Giorno per giorno nell'arte | 13 ottobre 2021

Scoperto un soffitto gallo-romano a Chartres | Il cambiamento climatico sugli scudi a Frieze | Una cinquecentina petrarchesca restituita alla Biblioteca di Todi | La giornata in 17 notizie

Giorgio de Marchis
Redazione |

In Francia, sul luogo dove sorgeva un santuario ad Autricum, l'attuale Chartres, è stato scoperto un soffitto gallo-romano in legno scolpito ridotto in più di 1.500 pezzi, ma in perfetto stato di conservazione. [Le Figaro]

Tra le priorità della fiera londinese Frieze figura la lotta al cambiamento climatico: la Gallery Climate Coalition, un ente filantropico internazionale deciso a puntare su un mondo dell'arte più verde e più sostenibile, ha uno stand alla fiera. [The Art Newspaper]

Il Comando umbro dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale ha restituito una cinquecentina a stampa di Francesco Petrarca dal titolo Le volgari poesie, edita a Venezia nel 1528, al direttore della Biblioteca Diocesana di Todi (Pg) don Alessandro Fortunati. Il comandante del Nucleo di Perugia, il tenente colonnello Guido Barbieri, fa sapere che i militari sono risaliti al volume dall’annuncio di vendita lanciato su un social network da un utente della provincia di Ancona; poi hanno verificato che nel 1845 era nel fondo dell’istituto religioso con l’aiuto della Soprintendenza Bibliografica Archivistica dell’Umbria. Le indagini erano iniziate nel novembre 2019. [Stefano Miliani]

È fissata per il 19 ottobre alle ore 12 a Genova, nella Sala di Rappresentanza di Palazzo Tursi, la presentazione della grande mostra «Rubens e i palazzi di Genova», che si terrà il prossimo anno, dal 6 ottobre 2022 al 22 gennaio 2023. L'esposizione, a cura di Nils Büttner e Anna Orlando, è prodotta dal Comune di Genova con Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura ed Electa e nasce in occasione del quarto centenario della pubblicazione ad Anversa (1622) del volume di Rubens Palazzi di Genova.

Il 14 ottobre, dalle ore 10 alle 17, si terrà all'Aquila una giornata di studi in ricordo di Giorgio de Marchis, storico dell’arte, soprintendente, scrittore e docente. La giornata di studi è a cura di Barbara Drudi e di Barbara Olivieri e si svolgerà in presenza nei locali del Teatro dell’Accademia di Belle Arti a L’Aquila e in streaming sul sito dell'Accademia.

Dal 15 al 24 ottobre torna l'appuntamento con «Archivi Aperti», iniziativa promossa da Rete Fotografia, che coinvolge 38 archivi fotografici in 10 regioni italiane, con un calendario di aperture straordinarie alle collezioni fotografiche di enti, musei, associazioni, fondazioni, studi di fotografi professionisti, visite online, mostre e workshop.

Patricio Pron è andato a visitare a Francoforte il Deutsches Romantik Museum, che illustra la forza del Romanticismo in Germania nell'Ottocento, che si connota come movimento nazionalista. Alcuni dei suoi rappresentanti furono anche sciovinisti e antisemiti. [El País]

Torna in presenza, in un'edizione atipicamente autunnale (la prima del dopo Covid), il Salone Internazionale del Libro di Torino. La XXIII edizione si terrà da giovedì 14 a lunedì 18 ottobre, al Lingotto Fiere. Grazie alle ultime disposizioni governative la capienza è stata aumentata per cui la prenotazione non è più obbligatoria. [Ansa]

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono stati installati degli impianti tecnologici per il monitoraggio ambientale delle opere esposte. Ci si avvale di due strumentazioni: sensori che captano la concentrazione di inquinanti e una termocamera Flir che identifica le aree calde e fredde delle statue della Collezione Farnese, e quindi eventuali microfessurazioni in cui potrebbero insinuarsi acqua e inquinanti. [Ansa]

