Giorno per giorno nell’arte | 12 aprile 2022

Cultura assente dalle elezioni francesi | La parabola della videoarte | La rinascita del figurativo | Dietro le quinte di Larry Gagosian | Einstein da mezzo milione di dollari | Venezia minacciata dall’acqua | A Dakar l’arte è per le donne | Palazzo presidenziale a forma di uccello in Indonesia | La giornata in 12 notizie

«Migrantes» di Adam Ferguson Photographer of the Year ai Sony World Photography Awards 2022 © Adam Ferguson
Redazione |

Con lo stallo tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen alle elezioni presidenziali (secondo turno il 24 aprile), la Francia affronta una sfida che avrà un impatto profondo sull’Europa e sul mondo. Cultura e arte sono quasi totalmente assenti dalla campagna elettorale, dominata dalla guerra in Ucraina, dalla crisi del Covid e dall’aumento del costo della vita. Ciò non significa che il settore non diventerà un obiettivo se fosse eletto il candidato di estrema destra. Le Pen potrebbe aver beneficiato della campagna al vetriolo del candidato anti-immigrazione più estremista, Eric Zemmour, ammorbidendo il suo tono, ma il suo  programma è invariato e alimenta i timori di rinnovate guerre culturali e di sfiducia nei confronti di giornalisti, artisti, centri e musei per le arti contemporanee e per il mercato dell’arte. Macron, invece, non ha proposto altro che di sviluppare «un metaverso europeo» per supportare la creatività e la paternità degli artisti. [Vincent Noce]

Alla vigilia della 59ma Biennale «Il Giornale dell’Arte» esamina l’evoluzione della situazione ambientale della città lagunare: dal 2015 al 2022 nulla è cambiato, dall’innalzamento del livello del mare all’abbandono da parte dell’Unesco. L’unica nota positiva riguarda la messa in funzione delle barriere mobili antiallagamento. Ma le fondamenta continuano a marcire, manca un piano sistematico e strategico di salvaguardia. Venezia non scomparirà come Atlantide; marcirà e cadrà. Il livello dell’acqua ha già superato le basi in pietra relativamente impermeabili della maggior parte degli edifici e viene assorbito dai mattoni porosi, frammentandoli e lavando via la malta. L’umidità è arrivata ai piani superiori e arrugginisce attraverso i tiranti di ferro che tengono insieme le case. Questo è senza precedenti nella storia della città e peggiorerà rapidamente con l’aumento dell’acqua. [Anna Somers Cocks]

Il diploma del dottorato di Albert Einstein, rilasciato dall’Università di Zurigo nel 1905, viene battuto oggi all’asta da Bonhams a New York con una stima di mezzo milione di dollari, nell’ambito della vendita «Fine Books & Manuscripts». Il 1905 è l’anno in cui il futuro Premio Nobel pubblicò cinque articoli fondamentali per la fisica moderna, tra cui uno dei più citati, «Una nuova determinazione delle dimensioni molecolari», riguardante la determinazione della vera grandezza degli atomi a partire dalla diffusione e dall’attrito interno delle soluzioni liquide di sostanze neutre, teoria formulata, si dice, ispirandosi a un tè bevuto con l’amico Michele Besso riflettendo su come mettere in relazione la viscosità del tè e la grandezza delle molecole dello zucchero, in base alla velocità di diffusione e alla viscosità della soluzione. [Redazione]

«Térritoires» è un progetto artistico innovativo, con opere visive e sonore, che aiuta le donne a denunciare gli attacchi e le molestie subiti nelle città, in particolare nella capitale senegalese. Là dove non si sentono al sicuro quando cala la notte. Una campagna di sensibilizzazione che coinvolge il Comune di Dakar, il Museo Henriette Bathily Women’s e il grande pubblico, con una mostra e un laboratorio collettivo cin programma da venerdì 8 aprile al 15 maggio. L’iniziativa è guidata da Sophie Le Hire, artista di origine francese a Dakar dal 2016, che lavora con diversi media come video, design, performance, installazione, illustrazione, creazione del suono e scrittura. [El Pais]

Dietro le quinte del mondo di Larry Gagosian, intervistato da Robert Amstrong per Il Sole 24 Ore. Nella sua casa racconta la sua storia e parla del futuro delle sue gallerie: «Competere. Tirar fuori nuove idee, nuove situazioni che possano favorire i miei artisti. È un lavoro costante, totalizzante. Per essere un art dealer, uno bravo... bisogna investire molto tempo e molto lavoro». E illustra i retroscena del mercato dell’arte, reso più ampio e più forte dalla nuova ricchezza, che ha però anche complicato le cose: «Ci sono persone che possiedono opere importanti. Gli offri, mettiamo, 200 o 300 milioni di dollari o qualunque altra cifra e loro ti rispondono: “I soldi non mi servono”. Si stenta a crederlo. Ho la sensazione che quando vendono un’opera si sentano più poveri, non più ricchi. Quindi è complicato. In caso di decesso, di un brutto divorzio, di un dissesto finanziario, allora le opere diventano accessibili». [Il Sole 24 Ore]

