Giorno per giorno nell’arte | 13 luglio 2022

ArtN, la prima startup italiana per Nft | 156 gallerie a Paris+ par Art Basel | Il connubio tra arte e scienza per tutelare cultura e salute | Joe Morford contro Cattelan | Sulle Dolomiti il primo parco d’arte sonoro (più alto) del mondo | Archeologia a rischio tra i ghiacci della Norvegia | La giornata in 15 notizie

 Encelado (la luna ghiacciata di Saturno) © NASA/JPL-Caltech, Cortesia della Triennale di Milano
Redazione |

Venduto l’Nft del ritratto di una principessa, forse dipinto di Leonardo. Ci sono dubbi sulla sua provenienza, sul valore intrinseco della valuta virtuale e su chi sia proprietario di che cosa. Ma se il dipinto, di dubbia attribuzione, è custodito in un caveau svizzero, inaccessibile agli esperti e al pubblico, e se l’oggetto in vendita è una copia digitale acquistata online e proiettata su uno schermo olografico racchiuso in un prezioso cristallo, ha qualche valore? Il mondo dell’arte dice di sì. All’inizio di quest’anno il collezionista dallo pseudonimo @ModeratsArt ha acquistato l’Nft della presunta opera di Leonardi «La bella principessa», presumibilmente Bianca Sforza, figlia illegittima di Ludovico Sforza. L’Nft è stato pagato l’equivalente di 103.739 dollari in criptovaluta tramite un’asta su Nft MakersPlace. Molte copie digitali di opere antiche sono state vendute per ingenti somme, in alcuni casi l’originale è stato addirittura distrutto per trasferirne l’«essenza» alla copia. Ma questo caso è diverso, sebbene Holoverse e Scripta Maneant, le due società dietro la vendita, l’abbiano descritto come il primo Nft di Leonardo da Vinci verificato, l’autenticità non è mai stata confermata. Il dipinto è stato venduto per 22mila dollari da Christie’s nel 1998 al mercante d’arte Peter Silverman per conto di un collezionista anonimo. [Ben Münster]

Nasce il World Weather Network, una rete di stazioni meteorologiche ideata da artisti per raccogliere dati sui cambiamenti climatici in 28 Paesi. La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di togliere il potere all’Agenzia per la protezione dell’ambiente potrebbe influire negativamente sul resto del mondo, visto che le emissioni di carbonio del secondo più grande inquinatore mondiale saranno molto più difficili da regolamentare. Può essere ostico cogliere l’entità del cambiamento climatico per coloro che non ne sono testimoni diretti. I dati scientifici sono utili, ma lo sono altrettanto le testoimonianze degli individui colpiti personalmente: in molti stanno già subendo le conseguenze dell’innalzamento del livello del mare, del cambiamento delle stagioni e di disastri naturali devastanti. Il World Weather Network raccoglierà le loro storie, con l’ausilio di artisti e scrittori. [Elena Goukassian]

«Questo mercato non cambierà rapidamente»: Christie’s è fiduciosa tra i timori di un’imminente recessione, riporta 4,1 miliardi di dollari di vendite nella prima metà del 2022. La rapida reazione della casa d’aste alla pandemia di Covid-19 l’ha posizionata bene per sopravvivere a qualsiasi vento contrario economico sia in arrivo, secondo i dirigenti. Con i suoi nuovi formati di vendita la maison ha sciolto la barriera tra l’arte del XX e quella del XXI secolo e ha fatto proselitismo alla generazione dei millenial, classe giovane e ricca che potrebbe iniziare a collezionare con Rolex e Bored Apes, ma che potrebbe fare presto offerte per Gerhard Richter, Anna Wyant e Issy Wood. 4,1 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2022 rappresentano un aumento del 18% rispetto ai 3,5 miliardi di dollari dell’anno precedente nello stesso periodo, soprattutto alla luce della crescente incertezza mondiale causata dalla guerra in Ucraina e dalle preoccupazioni per inflazione e recessione. Inoltre prima del Covid-19 solo 10-15mila clienti avrebbero assistito alle aste online, oggi sono tra 800mila e 1,2 milioni. [Daniel Cassadi]

