Giorno per giorno nell’arte | 15 luglio 2022

Nasce Independent 20th Century | Pace e Perrotin raddoppiano a Seoul | Al MArTA il TripAdvisor Traverlers’ Choice Award | Gli Etruschi in Cina | Archeologia subacquea da Pantelleria a Caporizzuto | Picasso e arte tribale: battaglie di copyright in Canada e Stati Uniti | La giornata in 16 notizie

Redazione |

In vista della prima edizione di Frieze Seoul a settembre le gallerie Perrotin e Pace annunciano l’ampliamento delle proprie sedi nella città, mentre altri colleghi studiano il mercato locale con mostre collettive. La galleria Perrotin espanderà le sue attività a Seul con un secondo spazio di 250 metri quadrati nel lussuoso quartiere dello shopping, nella zona sud della metropoli. È l’ultima galleria occidentale ad aumentare la propria presenza nella capitale sudcoreana, diventata negli ultimi anni un hub per il mercato artistico internazionale. Il nuovo spazio aprirà con una mostra di dipinti di Emma Webster, in concomitanza con Frieze Seoul (2-5 settembre). Manterrà anche il suo spazio nello storico quartiere artistico di Jongno aperto nel 2016, quando è stata la prima galleria occidentale ad aprire a Seul. Da allora altri sette, tra cui Thaddaeus Ropac e Lehmann Maupin, l’hanno seguita per intercettare il collezionismo coreano in rapida crescita e maturazione, caratterizzatosi dopo la pandemia per un forte aumento della spesa tra gli under 40. Pace invece aggiungerà un nuovo spazio al piano terra della sua già considerevole galleria a Seul: tre piani e oltre 800 metri quadrati nel quartiere centrale di Hannam, definiti dall’ad Marc Glimcher un complesso artistico. [Kabir Jhala]

Il Qatar intensifica il programma culturale in vista della Coppa del Mondo Fifa con anteprime dei musei e un ampio programma di mostre. Sono stati rivelati maggiori dettagli sui principali musei in fase di sviluppo, tra cui l’Art Mill,  in un ex mulino, nuova vasta sede di arte moderna e contemporanea a Doha, che dovrebbe aprire nel 2030 (il piano è stato annunciato nel 2015). La messa a punto del museo è affidata a Catherine Grenier, direttrice della Fondation Giacometti a Parigi. Una mostra in anteprima, «Art Mill Museum 2030», aprirà in due sedi: Qatar Flour Mill Warehouse e Al Najada Heritage House n. 15, Doha (dal 24 ottobre al 30 marzo 2023). La mostra si concentrerà sull’architettura dell’Art Mill Museum dello studio cileno Elemental. Il museo ospiterà una collezione internazionale di opere d’arte dal 1830 a oggi. Xavier Dectot, ex direttore del Louvre-Lens, è stato intanto nominato direttore del Museo di Lusail, progettato dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron, che ospiterà la più vasta collezione al mondo di dipinti orientalisti, disegni, fotografie, sculture, testi rari e arti applicate. I musei del Qatar hanno infine annunciato più di 40 opere pubbliche commissionate per tutta Doha in occasione dei campionati del mondo. [Gareth Harris]

Il Museo Archeologico Nazionale - MArTA di Taranto ha vinto per il secondo anno consecutivo il TripAdvisor Traverlers’ Choice Award per la categoria «Attrazioni del mondo». «Desidero ringraziare tutto lo staff del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, commenta la direttrice uscente del MArTA, Eva Degl’Innocenti, per questo importante riconoscimento che è un premio ottenuto grazie al lavoro di qualità e all’impegno quotidiano di tutto il personale. Il museo accoglie il visitatore immergendolo nella storia e nella cultura del Mediterraneo dalla Preistoria al Medioevo. Questo emoziona e rende il patrimonio culturale un’attrazione imperdibile, infatti sempre più numerosi viaggiatori scelgono o scoprono Taranto anche grazie al Museo archeologico». [Redazione]

Sarà a settembre la prima edizione di Independent 20th Century lanciata da Independent Art Fair. Si concentrerà sull’arte del XX secolo con talenti poco noti come l’artista di colore Joe Ray. L’edizione inaugurale, diretta dall’artista Matthew Higgs, consulente curatoriale di lunga data della fiera, si svolgerà con 32 gallerie e 70 artisti (22 le personali o doppie personali), oltre a progetti speciali commissionati per la fiera. Perché il XX secolo? «Higgs ritiene che la riconsiderazione del recente passato sia uno dei maggiori sviluppi curatoriali del nostro momento, rilevando sia il numero considerevole di artisti deceduti scelti dalla curatrice Cecilia Alemani per l’attuale Biennale di Venezia, sia nell’ultima edizione del MoMA PS1 del suo “Greater New York”, che è “tipicamente ultracontemporaneo», si legge su Artnet, cui Higgs ha inoltre spiegato che «È un’idea elastica di ciò che costituisce il contemporaneo, una riconsiderazione del passato è iniziata con Documenta 10 nel 1997. È stata fondamentale nell’introdurre l’idea di retro-prospettive in atto di retrospettive». [Artnet

