Giorno per giorno nell’arte | 17 maggio 2022

È di Man Ray la fotografia più costosa di sempre | Aprirà in Senegal il Museo Bët-bi | La collezione Macklowe è l’asta record, batte Peggy e David Rockefeller | Gilane Tawadros nuova direttrice della Whitechapel Gallery | Morta Sabina Magrini | Jake Chapman litiga con Cameron | La giornata in 13 notizie

«The Resting Acrobats» di Glyn Warren Philpot, Cortesia Leeds Art Gallery, Leeds Museums and Galleries
Redazione |

Sarà progettato dall’architetto Mariam Issoufou Kamara il nuovo Museo Bët-bi, nella regione del Senegambia in Senegal. L’apertura è prevista per il 2025. La comunità e il centro culturale mostreranno l’arte africana contemporanea e storica, offriranno tour ai vicini megaliti antichi e saranno una casa temporanea per gli oggetti africani rimpatriati dall’Occidente. Bët-bi, che si traduce in «l’occhio» è l’ultimo progetto di Le Korsa, il braccio non profit della Fondazione Josef e Anni Albers, istituito per sostenere le comunità rurali senegalesi «attraverso i campi della cultura, educazione e salute», la Fondazione vi esporrà oggetti africani rimpatriati e amplierà l’eredità del Bauhaus. Secondo il direttore esecutivo della Fondazione, Nicholas Fox Weber, l’obiettivo in Senegal è «migliorare la vita di tutti i giorni», si stima che più della metà della popolazione sengalese viva in condizioni di estrema povertà. Salvo approvazione, Bët-bi sarà situato su un’isola vicino alla storica città di Kaolack, una vivace città mercato ai margini di un vasto estuario di acqua salata nell'Africa occidentale. [Tim Stone]

Raramente i sequel hanno un impatto così forte com’è stato, invece, per la seconda vendita delle opere della Collezione di Linda e Harry Macklowe da Sotheby’s a New York la sera del 16 maggio. Dopo i 676,1 milioni di dollari per i primi 35 lotti lo scorso novembre, il totale più grande per una singola vendita nei 277 anni di storia della casa d’aste, le 30 opere di ieri hanno generato un incasso totale di 246, milioni di dollari (con commissioni), in linea con la stima di pre-vendita che era compresa tra 167,6-236,4 milioni di dollari (senza commissioni). Un’asta destinata a entrare nei libri di storia, avendo generato, nelle sue due puntate, un totale di 922,2 milioni di dollari. È la collezione più preziosa mai venduta all’asta, supera le vendite di Christie’s nel 2018 delle opere della tenuta di Peggy e David Rockefeller, che avevano totalizzato 835,1 milioni di dollari. I due maggiori lotti sono stati «Untitled» di Mark Rothko del 1960 a 48 milioni di dollari (stima 35-50 milioni di dollari) e «Seestück (Seascape)» di Gerhard Richter del 1985 a 30,1 milioni di dollari (stima 25-35 milioni). [Il Giornale dell'Arte]

Una delle immagini più celebri della storia della fotografia, «Le violon d’Ingres» (1924) di Man Ray, è stata venduta da Christie’s per 12,4 milioni di dollari, tre volte la sua stima, diventando la fotografia più costosa mai battuta a un’asta. Il lotto faceva parte dell’asta dedicata alla Collezione di Rosalind Gersten Jacobs e Melvin Jacobs, tenutasi a New York il 14 maggio, che ha fruttato in totale oltre 42 milioni di dollari. Lo scatto, raffigurante la schiena nuda della amante e modella Kiki de Montparnasse, era stata concepita da Man Ray come un omaggio al pittore neoclassico francese Jean-Auguste-Dominique Ingres. [Redazione]