Art Basel annuncia le gallerie della prima edizione di Paris+ par Art Basel (19-23 ottobre). Sono 156, di cui 60 con sede nella capitale francese. Lo ha dichiarato il direttore della fiera, Clément Delépine. La maggior parte sono habituée di Basilea, importanti rivenditori di blue-chip come David Zwirner, Victoria Miro e Gagosian. Le 60 gallerie parigine, tra cui Galerie Jocelyn Wolff e Mor Charpentier, conferiranno una «personalità singolarmente parigina», spiega il direttore globale di Art Basel Marc Spiegler.  A bordo anche realtà più piccole, come ProjecteSD (Barcellona) e Société (Berlino). Tra le 18 new entries le parigine Galerie Anne Barrault, Christian Berst Art Brut, Magnin-A, Salle Principale e We Do Not Work Alone. Molte gallerie di Fiac 2019 e 2021 sono state escluse. La politica di Art Basel è però quella di non rendere noti i candidati, difficile dunque stabilire quali gallerie abbiano scelto di non candidarsi e quali siano state state escluse. Tra le assenti Blum & Poe (New York, Los Angeles, Tokyo), Baronian Xippas (Bruxelles), Dastan Gallery (Tehran), PKM (Seoul) e The Allevatore (Atene). [Kabir Jhala]

Il MiC e la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) annunciano un progetto per la ripresa in sicurezza della fruizione del patrimonio artistico italiano, tutelandolo dai rischi dell’inquinamento ambientale. È il Tavolo tecnico «Cultura, Ambiente e Salute», lavorerà per migliorare lo stato di conservazione dei beni culturali, ricercare soluzioni e tecnologie più avanzate per prevenire le conseguenze dannose derivanti dell’esposizione agli inquinanti ambientali e per tutelare la salute dei cittadini che visitano musei, monumenti o altri luoghi culturali oltre a quella di chi lavora in tali contesti. «L’attenzione alla qualità dell’aria di musei e luoghi d’arte garantisce la salute pubblica e la conservazione e salvaguardia dei beni culturali messi a rischio da polveri, pollini, funghi, batteri e virus, spiega Alessandro Miani, presidente Sima. Saranno applicati protocolli basati su metodologie e tecnologie di monitoraggio validati dalla comunità scientifica». Altro tema portante è la protezione di monumenti e facciate dall’inquinamento atmosferico responsabile dell’annerimento delle superfici, aggravato da piogge acide, umidità ed errata impermeabilizzazione che favorisce la formazione di muschi, muffe, inflorescenze minerali. [Redazione]

È stata presentata alla stampa il 12 luglio la 32ma Biaf-Biennale Internazionale dell’Antiquariato, che si svolgerà dal 24 settembre al 2 ottobre in Palazzo Corsini a Firenze, dopo l’interruzione pandemica (avrebbe dovuto svolgersi nel 2021). Segretario generale si conferma Fabrizio Moretti, in carica dal 2014, e tornano i partecipanti di sempre, circa un’ottantina, con importanti presenze straniere e, come già nelle ultime edizioni, alcune gallerie di arte contemporanea. Il pubblico che Fabrizio Moretti attende a questo appuntamento così sospirato, che definisce «la prima grande mostra dell’era post Covid», è «un pubblico interessato al collezionismo, colto, sofisticato, ma anche un pubblico di direttori di musei italiani e internazionali. La Biennale è un museo in vendita e ricordo che già all’ultima edizione la Biennale ha avuto come acquirente gli Uffizi. Sarà la Biennale della rinascita, dell’entusiasmo, in una cornice strepitosa con un coinvolgimento di gallerie, negozi, artigiani tra via Tornabuoni e l’Oltrarno». Qui il nostro approfondimento. [Laura Lombardi]

Quello di Pampeago, in Trentino, è il parco d’arte più alto del mondo, esteso su un percorso di 3 chilometri a un’altitudine compresa tra 2.000 e 2.200 metri, nella Val di Fiemme. Ora è anche il primo parco sonoro d’arte del mondo. Per la 14ma Manifestazione internazionale d’arte ambientale «RespirArt 2022», in programma dal 23 al 30 luglio, la collezione di 37 installazioni ambientali si arricchisce di 16 opere sonore da vedere e ascoltare con particolari cuffie acustiche connesse all’opera. «Un’esperienza immersiva ispirata dall’ascolto di gesti d’arte, sviluppata con la tecnica del 3D Sound, che permette di sentire un audio spaziale percepito a 360 gradi: suoni naturali di animali selvatici, fenomeni atmosferici, effetti vari, un caleidoscopio melodico di musica e testimonianze sonore rielaborati in chiave poetica da ascoltare in forma di installazione come ouverture della visita durante la salita in seggiovia. Da luglio si può prenotare e noleggiare il sistema audio, composto da smartphone con App e cuffie, al costo di 10 euro al giorno alla biglietteria di Pampeago», spiegano gli organizzatori. [Redazione]