L’assessore alla cultura, moda, design e relazioni internazionali del Comune di Firenze Tommaso Sacchi si è dimesso per entrare, da domani, nella giunta di Beppe Sala a Milano. Le sue deleghe sono state assunte dal sindaco Dario Nardella ad interim. [AgCult]

È nata Archeoplastica, un'iniziativa che cerca di focalizzare l'attenzione sul problema dell’inquinamento da plastica. L'idea è nata dopo che il suo inventore, Enzo Suma, ha trovato una bomboletta spray Ambra Solare risalente tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70. Dal 2018, Archeoplastica ha raccolto più di 200 rifuti datati dai 30 ai 60 anni fa rendendoli una sorta di «reperti» nel museo virtuale sul loro sito internet. [La Stampa]

A Marsala (Tp) il 15 ottobre, a partire dalle 9.30, al Museo Archeologico Regionale Lilibeo-Marsala si svolgerà un convegno internazionale su «La nave punica di Lilibeo-Marsala, a cinquant’anni dalla scoperta». Il convegno permetterà anche di valorizzare l’eredità scientifica dell’archeologa subacquea britannica Honor Frost, il cui nome è strettamente legato al reperto. [AgCult]

Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo, su designazione del ministro del Turismo Massimo Garavaglia, sostituisce Giuseppe Albeggiani nella carica di amministratore delegato di Enit-Agenzia nazionale del turismo. [la Repubblica]


Aprono oggi

A Parigi il Centre Pompidou presenta dal 13 ottobre al 3 gennaio «Ettore Sottsass, l’oggetto magico», una retrospettiva che riunisce più di 400 opere dagli anni ’40 agli anni ’80 fornendo una visione a tutto campo della carriera dell’anticonformista designer (Innsbruck, 1917- Milano, 2007), capofila del gruppo Memphis fondato nel 1981. Il percorso cronologico si apre sulle prime opere, come «Maquette spatiale» del 1947, influenzate delle avanguardie, passando poi per alcuni pezzi emblematici come il mobile «Beverly» (1981). In mostra viene ricostituita la storica mostra del 1969 a Stoccolma con le ceramiche monumentali e sono presentate fotografie e documenti mai mostrati prima, attinti dalla biblioteca Kandinskij del museo parigino. Fino al 15 febbraio il Pompidou espone inoltre l’ultima installazione dell’artista londinese Tim Etchells, «What is between us?»: un neon lungo più di 40 m che interroga i passanti dalla facciata del museo, di nuovo libera da impalcature, dopo i lavori alle scale mobili del famoso «bruco». [Luana De Micco]

Con la mostra «Alberto Biasi. Tuffo nell’arcobaleno», al Museo dell’Ara Pacis fino al 20 febbraio, Roma rende omaggio a uno dei protagonisti dell’arte cinetica e programmata del ’900. Le 60 opere presentate dai curatori Giovanni Granzotto e Dimitri Ozerkov (curatore del dipartimento di arte contemporanea dell’Ermitage) affrontano tutte le stagioni e i temi di questo ricercatore dei segreti della percezione visiva. Tutto nasce nel ’59, con Biasi, 22enne padovano, che fonda nella sua città, assieme ad altri coetanei, il Gruppo N, compagine tra le più rigorose e oggi note dell’arte ottico-visiva internazionale. Di quello stesso anno, in mostra sono state portati preziosi esemplari della serie delle «Trame», costruiti con carte forate sovrapposte. Seguono, dai primi anni ’60 in poi, le «Torsioni», i «Rilievi ottico-dinamici», i «Politipi», fino agli «Assemblaggi», avviati negli anni ’90, per concludere con opere dell’ultima stagione. Contrassegno del suo stile in tutte le stagioni è la fitta sequenza di elementi lamellari che si succedono su sottostanti forme geometriche o campi di colore, così da indurre alterazioni degli effetti percettivi, indotti dallo spostamento del fruitore. Questo si fa così «attore» dell’esperienza estetica, che non viene più «subita» ma «agita». La mostra al Museo dell’Ara Pacis presenta anche alcuni ambienti realizzati nei decenni dal padovano, ovvero «Eco», «Proiezione di luci e ombre» e «Light Prism». Quest’ultimo, che porta il sottotitolo di «Tuffo nell’arcobaleno» (divenuto titolo della mostra), è composto da strutture motorizzate che irradiano fasci di luce policroma nello spazio. [Guglielmo Gigliotti]

