Giorno per giorno nell’arte | 16 novembre 2021

Mostre in collaborazione tra musei francesi e africani | 676 mln di dollari per la collezione Macklowe | Il primo ministro greco Mitsotakis incontra Boris Johnson per la restituzione dei marmi del Partenone | La giornata in 13 notizie

Particolare degli affreschi di Palazzo Sandi a Venezia
Redazione |

Il Musée des Civilisations Noires, a Dakar, in Senegal, a partire dal primo aprile 2022 accoglierà delle opere di Picasso dei musei francesi nella mostra in coproduzione «Picasso a Dakar, 1972-2022», mentre il Grand Palais di Parigi sta collaborando con istituzioni senegalesi all’organizzazione di «1966 Dakar Paris», prevista per il 2025. [Le Monde]

La collezione Macklowe porta nelle casse di Sotheby’s 676 milioni di dollari, il totale più alto nella storia della casa d’aste anglosassone. I due lotti maggiori della vendita, un Giacometti e un Rothko, sono partiti alla volta dell’Asia. [Il Giornale dell’Arte]

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis torna alla carica per la restituzione dei marmi del Partenone in un incontro con il primo ministro britannico Boris Johnson previsto per oggi 16 novembre. [The Art Newspaper]

Salvatore Settis denuncia sulla Stampa in un articolo il naufragio nella burocrazia del dramma delle emergenze climatiche soprattutto alla luce della sopravvivenza della città di Venezia e riferisce della lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. [Il Giornale dell’Arte]

A Venezia l’Ance (l’Associazione Nazionale Costruttori Edili), nel 75mo anniversario della sua fondazione, ha restaurato la sede storica di Palazzo Sandi e con essa il soffitto affrescato da Giambattista Tiepolo con il «Trionfo dell’Eloquenza». Sotto la direzione dell’architetto Federica Restiani, responsabile scientifica dell'Istituto Veneto per i Beni Culturali, hanno lavorato i restauratori Jean Pierre Zocca, Monica Rovea, Annalisa Nardin e Anna Zulian. [Arte.it]

Nella dimora nobiliare di Calverley Old Hall nello Yorkshire (Gran Bretagna) una squadra di restauratori ha scoperto dietro una parete in gesso del XIX secolo una pittura murale di epoca elisabettiana (1558-1603). La direttrice del Landmark Trust, Anna Keay, l’ha definita «una scoperta epocale». [artnet.com]

I lavoratori del Museum of Fine Arts di Boston, in risposta al rifiuto del management del museo nel corso degli ultimi sette mesi di negoziare i contratti, hanno indetto un giorno di sciopero il 17 novembre. [ArtForum]

L’intelligenza artificiale ha ricostruito tre quadri distrutti di Gustav Klimt. Google Arts and Culture, in collaborazione con esperti del Museo Belvedere di Vienna, sono arrivati alla ricostruzione del colore originale delle opere «Medicina», «Giurisprudenza» e «Filosofia», i cosiddetti «dipinti della Facoltà», che andarono distrutti in un incendio, consultando milioni tra immagini e documenti d’archivio. [El País

L’Het Noordbrabants Museum della città olandese di ’s-Hertogenbosch ha firmato un accordo con la JK Art Foundation per il prestito a lungo termine al museo della collezione di questo ente: 550 opere datate dal 1500 al giorno d’oggi, con nomi come Brueghel, Rubens, Mondrian, Brancusi, Van Dongen, Picasso, Magritte, Delaunay, Fontana, Dalí, Modigliani, Lewitt, Dumas, Kapoor, Tuymans and Eliasson.