Pier Luigi Pisa ha intervistato per la Repubblica Amit Sood, direttore del Google Cultural Institute, in visita in Italia per la digitalizzazione del Duomo di Milano. «Se Sood non fosse sfuggito al suo destino, l’arte di Google sarebbe più povera, dirige il ramo dell’azienda di Mountain View che digitalizza le opere d’arte e che ha sviluppato le tecnologie necessarie per rendere i musei accessibili online. Undici anni fa Sood è finito per sbaglio a curare l’arte per Google: “Non era intenzionale, ha detto. In India, dove sono nato le persone aspirano a diventare dottori, avvocati, al massimo ingegneri. Per questo i miei genitori, all’inizio, pensavano che avessi fallito”. Sood, a dirla tutta, voleva solo diventare uno chef. Ma poi la vita e le opportunità l’hanno portato altrove, nelle stanze dei musei più belli del mondo. E dopo aver parlato di Nft, metaverso, Google Glass e nuovi linguaggi per raccontare l’arte, il capo di Google Arts & Culture a telecamere spente ha distolto finalmente lo sguardo dal futuro. E guardandoci negli occhi ha ammesso: “Faccio il lavoro più bello del mondo”», si legge su la Repubblica.

«Comico» di Maurizio Cattelan, la celebre banana attaccata a un muro con del nastro adesivo, è tornata al centro del dibattito la scorsa settimana, quando un tribunale federale di Miami ha stabilito che l’artista statunitense Joe Morford può intraprendere un’azione legale contro Cattelan che potrebbe avere copiato l’opera sulla banana che attirò grandi folle alla fiera Art Basel Miami Beach nel 2019. La corte ha infatti respinto la mozione di Cattelan di respingere il contenzioso promosso da Joe Morford, sostenendo che «Comico» di Cattelan violerebbe il copyright di «Banana & Orange» di Morford. «Morford potrebbe essere in grado di rivendicare un certo grado di protezione del copyright nella «selezione, abbinamento e disposizione di questi elementi altrimenti non tutelabili», ha affermato il giudice distrettuale degli Stati Uniti Robert N. Scola Jr. nella sua sentenza. [Gareth Harris]

Nasce ArtN, la prima startup italiana per il mondo dell’arte digitale e gli Nft. I i token ArtN saranno immessi sul mercato da ottobre ma sarà possibile prenotarli da subito su goldenarts.org. «Tra i soci di ArtN Rossano Ruggeri, fondatore di Across, gruppo attivo nella consulenza patrimoniale e nell’amministrazione fiduciaria di beni per conto terzi sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico e della Banca d’Italia, Fabrizio Vedana, coordinatore della commissione fintech di AssoAML e Loris Verzaro, storico fondatore di un primario gruppo bancario, con all’attivo quasi 50 anni di esperienza in ambito di sviluppo di reti di vendita e finanza. Nella società saranno presenti anche Milo Manazza ed Elisa Gusella che di recente hanno prodotto e curato “The Laws of Adrenaline”, il primo progetto promosso da ArtN in collaborazione con il Gruppo RCS, consistente in una raccolta di Nft dedicati a Zlatan Ibrahimovic.Tra le utilities pronte al lancio spicca il servizio di licensing ideato dall’avvocato Michele di Pasquale, avente ad oggetto smart contracts attestanti la concessione in licenza di opere d’arte a tutela degli autori e degli utilizzatori e nel pieno rispetto delle norme internazionali sul diritto d’autore e dell’inventore», si legge sul «Corriere della Sera».

Il cambiamento climatico minaccia le scoperte archeologiche fatte tra i ghiacci della Norvegia. Lo rivela uno studio della Norwegian University of Science and Technology. Un’asta di freccia di 6.100 anni, un sandalo in pelle di 3.000 anni e un cadavere di uccello perfettamente conservato del 2000 a.C. sono tra le centinaia di oggetti scoperti nelle montagne ghiacciate e nei fiordi della Norvegia settentrionale. Scoperte che si arricchiscono ogni anno di oggetti che fanno luce su attività umane sconosciute. Un sondaggio citato nel rapporto rivela che dal 2006 si sono sciolti oltre 550 chilometri quadrati di nevai e ghiacciai norvegesi e che le immagini satellitari scattate nel 2020 mostrano che 10 siti di precedenti scoperte sono già sciolti al 40 percento. [Redazione]

