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Giorno per giorno nell'arte | 11 febbraio

Il Gran Teatro Cervantes di Tangeri al Marocco | La morte di Robert Ryman | Demolizioni a Scampia | La giornata in 14 notizie

Il Gran Teatro Cervantes di Tangeri. Foto Diego Delso, delso.photo, license CC-BY-SA

La Spagna «regala» un teatro al Marocco. Il Governo spagnolo ha approvato la «donazione irrevocabile» al Marocco del Gran Teatro Cervantes di Tangeri, il più grande spazio scenico del Nord Africa, con una capienza di 1.400 posti, a condizione che il paese ricevente si impegni a ristrutturarlo. Il Marocco aveva manifestato nei mesi scorsi l'intenzione di procedere al restauro della struttura a patto di riceverne la proprietà e con la condizione di mantenere un filo diretto con la Spagna per la programmazione culturale del teatro. L'edificio, costruito nel 1913, fu acquistato nel 1928 dal governo spagnolo di Miguel Primo de Rivera; ora è abbandonato e in condizioni deplorevoli. [El País]

Bianco a lutto. È scomparso a New York all'età di 88 anni il pittore minimalista statunitense Robert Ryman, meglio noto come «il pittore del bianco» per le sue tele, rigorosamente quadrate, ricoperte di pennellate bianche. Era nato in Tennessee, a Nashville. [Il Messaggero]

Scampia ammaina le Vele. Sarà demolito prima l'edificio «Verde», poi gli altri due, il «Rosso» e il «Giallo», lasciandone uno solo, come simbolo del degrado urbano: dopo 44 anni il sindaco di Napoli de Magistris mette fine all'esperienza delle «Vele» a Scampia. [il Fatto Quotidiano]

Meno tensioni con la Francia, almeno per quanto riguarda la cultura. L'assessore alla Cultura di Milano Filippo del Corno scrive una lettera al direttore del «Corriere» auspicando che gli accordi per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci siano l'occasione per ricostruire un clima di collaborazione con la Francia, dopo i recenti episodi incresciosi. [Corriere della Sera]

Un monumento a rischio privatizzazione. Tomaso Montanari svela i piani dell'immobiliarista fiorentino Lotti per affidare la villa dell'Ambrogiana a Montelupo Fiorentino a privati e realizzare così un hotel. [il Fatto Quotidiano]

La prima globalizzazione risale a 4mila anni fa. Si inaugura giovedì prossimo, 14 febbraio, in due sedi cagliaritane (il Museo Archeologico Nazionale e il Palazzo di Città) la mostra «Le civiltà e il Mediterraneo», che illustra, con 550 reperti molti dei quali prestati da musei stranieri (come l'Ermitage di San Pietroburgo e il Museo di Preistoria di Berlino), un panorama delle civiltà europee di 4mila anni fa in rapporto con il Mar Mediterraneo: un mondo molto più interconnesso di quanto si possa pensare. [La Stampa]

Comprare un po' di Picasso. Un servizio dell'inserto economico di «Repubblica» spiega come, grazie alla stessa tecnologia impiegata per i Bitcoin, si potrà presto investire in capolavori dell'arte acquistandone in rete solo delle quote, anche piccole, che funzionano come le azioni nel momento in cui l'opera viene rivenduta. [la Repubblica]

Cercasi direttore per Venaria. Il presidente Paola Zini e il cda del Consorzio delle Residenze Reali sabaude fanno sapere che il sostituto di Mario Turetta ai vertici di Venaria sarà scelto attraverso un bando internazionale. [la Repubblica - Torino]

Il mondo della musica guarda all'Inghilterra. A pochi giorni dalla presentazione del Centre for Music nella City di Londra da parte degli architetti newyorkesi Diller Scofidio + Renfro, adesso si fa avanti un altro progetto per costruire una sala da concerto da 1.250 posti a Wimbledon, progettato dall'architetto californiano Frank Gehry. [The Guardian]

Addio Tomi Ungerer. La Germania ricorda l'illustratore Tomi Ungerer, morto a 87 anni a Cork, in Irlanda: per oltre 50 anni ha dipinto i libri per bambini fra i più belli mai realizzati nel mondo, e i suoi manifesti contro la guerra del Vietnam e l'odio razziale sono stati riconosciuti tra i più drammatici e migliori della grafica moderna. [Frankfurter AZ]

Il patrimonio nazionale è diffuso. Con almeno un Comune su tre che ospita una struttura museale sono quasi 5mila le piccole strutture pubbliche che dal Nord al Sud del Paese provano a diffondere la cultura, tra risorse modeste e pochi visitatori. Presi nel loro insieme, questi piccoli musei custodiscono un tesoro straordinario. [La Stampa]

Il Banksy italiano (che costa poco). Si fa chiamare «Beast», nelle sue opere ridicolizza i politici e, come il più celebre collega inglese, nessuno sa che faccia abbia. La differenza sta nei prezzi delle opere: quelle dell'italiano sono ancora fra le più economiche. [Il Giornale]

Il pittore dei selfie. Nonostante sia morto 350 anni fa il pittore olandese Rembrandt è uno degli artisti che fa ancora molto sentire la sua influenza nella cultura popolare contemporanea. Il motivo può essere nel grande narcisismo mostrato dai suoi autoritratti. [The Daily Telegraph]

Collezionare case di lusso. L'attico più caro del mondo recentemente acquistato a New York è solo l'ultimo elemento della collezione di dimore di lusso di Kenneth Griffin (che è anche un collezionista d'arte), al quale «Repubblica» dedica una pagina. [la Repubblica]

Redazione, edizione online, 11 febbraio 2019


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