Maria Grazia Filetici ha lasciato la direzione del Munda, Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila, per andare a dirigere la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina. In attesa del nuovo bando, la direzione del museo aquilano è stata affidata ad interim a Federica Zalabra, a cui fa capo anche la Direzione regionale Musei d’Abruzzo. [AgCult]

Dal 17 al 19 novembre 2021, presso il Teatro Comunale Fusco di Taranto, si terrà il convegno internazionale di Studi «Taras e Vatl. Rapporti tra Magna Grecia ed Etruria nel quadro dell’Italia preromana», a cura di Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto - MArTA, e di Simona Rafanelli, direttrice del Museo Civico Archeologico «Isidoro Falchi» di Vetulonia. L’evento è stato preceduto da due mostre, di cui quella al MArTA ancora in corso fino al 9 gennaio 2022, incentrate sull’approfondimento storico e antropologico delle origini e dei rapporti sociali tra le due grandi aree culturali dell’Italia preromana, e si svolge dopo quasi trenta anni dal XXXIII Convegno di Studi sulla Magna Grecia «Magna Grecia Etruschi Fenici», tenutosi a Taranto nel 1993. Il convegno si svolgerà in presenza ma sarà trasmesso anche in diretta live sui canali YouTube e Facebook del MArTA. [Graziella Melania Geraci]

Mostre che chiudono

Il tempo non esiste. O meglio, ciò che noi chiamiamo tempo, una serie di eventi in successione, è solo un’illusione della nostra mente. Certo, non è facile fare i conti con quella che Einstein definisce relatività, con l’idea che ciò che noi chiamiamo passato e futuro accada in simultanea e che in alcune parti dell’universo il tempo scorra più lentamente che in altre. Ed è qui che l’arte accorre in aiuto della scienza, dando forma a uno dei misteri più grandi che l’uomo sia riuscito a immaginare. Succede attraverso i piccoli paesaggi contemporanei del toscano Luca Pancrazzi (1961), allestiti tra i reperti del Museo Archeologico di Acqui Terme, nella mostra «Paesaggio Minuto», fino al 21 novembre. Passato e presente esistono nel medesimo istante, come due universi che s’intersecano. Circonvallazioni, zone industriali, viste satellitari, pezzi di città moderne e prototipi di automobili si mescolano a selci preistoriche, vasi e vetri romani. Un video di 8 ore accompagna la mostra. La telecamera riprende uno di questi paesaggi dilatati, forme semplici, lineari e moderne fatte anch’esse di frammenti. «Il segno è come un sismografo che rileva un tempo interiore, spiega l’artista. Lo spazio, inizialmente vuoto, diventa luogo di passaggio». Non c’è inizio, non c’è fine. [Jenny Dogliani]

È visitabile fino al 21 novembre alla Galleria Michela Rizzo, sull’isola della Giudecca a Venezia, l’esposizione che mette a confronto l’opera di Claudio Costa con quella di Hermann Nitsch. La paternità del titolo «Viaggio nell’ancestrale» si deve a Massimo Melotti, critico d’arte e sociologo, per anni collaboratore del nostro giornale, scomparso nel marzo scorso, a cui spetta anche l’idea originaria di questo confronto. A lui è dedicata la mostra, curata da Stefano Castelli e realizzata in collaborazione con Archivio Claudio Costa e Atelier Hermann Nitsch. Un’esposizione che alterna sale monografiche, ma anche momenti d’incontro e dialogo tra autori, protagonisti del ’900, formati in contesti completamente diversi: quello del Maggio francese e dell’incontro parigino con Duchamp per Claudio Costa, nato a Tirana nel 1942 e scomparso a Genova nel 1995; quello dell’Azionismo per Nitsch, nato a Vienna nel 1938, fondatore del «Teatro delle Orge e dei Misteri». Sono stati selezionati assemblaggi e grandi installazioni di vari momenti della produzione di Costa, mentre le «Reliquie», a testimonianza delle performance di Nitsch, sono allestite accanto a esempi della sua pratica pittorica, da quella più immediatamente identificabile, caratterizzata dallo spargimento violento del colore, fino alla produzione più recente e ricca di passaggi cromatici. Mentre Costa indagava nelle aree della cultura legata a tradizioni ancestrali (nella foto, «Macinatrice d’Africa», 1990-91), dalla Nuova Zelanda al mondo contadino dietro casa, Nitsch, affascinato dal mondo delle ritualità sacrificali, ha introdotto la dimensione corporea con altra evidenza teatrale e drammatica. Un accostamento inedito alla ricerca di affinità e differenze tra due protagonisti atipici del ’900 di cui si evidenziano punti di contatto nella ricerca antropologica, nel fascino per le reliquie e le tracce di una ritualità che connette culture solo apparentemente lontane. [Camilla Bertoni]

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