo sulla scena contemporanea nazionale e internazionale». [Tina Lepri per Il Giornale dell’Arte]

Il restauro del giardino di Boboli vale 50 milioni di euro. Sono una quarantina le iniziative che danno corpo al progetto di valorizzazione del Giardino di Boboli, che si estende per 33 ettari: restauri architettonici, nuove aperture, restauro di sculture e fontane, creazione di nuovi servizi e altro. Come ha dichiarato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, lo scopo è di rendere il sito «il miglior museo all’aperto del mondo, riportandolo alle glorie dei tempi dei Medici e dei Lorena». Tra gli interventi terminati o in via di conclusione c'è il restauro della Fontana delle Scimmie, del Giardino delle camelie e di parte del Giardino dei Principini. Sta invece per partire la costruzione di un ascensore che collega il Cortile dell'Ammannati con il Mezzanino della Muletta e l'Anfiteatro di Boboli. Verrà rimesso in funzione il palazzetto al Prato dei Castagni, con la creazione di una ludoteca, una caffetteria e una terrazza. Verrà ristrutturata la vasca del Nettuno, e verranno restaurate le oltre 300 statue del Giardino. [Redazione]

Annullata per «problemi di sicurezza» la fiera parigina Design Miami Paris, prevista per ottobre. Sarebbe stata la prima edizione di una fiera rivolta ai più importanti mercanti internazionali di design (gli espositori previsti erano circa 45), e avrebbe dovuto tenersi negli stessi giorni di Paris+, la nuova fiera d’arte contemporanea parigina che subentra alla Fiac. Il luogo scelto, place de la Concorde, che avrebbe dovuto ospitare per più di una settimana dei padiglioni effimeri, è stato giudicato problematico sotto l’aspetto della sicurezza e dell’ordine pubblico (il luogo è molto vicino all'Eliseo e all’ambasciata degli Stati Uniti), e la prefettura, che già a giugno aveva dato parere negativo, ha confermato il 29 luglio questa decisione. Ne scrive Roxana Azimi su «Le Monde».

Marcel Dupertuis al Museo Vincenzo Vela. Il Museo Vincenzo Vela di Mendrisio (Canton Ticino), suggestiva casa d’artista dell'Ottocento, ospita sino al 12 febbraio 2023 la mostra «Il filo di Arianna. Marcel Dupertuis, opere 1951–2021». Originario del Canton Vaud, Dupertuis, classe 1941, si è cimentato con diversi linguaggi sperimentandone stili e materiali. Tra i duecento lavori esposti, realizzati dagli anni Cinquanta ad oggi, oltre le numerose plastiche, spiccano dipinti e ceramiche inediti. I bronzi antropomorfi degli anni Ottanta, come «Hommage à Arthur Rimbaud (Les assis)», dalle fattezze mozze e indefinite, sono richiamati dalla produzione scultorea del decennio successivo, come «Antigone» e «Les deux gisants», ove le filiformi linee in ferro e cartapesta esprimono tutta la fragilità dei loro soggetti attraverso contorni frantumati, come erosi dal tempo. Le pitture e i disegni rivelano grande affinità con le strutture tridimensionali così come le recenti fotografie dalle atmosfere chiaroscurate. [Monica Trigona per Il Giornale dell’Arte]

Prosegue, fino al 4 settembre, la mostra «Sediments. After Memory. Victor Fotso Nyie, Muna Mussie, Las Nietas de Nonó, Christian Offman», a cura di Johanne Affricot ed Eric Otieno Sumba, ospitata presso il Padiglione 9a del Mattatoio di Roma. L’esposizione è parte della programmazione estiva di Spazio Griot (fondato nel 2015 da Johanne Affricot, curatrice indipendente romana, di discendenza haitiana e ghanese) promossa da Roma Culture e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo , con main sponsor Gucci. L’esposizione si propone di individuare, all’interno di quella che il sociologo Zygmunt Bauman ha definito «modernità liquida», «ciò che permane, andando controcorrente e sedimentandosi al di sotto della superficie turbolenta della quotidianità». [Arianna Antoniutti per Il Giornale dell'Arte]

Addii
Il 31 luglio 2022 è morto a Celleno (Vt) all’età di 89 anni l’artista romano Toni Arch. Pittore astrattista, si formò presso il Centro Cinematografico di Roma, iniziando poco più che ventenne un’attività di scenografo e costumista che lo portò a lavorare con numerosi registi, tra cui Andrea Camilleri, Paolo e Vittorio Taviani. Nel 1961 le prime mostre, sotto la spinta di critici e artisti tra i quali Enrico Castellani. Sperimentò nuove tecniche inerenti alla metodologia del design e si interessò di ricerche visuali applicate alla fotografia e alle fonti di luce. [Redazione]

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