Mostre che aprono
All’indomani delle prime rivoluzionarie foto dello spazio profondo giunte dal telescopio Webb, che mostrano per la prima volta e a colori i confini dell’universo oltre 13 miliardi di anni fa, la Triennale di Milano inaugura la mostra «Unknow Unknows», curata da Ersilia Vaudo (astrofisica e chief diversity officer dell’Agenzia spaziale europea, che ha collaborato con la Nasa al lancio e al progetto del telescopio, a cui il museo ha dedicato ieri una conferenza). Visibile dal 15 luglio all’11 dicembre, centro della 23ma Esposizione Internazionale (27-29 luglio), spazio di dibattito e confronto aperto e plurale dove possano convergere esperienze, culture e prospettive differenti, «la mostra affronterà vari temi tra cui la gravità, considerata “il più grande designer”, un artigiano che modella instancabilmente l’universo cui apparteniamo; le mappe, sistemi attraverso cui orientare traiettorie e percorsi; le nuove sfide della architettura, con prospettive inedite come quella di abitare lo spazio extraterrestre; fino ai misteri dello spazio profondo. Quattro le commissioni speciali che Triennale ha affidato all’artista giapponese Yuri Suzuki, alla designer italiana Irene Stracuzzi, al collettivo di architetti statunitensi SOM, e all’artista turco-americano Refik Anadol. Inoltre, una serie di installazioni site specific tra cui quelle realizzate da Andrea Galvani, Tomás Saraceno, Bosco Sodi, Protey Temen, Julijonas Urbonas e Marie Velardi», spiegano dal museo. [Redazione]

Mostre aperte
Prosegue fino al 4 settembre la mostra «Paola Mattioli. Quattro stanze. Quattro storie» a Villa Carlotta a Tremezzo, Como. «Il ritratto, l’interrogazione sul vedere, il linguaggio, la differenza femminile, le grandi e le piccole storie (dall’Africa alla Dalmine) sono i temi che la fotografa, nata a Milano nel 1948, affronta con uno sguardo lontano dal classico reportage, con una sottile distanza che mette in gioco con leggerezza e rigore. In ogni sua ricerca emerge la costante riflessione intorno al linguaggio fotografico e ai fenomeni della visione, la domanda sul senso del vedere e del fotografare: un tenace filo rosso che lega gli uni agli altri tutti i suoi lavori», spiegano gli organizzatori. La mostra, a cura di Luca Violo, storico e critico d’arte, è articolata in quattro sezioni che spaziano dal commosso omaggio agli affetti più cari agli oggetti d’affezione, siano essi opere d’arte o album di appunti, dalla bellezza scultorea immortalata dal suo sapiente sguardo ai ritratti realizzati nello studio di Ugo Mulas a Tadini, Munari, Milva e molti altri. [Redazione]

Una delle tante «Mostre Diffuse», programmate dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze in tutta la Toscana, è approdata al Castello dei conti Guidi a Poppi, in provincia di Arezzo: uno dei 100 borghi più belli d’Italia. Intitolata «Nel segno della vita. Donne e Madonne al tempo dell’attesa», rappresenta le donne in gravidanza: a cominciare dalla grande tela settecentesca del pittore Santi Pacini, commissionata per la chiesa di Santa Trinità di Firenze, che raffigura il Beato Torello da Poppi, monaco eremita del 1200, mentre benedice una donna in stato di avanzata gravidanza, un’iconografia unica nel panorama pittorico toscano del tempo. Restaurata per l’occasione con il contributo della Fondazione CR Firenze. Unico soggetto della mostra (fino al primo novembre) l’Annunciazione di Maria e la natività di Cristo. Notevole l’«Allegoria dell’Incarnazione e Sibille» con il nomen sacrum (IHS), sigillo della compagnia di Gesù sul grembo della Vergine, e l’«Annunciazione» un tempo attribuita al Bronzino oggi ascritta a Giovanni Bizzelli. Provocatoria la scultura «Il voto contro natura» del 1800 dell’artista siciliano Salvatore Grita. Rappresenta una donna incinta in abito monacale, simbolo delle tante ragazze madri che forzatamente furono obbligate a prendere i voti. [Tina Lepri]

Addii
È morto per cancro a 63 anni, l’11 luglio nella sua casa di Madrid, l’ex ministro della cultura spagnolo José Guirao, direttore del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía e poi de La Casa Encendida prima di accettare l’incarico di Governo. La notizia, riportata da «El País», è stata confermata dalla Fondazione Montemadrid, per la quale stava ultimamente lavorando. È stata una figura centrale per l’arte spagnola. [Redazione]

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