Artisti indigeni canadesi chiedono al Governo di ridurre e regolamentare le repliche di opere d’arte indigene prodotte all’estero, molte in Europa orientale e in Asia. Gli artisti indigeni hanno perso milioni di dollari da queste vendite. L’artista di Kwakwaka’wakw Richard Hunt, noto per le vivaci sculture in legno, ha dichiarato alla Cbc di aver dovuto impedire la creazione di cartoline con immagini del suo lavoro senza permesso. «A Bali, in Indonesia, stanno realizzando maschere per la costa nord-occidentale vendendole come indigene. Queste cose devono essere fermate. Abbiamo bisogno dell’aiuto del Governo». L’aumento dei dazi è un modo per combattere le importazioni, ma la produzione di massa di imitazioni fa capo a un’industria da 1 miliardo di dollari che danneggia il sostentamento dei giovani intagliatori delle Prime Nazioni. Lou-Ann Neel, un artista Kwagiulth, spiega che: «gli artisti devono accontentarsi dei prezzi bassi perché qualche altra azienda, che non ha nulla a che fare con le nostre comunità sta tirando fuori migliaia di pezzi simili a cosi ribassati». La senatrice Patricia Bovey, la prima storica dell’arte e museologa nominata al Senato del Canada, ha chiesto una riforma del Copyright Act canadese per proteggere meglio gli artisti indigeni le cui opere sono state rubate e vendute come autentiche. [Claire Voon] 

Negli Stati Uniti una sentenza della Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza di un tribunale di grado inferiore su una battaglia legale di lunga data per il copyright di alcune fotografie di dipinti di Pablo Picasso, scaturita tra il detentore del copyright francese e un editore d’arte americano. Nel 2019 un giudice distrettuale degli Stati Uniti aveva stabilito che la sentenza del tribunale francese del 2001, che prevedeva un risarcimento pecuniario per violazione del copyright, non si applicava negli Stati Uniti, citando il «fair use» su parte della ripubblicazione delle immagini da parte dell’editore artistico. La sentenza della Corte d’Appello di questa settimana annulla la precedente decisione e la rinvia alla corte di grado inferiore. Le origini del caso risalgono al 1932, quando il fotografo Christian Zervos mise insieme un catalogo ragionato di 16mila immagini dei dipinti di Picasso pubblicato da Cahiers d’Art. Nel 1979 Yves Sicre de Fontbrune acquistò i diritti su tutta la proprietà intellettuale dei Cahiers d’Art. Nel 1991 Alan Wofsy, l’editore artistico americano, acquisì il permesso dalla Succession Picasso di pubblicare The Picasso Project, un nuovo catalogo illustrato ragionato delle opere di Picasso che includeva riproduzioni di fotografie originariamente pubblicate da Zervos. [Artnews]

Nell’ambito dei Premi internazionali si segnala la nascita del Kingdom Photography Award lanciato Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita: oltre 100mila dollari per diverse categorie; la prima edizione si concentrerà sulla città costiera di Al Wajh. Fino al 28 luglio possono iscriversi fotografi internazionali autori di lavori di fotografia subacquea, costiera o ambiente urbano. La Discovery Competition sarà invece aperta ai fotografi emergenti dell’Arabia Saudita, tra i quali saranno scelti 21 finalisti. Tutti i vincitori si recheranno poi ad Al Wajh per scattare fotografie della città che confluiranno in una mostra. L’artista franco-marocchina Yto Barrada è invece la vincitrice del Queen Sonja Print Award, uno dei più prestigiosi premi dedicati alle arti grafiche, assegnato ogni due anni. L’artista, inclusa nella Biennale di Whitney del 2022, è stata scelta per la sua «ricerca continua di nuove forme espressive che spingono i confini della sua pratica e della nostra comprensione dell’incisione e dell’arte grafica». [Artnews

