Giorno per giorno nell’arte | 11 luglio 2022

Richard Armstrong si dimette dal Guggenheim nel 2023 | Antico sotto le aspettative per Sotheby’s e Christie’s | PETA denuncia un’opera di Damien Hirst | Ritrovato album inedito di Hitler a Roma nel 1938 | Petroglifi australiani minacciati dal gas | Gli anni ’60 e ’70 da Camera | La giornata in 14 notizie

Un particolare della versione originale di «A Hundred Years» (1990) di Damien Hirst
Redazione |

A maggio la Russia si è ritirata dal memorandum d’intesa per la cultura, i media e l’istruzione siglato nel 1998 con gli Stati Uniti, chiudendo la porta allo scambio culturale e riportando i due Paesi all’era della Guerra Fredda. Il memorandum firmato sotto i presidenti Bill Clinton e Boris Eltsin mirava a «incoraggiare la ricerca accademica e gli scambi culturali per promuovere una migliore comprensione della cultura dell’altro, in particolare attraverso mostre e spettacoli teatrali». Ma «viste le azioni degli americani per “cancellare” la cultura russa questo memorandum non aveva più senso», ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Le recenti dichiarazioni e direttive di funzionari statunitensi e russi sembrano precludere indefinitamente qualsiasi nuovo scambio culturale istituzionale fino a fine guerra e a revoca sanzioni. Le relazioni culturali erano però già delicate: nel 2010 un tribunale statunitense stabilì che la Russia trasferisse la Biblioteca statale Schneerson, con 60mila libri sequestrati dall’Armata Rossa dopo la seconda guerra mondiale, alla comunità ebraica chassidica di Brooklyn, Chabad. Da allora il Governo russo ha sospeso i prestiti d’arte e manufatti dai musei statali agli Stati Uniti. [Sophia Kishkovsky]

Richard Armstrong si dimetterà nella primavera del 2023 dopo quasi 15 anni da direttore della Fondazione Solomon R. Guggenheim, che comprende i musei di New York, Venezia, Bilbao e Abu Dhabi. Lo ha annunciato lui stesso in un’intervista al «Financial Times»: «Il consiglio è ringiovanito e attivo: è un buon momento». Negli ultimi anni si c’è stato un importante cambiamento nel dialogo sul finanziamento dei musei e sull’equità sul posto di lavoro e il Guggenheim non ha fatto eccezione: sotto Armstrong il Guggenheim è stata la prima istituzione di New York a denunciare i membri della famiglia Sackler (giudicati responsabili con l’azienda farmaceutica Purdue Pharma dell’epidemia di oppiacei cha ha causato 500mila le vittime), il museo non ha più accettato doni dalla famiglia miliardaria e ha anche rimosso il suo nome dalle gallerie intitolate, un esempio seguito poi dal Metropolitan Museum e da altre istituzioni. Dopo una votazione del 2019, i dipendenti del Guggenheim Museum di New York si sono inoltre uniti al sindacato e nel 2021 hanno raggiunto il loro primo accordo contrattuale con termini che includevano aumenti salariali annuali, trasparenza della programmazione, programmi sanitari per i lavoratori a tempo pieno e altro ancora. [Wallace Ludel]

Risultati sotto le aspettative per la settimana londinese che Sotheby’s e Christie’s hanno dedicato alle aste di arte antica dopo due anni di assenza. «I cataloghi ridotti per numero e valore hanno punito i lotti milionari. Invenduta una rara opera di Canova e grandi nomi come Turner e van de Velde. Senza garanzie i prezzi rimangono ragionevoli», si legge su Il Sole 24 Ore. 20 i lotti presentati da Sotheby’s il 6 luglio (due ritirati e due invenduti, tra cui il lotto più importate), totale della vendita 7,1 milioni di sterline. 36 i lotti proposti da Christie’s il 7 luglio, 7 i lotti invenduti, di cui tre con stime milionarie, totale della vendita 28,1 milioni di sterline. Per quanto riguarda invece «The Exceptional sale» la casa d’aste ha raggiunto 19,4 milioni di sterline, tra le aggiudicazioni una antica statua egiziana da 6 milioni di sterline e una testa in marmo di Atena da 819mila sterline, ma anche qui due importanti lotti con stime milionarie sono rimasti invenduti. [Il Sole 24 Ore]

PETA, organizzazione per i diritti degli animali, ha presentato una denuncia contro il Kunstmuseum Wolfsburg in Germania per l’installazione «A Hundred Years» di Damien Hirst, in cui sono morte centinaia di mosche: l’opera è stata smantellata. «Pensavamo che le mosche non fossero coperte dalla legge sul benessere degli animali», ha detto il direttore del Kunstmuseum Wolfsburg Andreas Beitin al «Braunschweiger Zeitung». L’opera faceva parte di una collettiva sull’impatto ambiente della vita moderna. L’installazione del 1990 è composta da una teca di vetro divisa a metà, le mosche si schiudono da un lato e poi si avventurano attraverso un foro attirate da una luce artificiale che le brucia. Hirst ha definito l’opera «un ciclo di vita in una scatola», originariamente le mosche si accalcavano intorno alla testa di una mucca insanguinata, opera così descritta da Hans Ulrich Obrist come «pericolosa e spaventosa». «Uccidere animali non ha nulla a che fare con l’arte, mostra solo l’arroganza delle persone che letteralmente scavalcano i cadaveri per i propri interessi», ha affermato Peter Höffken della PETA in una nota. [Artnews]