La Casa Battló di Antoni Gaudí, trasformata dall’artista turco-americano Refik Anadol in Nft, è stata venduta per 1,3 milioni di euro in’asta da Christie’s . «Living Architecture» è un’opera dinamica che si modifica costantemente  in relazione ai dati ambientali della città. Il risultato visivo si plasma in una serie di ondulazioni e forme organiche che scaturiscono dalla facciata modernista e attivano una gamma cromatica che sottolinea l’audacia creativa di Gaudí. Come è abituale nelle transazioni con criptomonete, non si conosce l’identità dell’acquirente, che ha pubblicato un commento in Twitter, firmato punk6529, in cui si dichiara «assolutamente elettrizzato per l’acquisto che arricchisce la 6529 Fund SZN2 Collection», una collezione sconosciuta quanto il suo proprietario. Questi ha ceduto a Casa Battló i diritti d’esposizione dell’opera, che si può vedere durante la visita, al quinto piano dell’edificio. «Living Architecture» è stata presentata al pubblico con un videomapping proiettato sull’iconica facciata del Paseo de Gracia, davanti alla quale si sono radunate 47mila persone. [Roberta Bosco]

È stato rintracciato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale il dipinto devozionale settecentesco di scuola francese raffigurante san Girolamo rubato nel 2010 in una chiesa Francia e recuperato a Venezia. Dal 1982 era registrato tra i monumenti storici nazionali. L’opera è stata riconosciuta online sul sito di un antiquario del Padovano (estraneo a qualsiasi responsabilità), che l’aveva messa in vendita con una base d’asta di 30mila euro. [Redazione]
È Gilane Tawadros la nuova direttrice della Whitechapel Gallery di Londra. Succede a Iwona Blazwick, che si è dimessa a inizio anno dopo essere stata a capo dell’istituto dell’East London per 20 anni. Tawadros, amministratrice delegata di Dacs (la Design and Artists Copyright Society) dal 2009, intende «dare forma a un futuro della galleria che risponda coraggiosamente al pressante contesto socio-politico e ambientale del nostro tempo». «Diversità culturale, accesso e inclusività sono per me preoccupazioni costanti», aggiunge. Tawadros è stata fondatrice e  direttrice dell’Institute of International Visual Arts (Iniva) di Londra, nel 1994. Nel 2014 ha fondato la Fondazione Art360, che assiste artisti e patrimoni d’artista nella costruzione di archivi accessibili e ha sostenuto le artiste nere del Regno Unito, organizzando il recente sondaggio sulla carriera della candidata al premio Turner Ingrid Pollard alla MK Gallery di Milton Keynes. [Gareth Harris]
Il Consiglio di amministrazione della Triennale di Milano ha nominato Carla Morogallo direttrice generale della Fondazione per i prossimi quattro anni. Classe 1980, laureata a Pisa in Beni Culturali. Nel gennaio 2019 era stata nominata direttrice operativa, assumendo la gestione organizzativa e amministrativa di Triennale Milano e contribuendo alla definizione delle sue linee programmatiche e strategiche. Alla Triennale di Milano, per alcuni casi di positività al Covid, è stata inoltre rimandata a data da definire l’asta benefica a favore di fondazione Together to go (Tog), realizzata in collaborazione con Sotheby’s Italia, concernente i busti di Vezzoli raffiguranti Fedez. [Redazione]

L’inaugurazione di «Me, Myself and Eye», prima personale di Jake Chapman senza il fratello Dinos, esposta dal Paradise Row Project nello spazio provvisorio a Mayfair è stata accompagnata da un colorito battibecco con l’ex premier David Cameron, ospite non gradito dall’artista. Le opere esposte erano alcuni striscioni con faccine sorridenti vintage in stile Chapman, modificati con tono satirico per alludere a questioni ambientali accompagnati dalla scritta «Annhilation (Estinzione)» e da una nuova serie di sculture in stile africano da cui spuntando ganci fallici ornati di oggetti fetish e bastoncini fumanti d’incenso. L’ex primo ministro britannico si è presentato all’inaugurazione, insieme alla moglie. «Quando li ho visti sono rimasto così scioccato, dice Chapman, che ho preso in considerazione l’idea di eseguire un’espulsione forzata». Ma poi ha ritenuto che la collisione tra Cameron e l’opera, significava che la sua arte stava funzionando bene. Scarso successo anche per un’altra ex premier britannica, Margaret Thatcher (1951-2003), la cui statua in bronzo inaugurata nel Lincolnshire è stata bersaglio di un consistente lancio di uova. [Louisa Buck]