Mostre in chiusura

Mari Katayama ha fatto del suo handicap fisico uno spazio di sperimentazione artistica, fabbricando di tutto punto la sua immagine e rivoluzionando le idee convenzionali sull’handicap. L’artista giapponese, 34 anni, che si è fatta notare alla Biennale di Venezia del 2019, fino al 24 ottobre è al centro di una mostra della Maison européenne de la Photographie. «Home Again» espone una selezione di opere realizzate dal 2009, con i primi autoritratti in cui Mari Katayama, che soffre di una rara malattia genetica, non teme di mettere in scena il suo corpo mutilato in pose surrealiste, il viso che sembra di porcellana, vestita con abiti che ha lei stessa cucito su misura, come fa da quando era bambina. È presentata anche per la prima volta la serie recente «In the Water», iniziata dopo la nascita della figlia («Finalmente esiste qualcuno che vede e considera il mio corpo come normale», dice lei), in cui crea immagini poetiche di sé, di un corpo che diventa ibrido entrando in connessione con la natura. [Luana De Micco]

La sede di Gagosian a Madison Avenue presenta l’ultima serie di lavori di Tatiana Trouvé (Cosenza, 1968). Il titolo, «From March to May», allude all’arco temporale fra marzo e maggio 2020 in cui l’artista italo-francese, in pieno lockdown, ha prodotto un corpus di opere a partire dalle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo. In isolamento nel suo appartamento di Parigi, la Trouvé cominciò a disegnare ogni giorno sulle prime pagine dei quotidiani, lavorando progressivamente in modo sempre più metodico. Così composizioni astratte, silhouette di animali o illustrazioni anatomiche emergono tra scatti minacciosi e titoli apocalittici, in risposta alle notizie drammatiche stampate sulla carta. «Un giro del mondo attraverso i titoli di apertura», lo ha definito l’artista. «All’improvviso non potevo più incontrare il mondo di persona, ha detto, a meno che il mondo non venisse da me, attraverso le pagine dei quotidiani». Un progetto che trova dei precedenti storici in una certa tradizione modernista: primo fra tutti Pablo Picasso, che si serviva di frammenti di «Le Figaro» per creare i suoi disegni e collage cubisti; oppure Hannah Höch, nota per le sue composizioni con ritagli di giornale in chiave protofemminista. In occasione della mostra (fino al 30 ottobre), che riunisce 56 lavori della serie, Gagosian ha prodotto un’edizione speciale del progetto sotto forma di quotidiano. [Federico Florian]

È diventato effettivo, grazie alla mediazione di Luca Massimo Barbero, il lascito testamentario di Franca Fenga Malabotta (scomparsa a Trieste il 28 aprile 2020) alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Per l’occasione nella sede di Palazzo Cini a San Vio sono esposte fino al 31 ottobre le opere di Arturo Martini, Giorgio Morandi e Filippo De Pisis, che figuravano nella raccolta del marito Manlio Malabotta (1907-75), notaio triestino con la passione del collezionismo. Da segnalare una struggente «Morte di Ofelia» di Martini del 1932; l’ultima, rarefatta, bottiglia di Morandi del 1963, un anno prima della sua morte e una maliziosa litografia di De Pisis raffigurante un adolescente. E qualche esempio di libri d’artista tra cui si segnala Lirici minori del XIII -XIV secolo di Martini. Libri di autore e una straordinaria raccolta di grafica sono parte integrante del lascito. [Lidia Panzeri]

© Riproduzione riservata Uno dei frammenti del soffitto romano scoperto a Chartres
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