«Etruschi. Signori dell’Italia antica», mostra ideata e curata dal Museo Civico Archeologico di Bologna, avrà due tappe nella Repubblica Popolare di Cina: la prima, dal 25 agosto al 25 novembre 2022, nel Wuhzong Museum di Suzhou, città a ovest di Shanghai nella provincia di Jiangsu, con una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti; la seconda, tra dicembre 2022 e marzo 2023, a Chengdu, capoluogo della provincia sud-occidentale di Sichuan, tra le città più popolose della Cina con oltre 14 milioni di residenti. Il nucleo principale della mostra è costituito dai 303 reperti delle collezioni storiche del museo bolognese e da 27 reperti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Cinque le sezioni tematicheillustrano la storia dei Rasna (come gli Etruschi chiamavano se stessi). Per molti motivi, fra cui la precoce organizzazione urbana, questo antico popolo dalle misteriose origini ebbe un rilievo del tutto particolare nell’Italia antica, dominando prima di Roma quasi tutta la penisola. [Redazione]

Siccità e abbassamento di fiumi e laghi fanno emergere in Veneto alcuni relitti di età moderna, ponti e resti di strutture probabilmente risalenti all’età antica e medievale-rinascimentale. Per quanto concerne invece i fiumi Brenta e Piave, le condizioni drastiche di secca non hanno ancora condotto all’emersione di siti strutturati o di relitti, ma rimane altissima la probabilità di ritrovamenti di minori dimensioni, in considerazione della vasta antropizzazione del territorio fin dall’Età del bronzo. [Redazione]

Riaperti gli itinerari subacquei di archeologia sommersa dell’Isola di Pantelleria. A Cala Gadir, nell’insenatura del piccolo porticciolo, fino ai 18 metri di profondità, si ammira da una parete lignea di un antico scafo a numerose anfore di varia tipologia ed epoca. I subacquei con brevetto possono proseguire sino a 30 metri di profondità verso un grosso ceppo d’ancora in piombo di epoca romana del III-II secolo a.C. e scrogere anche numerose anfore che vanno dal III secolo a.C. al II secolo d.C, il tutto in una natura marina incontaminata. In prossimità di Punta Tracino, il secondo itinerario si sviluppa tra numerose ancore, da quelle in pietra a quelle in piombo, a quelle recenti bizantine, testimoni dell’utilizzo della cala in diverse epoche; da vedere, tra l ’altro, anche un gruppo di lingotti in piombo. «Nella parte più profonda dell’itinerario, a 30 metri di profondità, è collocato un sistema di videocontrollo subacqueo che consente la visione delle immagini in diretta dal fondo del mare. Serve a garantire la tutela del sito archeologico», si legge su «Il Giornale di Sicilia». Tra i vari scrigni subacquei del Mediterrano da segnalare anche le coste di Capo Rizzuto (in provincia di Crotone), con due percorsi archeologici subacquei in cui è possibile ammirare, tra l’altro, sui fondali della baia di Scifoil il ciò che resta di un bastimento commerciale che trasportava un pesantissimo, quanto prezioso, carico di marmi provenienti dall’Asia Minore e che naufragò nella prima metà del III sec. d.C. L’intero carico è adagiato intatto  a 6 metri profondità. [Redazione]

Erano circa 2mila i manifestanti davanti al Philadelphia Museum of Art (PMA) riunitisi per la terza volta il 13 luglio per protestare poiché senza contratto da quando hanno formato un sindacato nel 2020. Alla manifestazione hanno partecipato numerosi oratori del sindacato, membri dell’ASCW (American Federation of State, County and Municipal Employees) e di altre organizzazioni e numerosi operatori culturali giunti da tutta la città e da oltre. Il raduno ha coinciso con la 45ma convention internazionale ASCW. Il presidente della Federazione americana degli impiegati statali, di contea e municipali (AFSCME), Lee Sanders, ha annunciato nell’occasione una donazione di 25mila dollari al fondo di sciopero del sindacato. Tra i temi della contrattazione il congedo parentale, la disparità della retribuzione tra uomo e donna, e un tetto salariale medio che nel PMA risulta il 17% più basso rispetto agli altri musei del Paese. [Anni Irish]