Un nuovo palazzo presidenziale a forma di uccello mitologico sarà costruito nella futura capitale dell’Indonesia, Nusantara, grazie a una legge per la creazione di una nuova città in un’area nella giungla sull’isola del Borneo. Progettato dallo scultore Nyoman Nuarta, l’edificio rappresenta il «garuda», una creatura simile a un’aquila, simbolo nazionale del Paese. Nuarta esprime la speranza che il suo progetto possa dare all’Indonesia «un edificio unico, bello e accogliente, diverso da qualsiasi altro palazzo al mondo e che possa diventare un’icona nazionale». Il costo della costruzione della nuova capitale è stimato intorno ai 32 miliardi di dollari e i lavori dovrebbero durare circa 10 anni. Proposte per il trasferimento della capitale (che inizierà nel 2024) sono in discussione da anni: Giacarta è una città di 10 milioni di abitanti con un elevatissimo rischio di sprofondare per l’estraziondelle acque sotterranee. Gli ambientalisti ipotizzano che un terzo della città potrebbe essere sommerso entro il 2050 [Cristina Ruiz]

Adam Ferguson vince il Photographer of the Year ai Sony World Photography Awards 2022. Il fotografo australiano si aggiudica il titolo con la serie «Migrantes», che gli vale un premio in denaro di 25mila dollari e un set di attrezzature fotografiche digitali di Sony. I migranti sono stati fotografati in bianco e nero al confine tra Messico e Stati uniti, con uno sguardo empatico, poetico e documentaristico. Gli altri vincitori sono: Domagoj Burilović (Architettura e Design); Alnis Stakle (Fotografia creativa); Jan Grarup (Documentaristica); Shunta Kimura (Ambiente); Lorenzo Poli (Paesaggio); Hugh Fox (Portfolio); Adam Ferguson (Ritratto); Ricardo Teles (Sport); Haruna Ogata & Jean-Etienne Portail (Natura morta); Milan Radisics (Vita selvaggia e Natura). [Redazione]

Il ministro Dario Franceschini intervistato da Paolo Conti su «Il Corriere della Sera»  fa il punto sui musei italiani: sono una grande risorsa e vanno innovati, il ruolo dei direttori è eccellente e gli influencer non guastano. Il ministro passa in rassegna diversi esempi, dal Colosseo agli Uffizi, e temi, dalla necessità della transizione ecologica al futuro di libri, teatri e cinema. [Corriere della Sera]

L’Azienda di Promozione Turistica dell’Emilia-Romagna sbarca su Tik Tok con il profilo @inEmiliaRomagna. Fino al 20 aprile cerca giovani talenti, over 18 under 35, per produrre e raccontare con contenuti originali i mille volti dell’Emilia-Romagna. A ciascun partecipante è richiesta la realizzazione di cinque video da maggio a dicembre sul territorio con stili, linguaggi e trend di TikTok, adattandoli alle specificità turistiche e culturali della regione: città d’arte, motori, benessere, cibo, natura e cammini, borghi e castelli, riviera. [ansa]

Martedì 12 aprile alle 19,20 su Rai5 un documentario sulla tumultuosa parabola di Rothko nel mondo dell’arte, con interviste ai figli, contributi dello scrittore candidato agli Oscar John Logan e scene della commedia vincitrice del Tony Award «Red», con Alfred Molina che interpreta il pittore. Mercoledì 13 alle 19,15 sarà invece la volta del docufilm «Keith Haring. Street Art Boy», a seguire un approfondimento sulle scenografie e i costumi realizzati da Picasso per il Balletto russo. Giovedì e venerdì, invece, un documentario sulla fotografia di Uliano Lucas, autore di grandi reportage che hanno raccontato il Novecento, poi uno speciale sui Macchiaioli e un approfondimento condotto da Neri Marcorè sulla restituzione agli Uffizi nel 2019 di «Vaso di fiori» di Jan Van Huysum, scomparso nel 1943. [Redazione]

Mostre che aprono
Il fenomeno della videoarte ha iniziato a diffondersi negli anni Sessanta grazie alle sperimentazioni dei primi pionieri, tra tutti Nam June Paik, considerato all’unanimità il padre del genere. Nei decenni a seguire la videoarte ha conosciuto periodi di crescita sia nella pratica di artisti sia nei riscontri di mercato. Oggi è perlopiù ai margini dei maggiori palcoscenici, dalla Biennale di Venezia, dove è quasi completamente assente, alle fiere internazionali, dove spesso i monitor si contano sulle dita di una o due mani. A ripercorrere la storia della videoarte la grande mostra «Videoarte. Il video rende felice» a Roma al Palazzo delle Esposizioni e alla Galleria d’Arte Moderna, dal 12 aprile al 4 settembre. Con opere video e cinema d’artista realizzati in Italia dalla fine degli anni Sessanta al nuovo secolo: 20 installazioni a cui si aggiungono oltre 300 opere raccolte all’interno di rassegne dedicate, per oltre 80 ore di proiezione di 100 artiste e artisti. [Jenny Dogliani]

Mostre che chiudono
Prosegue fino al 5 settembre all’ICA-Institute of Contemporary Art di Boston «A Place for Me: Figurative Painting Now», una mostra curata da Ruth Erickson, dedicata alla recente rinascita e proliferazione della giovane pittura figurativa. Esposti i dipinti di otto artisti: David Antonio Cruz, Louis Fratino, Doron Langberg, Aubrey Levinthal, Gisela McDaniel, Arcmanoro Niles, Celeste Rapone e Ambera Wellmann. Un gruppo di talenti emergenti, relativamente giovani, i cui approcci alla figurazione sono vari come i loro background. [Redazione]

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