Il 12 luglio alle 17 nella Curia Iulia al Foro Romano la Direzione Generale Musei, il Parco archeologico del Colosseo, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, in collaborazione con il Metropolitan Museum di New York celebreranno i 50 anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace. Per l’occasione è previsto un incontro scientifico introdotto da Massimo Osanna, direttore generale Musei, seguito dagli interventi di Carmelo Malacrino, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e di autorevoli studiosi di scultura antica, quali Salvatore Settis, Vinzenz Brinkmann e Ulrike Koch dalla Liebieghaus Skulpturensammlung di Francoforte sul Meno. Sarà esposta la copia in bronzo della testa della statua del guerriero A, uno dei due Bronzi di Riace. La riproduzione della testa, realizzata con l’ausilio di nuove e sofisticate tecnologie, ha lo scopo di mostrare al pubblico il colore originario della statua, privata dagli effetti del tempo e dell’ossidazione, proponendo anche la presenza di colori.

Il Governo italiano ha fermato la vendita di copie digitali di opere di artisti come Leonardo da Vinci e Michelangelo custodite nei più importanti musei italiani. La mossa arriva dopo la vendita di un facsimile digitale basato sul «Tondo Doni» di Michelangelo (1505-06), che l’anno scorso ha determinato un guadagno di 240mila euro (di cui 70mila euro alla Galleria degli Uffizi di Firenze). L’opera è stata coniata da un’azienda milanese chiamata Cinello nell’ambito di un accordo quinquennale, di cui abbiamo dato notizia su ilgiornaledellarte.com. I termini del contratto hanno destato preoccupazioni soprattutto perché 100mila euro sono stati spesi per i «costi di produzione». Il contratto con Cinello prevede che il reddito dovuto alla riproduzione dell’immagine sia diviso a metà tra l’azienda e il museo, la copia ha guadagnato circa 140mila euro. Il Ministero ha chiesto temporaneamente alle sue istituzioni di astenersi dal firmare contratti relativi a Nft per evitare contratti abusivi. A breve saranno emanate direttive per le istituzioni, il Ministero non ha bloccato i contratti esistenti, ma la possibilità di fare nuovi accordi. Queste le linee guida emanate dal Ministero. Ci auguriamo che anche la legislazione possa essere emanata rapidamente per regolamentare questo mercato. [Redazione]

È stato recuperato dal nucleo dei carabinieri per la Tutela del patrimonio nella casa di un collezionista privato un album di fotografie inedite che documentano i preparativi per la visita di Hitler a Roma nel 1938. Tra le immagini, in tutto 38 e in bianco e nero, ve ne sono alcune raffiguranti le insegne naziste davanti al Colosseo o la fontana di piazza Esedra di notte con decine di auto della sicurezza intente a sorvegliare i preparativi. Fa parte di una serie di documenti rubati da diversi archivi storici italiani. Tutte le 38 immagini recano lo stampo Luce e sono state scattate da Maceo Casadei e da Edoardo D’Accurso, entrambi fotografi dipendenti dell’Istituto Luce, al quale sono state restituite. [Redazione]

Verrà presentato al pubblico il 15 luglio dall’Associazione Asteras, nell’ambito di Cagliari Urbanfest, il nuovo murale realizzato da Ericailcane a Cagliari nel quartiere di Sant’Elia. Lo street artist noto a livello internazionale è intervenuto sulla facciata del Palazzo di via Schiavazzi davanti all’ingresso del Parco degli Anelli, raffigurando un gigantesco gatto che suona una fisarmonica sul cui mantice scivolano i palazzi di una città. Accanto a lui due topini: uno è assorto nella lettura di un giornale, l’altro balla e semina ortica in una danza della rinascita di una nuova umanità, un’allegoria della vita che si rigenera nonostante le distruzioni operate dall’uomo. [Redazione]

Giulio Manieri Elia, storico dell’arte di origini romane, è stato confermato alla direzione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia per altri quattro anni, visti gli ottimi risultati in merito all’ultimazione dell’ampliamento del museo. Il percorso espositivo e i servizi inclusi che oggi coprono 2mila metri quadrati arriveranno nel 2024 a 5mila metri quadrati. Fino al 9 ottobre le Gallerie ospitano la mostra di Anish Kapoor, che ha già raggiunto i 150mila visitatori. [Redazione]