L’Horniman Museum di Londra è il vincitore delle 100mila sterline dell’Art Fund’s Museum of the Year Award, per il tentativo di affrontare le sue radici colonialiste. È uno dei più prestigiosi riconoscimenti del settore culturale internazionale. La cerimonia di premiazione si svolgerà nella sera del 15 luglio al Design Museum di Londra. Museo tradizionale con origini colonialiste, fu inaugurato nel 1901 da Frederick Horniman, l’erede della Horniman’s Tea, compagnia di tè vittoriana. «I disordini sociali seguiti dalla pandemia di Covid-19 e all’omicidio di George Floyd in America hanno accelerato il cambiamento in molti musei nel Regno Unito e oltre. Il team di Horniman ha utilizzato questi eventi come punti di partenza per pensare a che cosa serve un museo e che cosa può fare», afferma direttrice Jenny Waldman dell’Art Fund. Il museo ospita, tra l’altro, una casa delle farfalle, un acquario, un giardino ornamentale, un padiglione e un palco per la musica. All’interno 35mila oggetti, tra cui tassidermie e manufatti raccolti da Horniman nei suoi viaggi attraverso Cina, Giappone, Egitto, Sri Lanka, Myanmar, Canada e Stati Uniti. Tra le iniziative «premiate», una cucina giamaicana ospitata nel giardino e una mostra sui parrucchieri come luoghi di incontro per la comunità nera, che popola per oltre il 44% il quartiere londinese del museo. [Tom Seymour]

Mostre che aprono
Si inaugurerà il 21 settembre la prima mostra in assoluto che la Frick Collection, nei suoi 87 anni di storia, dedica a un artista di colore: «Barkley L. Hendricks: Portraits at the Frick», fino al 7 gennaio, con una dozzina di opere del compianto ritrattista Barkley L. Hendricks, ritratti di neri americani a figura intera, proposti insieme a opere di Rembrandt, Van Dyck e altri maestri europei nella casa temporanea della collezione, Frick Madison. [Artnet

Sarà a Torino nelle Gallerie d’Italia la prima mostra italiana dell’artista francese JR. Il fotografo e street artist parigino realizzerà per il nuovo museo del polo di Intesa Snapoalo  una committenza originale che unirà centro e periferie rispondendo all’obiettivo di utilizzare l’arte come strumento di cambiamento del mondo. Combinando diversi linguaggi espressivi JR porterà nella mostra, curata da Arturo Galansino, il suo tocco per raccontare la realtà e stimolare riflessioni sulle fragilità sociali. «Sono molto felice di annunciare che nel febbraio 2023 realizzerò la mia prima mostra personale in un museo italiano, alle Gallerie d’Italia di Torino, con nuove opere realizzate per l’occasione. Ho visitato il cantiere del nuovo museo restando affascinato dalle potenzialità di questo spazio e non vedo l’ora di poter esporre qui per la prima volta in assoluto il mio nuovo progetto» ha dichiarato l’artista. [Redazione]

Mostre che chiudono
Prosegue alla Pace Gallery a Londra fino al 5 agosto la mostra «Living with Ghosts», curata dallo o scrittore e critico Kojo Abudu, che fa da contrappunto alla mostra «In the Black Fantastic» alla Hayward Gallery di Londra fino al 18 settembre, di cui abbiamo dato notizia l’8 luglio. Alla Pace Gallery nove artisti esplorano le vite di personaggi politici dimenticati, repressi o cancellati, indagando i traumi irrisolti del passato coloniale dell’Africa e il suo insoddisfatto processo di decolonizzazione che continua a destabilizzare l’ordine globale. «Con video, installazioni, lavori su carta e sculture di Mathieu Kleyebe Abonnenc, Dineo Seshee Bopape, Nolan Oswald Dennis, Torkwase Dyson, Rotimi Fani-Kayode, Bouchra Khalili, Abraham Oghobase, Cameron Rowland e Tako Taal, la mostra si ispira alla teoria di Achille Mbembe sulla postcolonia africana, alla nozione di hauntology di Jacques Derrida e al lavoro di Sylvia Wynter sulla colonialità dell’essere. Fantasmi e spiriti dell’Africa dal XV secolo a oggi sono le forze invisibili, ma profondamente sentite che turbano le relazioni individuali e collettive nella postcolonia africana e in tutto il mondo, lasciando dietro di sé tracce malinconiche nei materiali d’archivio, nell’architettura, nei paesaggi e nelle soggettività», spiegano dal museo. [Redazione]

Addii
È morta di cancro il 13 luglio Fulya Erdemci, curatrice turca e direttrice della Biennale di Istanbul dal 1994 al 2000. Nata nel 1962, era attiva tra Istanbul e Amsterdam, dal 2008 era direttrice della SKOR (Stichting Kunst en Openbare Ruimte) Foundation for Art and Public Domain ad Amsterdam. Nel 2020 è stata nominata curatrice del KØS Museum of Art in Public Spaces in Danimarca. Erdemci sarà ricordata inequivocabilmente per il suo impegno nel rapporto e nel confronto tra arte contemporanea e spazio pubblico.

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