Frida Khalo (1907-54), tra le artista più iconiche della storia dell’arte, è celebre tanto per la sua opera quanto per il suo carattere straordinario con cui ha affrontato una vita colma di passioni e sofferenze. A tutto ciò sarà dedicato una nuova serie televisiva girata da BTF Media in collaborazione con la nipote dell’artista messicana, Mara Romeo Kahlo, che come lei stessa spiega dovrà dimostrare come la talentuosa pittrice abbia vissuto davvero, ripercorrendo la malattia, l’incidente, i matrimoni, i tradimenti, il divorzio, gli aborti. [Redazione]

Addii
È morta a 52 anni Sabina Magrini, direttrice dell’Archivio di Stato di Firenze dal 2020, già segretario regionale del Mibact per l’Emilia-Romagna. Era ricoverata da sabato 14 maggio all’Ospedale di Grosseto a causa di un malore in seguito a un’immersione in mare. [Redazione]

Mostre aperte
Prosegue nel Museo Picasso di Malaga fino al 21 agosto la mostra di Paula Rego (1935), l’artista portoghese cui Cecilia Alemani ha dedicato un’intera sala alla mostra centrale della 59ma Biennale di Venezia. La sua pittura ha rivoluzionato il modo di raffigurare le donne e le dinamiche familiari. In mostra ottanta opere, tra collage, dipinti, pastelli di grande formato, disegni e incisioni dagli anni Sessanta al 2020. Le prime opere costituiscono un’appassionata e feroce opposizione alla dittatura portoghese, con uno stile che mescola influenze da pubblicità, caricature e notizie.  In mostra anche i grandi e impressionanti pastelli di figure femminili degli anni Novanta e Duemila, poi utilizzati nella campagna per la legalizzazione dell’aborto in Portogallo. La mostra è organizzata da Tate Britain in collaborazione con il Kunstmuseum Den Haag e il Museo Picasso Málaga ed è curata da Elena Crippa. [Redazione]

Il 28enne artista ivoriano Désiré Mounou Koffi dà una seconda vita a vecchi telefoni cellulari riciclandoli in dipinti colorate. L’idea è di sensibilizzare l’opinione pubblica nella lotta contro l’inquinamento. Il suo lavoro è esposto nella mostra «Upcycling» ad Abidjan, nella Costa d’Avorio occidentale, fino al 20 luglio. Nel suo studio esamina moltissime componenti di telefonini, chip, schermi e tastiere, per scegliere gli elementi da cui disegnare sagome umanoidi in contesti urbani. Le sue tele pop sono venduta fino a 1.500 euro. Il suo lavoro è esposto anche nell’ambito degli eventi «off» della Biennale di Dakar, dal 19 al 29 maggio. [Le Monde]

Prosegue fino al 23 ottobre alla Pallant House di Chichester la mostra «Flesh and spirit» di Glyn Philpot, artista britannico degli anni Venti e Trenta, pittore dell’alta società londinese a cavallo della grande guerra. Tra i suoi ritratti anche il corpo maschile e uomini di colore, un interesse insolito per l’epoca. Studioso di Velazquez e Manet, cattolico e gay, autore di opere simboliste, che a volte suscitavano imbarazzo per l’epoca, fu un artista poco apprezzato a Londra, ora in corso di un’attenta rivalutazione. [The Guardian]

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Redazione