L’11 luglio ha riaperto al pubblico il primo piano del Museo Civico Archeologico di Bologna, chiuso da circa un anno per interventi di messa in sicurezza, dotazione di nuovi impianti di illuminazione e altri lavori di messa a norma inerenti anche il piano terra e quello interrato di Palazzo Galvani, sede del più antico istituto museale di Bologna. Nuovamente visitabili le sale espositive con le sezioni preistorica, etrusca, gallica e romana riguardanti la storia della città, unitamente alle collezioni etrusco-italica, greca, romana e alla gipsoteca. Su progetto del Settore edilizia pubblica del Comune bolognese sotto la direzione di Manuela Faustini e Flavio Cappelli e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia, i lavori hanno consentito, tra l’altro, l’esposizione di alcuni reperti recentemente venuti alla luce in città, tra cui il ricchissimo corredo della tomba 142 della necropoli di via Belle Arti, testimonianza della Bologna etrusca di fine VIII-inizi VII secolo a.C. [Redazione]

Nel Battistero della Manna d’oro a Spoleto è installata «Reality», installazione in realtà aumentata realizzata da Gabriele Gianni per la Fondazione Carla Fendi, in occasione del 65mo Festival dei Due Mondi di Spoleto. Tema il rapporto tra arte, scienza, spiritualità, cultura digitale, umano e virtuale, corpo e tecnologia, realtà e finzione. «All’interno della Manna il visitatore cammina tra le architetture, ma entra in contatto con strutture tridimensionali sospese, ovvero dei neuroni umani scansionati, milioni di volte più grandi della realtà. I neuroni sono, infatti, considerati il centro della coscienza. Lo spettatore/visitatore può interagire con essi e toccandoli questi liberano messaggi sonori, ricordi, voci e pensieri. Ponendo le mani sulla fonte battesimale al centro della chiesa la realtà della Manna d’Oro muterà inghiottita da un buio virtuale. Ed é a quel punto che le nostre certezze vengono messe in discussione», si legge su «La Stampa».

Attivisti indigeni australiani affermano che i piani di una società per perforare il gas minacciano di distruggere fino a un milione di antichi petroglifi. Due loro rappresentati hanno parlato alle Nazioni Unite. A mettere in pericolo Murujuga è il progetto del gas di Scarborough da 11 miliardi di dollari, per il quale la società di produzione petrolifera Woodside Energy ha in programma di perforare 13 pozzi per produrre circa otto milioni di tonnellate di gas naturale all’anno. Gli ambientalisti affermano che le emissioni di carbonio avrebbero un impatto drastico fino alla Grande Barriera Corallina, patrimonio Unesco. Anche Murujuga, con la sua collezione di arte rupestre è patrimonio Unesco, il che potrebbe avere gravi ripercussioni sul progetto di Scarborough. Tra i petroglifi del sito, alcuni hanno 50.000 anni, numerose raffigurazioni di creature che non esistono più, come la tigre della Tasmania. [Artnet]

Mentre la famiglia di Jim Fitton, il geologo britannico in pensione, chiede assistenza al Ministero degli Esteri del Regno Unito per la condanna a 15 anni in una prigione irachena per presunto contrabbando di antichità, di cui abbiamo dato notizia a giugno, il futuro del fiorente commercio del turismo culturale dell’Iraq è in pericolo. I turisti stranieri hanno ricominciato ad affluire dopo le nuove procedure dei visti l’anno scorso, ma la dura sentenza inflitta a Fitton potrebbe fermare la fonte di reddito estero. Il turismo delle antichità, redditizio negli anni ’70 e ’80, è stato ridotto da 12 anni di severe sanzioni delle Nazioni Unite e poi dalla violenza della guerra. Il Governo iracheno ha chiuso alcune compagnie di viaggio straniere dal 2004 al 2010, alcune hanno riaperto subito dopo. L’attuale Governo si è occupato principalmente del rimpatrio di oggetti saccheggiati, come la preziosa tavola di Gilgamesh di 3.500 anni fa, tra gli oltre 18mila manufatti restituiti l’anno scorso, principalmente dagli Stati Uniti. Alcuni addetti ai lavori vedono la condanna di Fitton come un atto politico, uno spettacolo nazionalista per la folla mascherato da monito per i turisti, ma in realtà rivolto al pubblico domestico. [Hadani Ditmars]

Mostre che aprono
Camera Centro Italiano per la Fotografia a Torino inaugura in anteprima il 13 luglio le due mostre estive: «La rivoluzione siamo noi. Arte in Italia 1967-77» e «Ketty La Rocca. Se io fotovivo. Opere 1967-75», una collettiva e una personale visibili dal 14 luglio al 2 ottobre 2022. Tema: l’arte in Italia negli anni Sessanta e Settanta, «le performance, le installazioni, la vivacità artistica e intellettuale di un periodo storico unico che ha acceso i riflettori internazionali sulle sperimentazioni del nostro Paese e dato lustro ai moti creativi di artisti come Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Joseph Beuys, Marina Abramovic e molti altri», spiegano dal museo. Protagonisti gli artisti, i loro volti e i loro corpi: la fotografia è la testimonianza, ad esempio, della nascita dell’Arte povera a Torino e delle grandi manifestazioni che trasformano le mostre in eventi imprevedibili come la storica esposizione ad Amalfi nel 1968, anni rivoluzionari in ogni ambito, che la fotografia racconta attraverso scatti divenuti iconici. [Redazione]

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