Giorno per giorno nell’arte | 11 febbraio 2022

Gli obiettivi del Pnrr per paesaggio e patrimonio | Un tamburo di 5mila anni fa scoperto in Gran Bretagna | A Pesaro nasce il Museo di Dario Fo e Franca Rame | La giornata in 19 notizie

Questo tamburo in pietra, con palla e un bastone in osso sono stati scoperti presso il villaggio di Burton Agnes. Foto: British Museum
Redazione |

Cinque traguardi da centrare entro giugno 2022 per un totale di tre miliardi di euro. Sono gli obiettivi del Pnrr relativi a patrimonio e paesaggio illustrati dal ministro della Cultura Dario Franceschini nel corso di un’audizione presso la commissione Cultura della Camera: dal recupero dei borghi abbandonati al miglioramento dell’efficienza energetica di cinema, teatri e musei, dalla valorizzazione e protezione dell’architettura e del paesaggio rurale alla rigenerazione di parchi e giardini storici, per finire con la messa in sicurezza delle opere minacciate dai terremoti. [Il Sole 24 Ore]

Un tamburo di 5mila anni fa in pietra è la scoperta archeologica britannica più importante del secolo. Secondo il British Museum, che ne ha dato notizia il 10 febbraio, il manufatto, scoperto presso il villaggio di Burton Agnes, è databile all’epoca di Stonehenge, tra il 3005 e il 2890 a.C. [The Art Newspaper]

La Dama di Elche non si può spostare. Il Ministero della Cultura spagnolo cita un rapporto del 2006, mai diffuso pubblicamente, che raccomanda che l’antico busto femminile in pietra non si muova, per evitare i cambi di umidità. [El País]

A Pesaro nasce il Museo di Dario Fo e Franca Rame. Ma, dice Gianni Barbacetto, aprirà a Pesaro, non nella città della coppia, Milano, che non ha saputo creare un luogo dove tenere vivi teatro, arte, cultura e impegno civile delle due celebrità. [Il Fatto quotidiano]

A Modena procedono i lavori per il polo Sant’Agostino-Palazzo dei Musei. È stato aperto il 10 febbraio il collegamento tra il cortile dell’ex ospedale Estense e il cortile del Palazzo dei Musei, per ricostituire l’unitarietà dell’antico complesso. A sfondare il muro assestando, simbolicamente, il colpo decisivo alla parete divisoria è stato il sindaco della città emiliana Gian Carlo Muzzarelli. [Gazzetta di Modena]

Altre 20 figure di guerrieri cinesi in terracotta sono state scoperte vicino alla tomba segreta dell’Imperatore cinese. La notizia è stata data dalla China Global Television Network, che ha anche riferito che i reperti sono in ottimo stato di conservazione. [ArtNews]

A Roma il 10 febbraio, alla presenza dei ministri Enrico Giovannini, Lorenzo Guerini e Dario Franceschini, del presidente della Regione Nicola Zingaretti e del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la presidente Giovanna Melandri ha presentato il Progetto Grande MaXXI, finanziato con 15 milioni di euro dal MiC per i «Cantieri della cultura». [Il Giornale dell’Arte]

Prende il via al MaXXI una nuova edizione del ciclo di incontri «Le Storie dell’Architettura», a cura di Irene de Vico Fallani. Si parte il 12 febbraio alle 11.30 con il primo incontro intitolato «Dall’Interior a Tafuri. Alcune riflessioni su riviste di architettura e direzioni femminili» con la storica, ricercatrice e critica d’arte contemporanea Paola Nicolin. [AgenziaCult]

Sos per Stupinigi. Luigi Chiappero, consigliere della Fondazione Ordine Mauriziano, che gestisce la Palazzina di Caccia di Stupinigi (To), lancia l’allarme: «Servono 20 milioni per salvare il monumento. Attualmente abbiamo 16 dipendenti, se va in porto il restyling ne serviranno di più». [La Stampa]

Il custode di un centro culturale russo scarabocchia un dipinto degli anni Trenta. Un guardiano dell’Eltsin Center di Ekaterinburg, al suo primo giorno di lavoro, ha scarabocchiato il dipinto «Tre figure» di Anna Leporskaya (1932-34) aggiungendo gli occhi. Ora il quadro è in restauro. [The Art Newspaper]

Il Macba di Barcellona di Elvira Dyangani Ose intreccia nuove relazioni e cambia faccia. La neodirettrice del museo presenta la sua prima stagione con mostre dedicate a Teresa Lanceta e María Teresa Hincapié, in collaborazione con altre istituzioni. Annuncia anche cambiamenti nella collezione permanente. [El País]

Christopher Bedford, direttore del Baltimore Museum of Art, lascia l’incarico per andare a dirigere il SFMoMA (San Francisco Museum of Modern Art) al posto di Neal Benezra. Entrerà in carica a giugno. [The Art Newspaper]

Sulle tracce di Enea lungo le coste del Salento. Un viaggio nelle meraviglie di Castro (Le), antica capitale dove si ritiene che Virgilio abbia ambientato lo sbarco del suo eroe. E dove c’è una forte impronta troiana. [la Repubblica]

I musei di ieri rincorrono l’arte di oggi. Per rispondere alla crisi (riduzione del numero di visitatori e crollo degli incassi) alcuni tra i maggiori musei del mondo hanno scelto di affidarsi all’arte contemporanea. Ne scrive Vincenzo Trione. [Corriere della Sera]

Viene presentato nei cinema della Campania
fino al 27 febbraio il documentario «Agalma. Vita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli» di Doriana Monaco, con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni. Selezionato in occasione di numerosi festival internazionali, il film racconta il grande edificio borbonico che ospita il Museo Archeologico Nazionale: un vortice di attività che offre nuovo respiro a statue, affreschi, mosaici e oggetti della vita quotidiana. Il museo appare come grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale. Agalma (dal greco «statua», «immagine») coglie la bellezza del museo anche nelle relazioni interne: il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana. [Graziella Melania Geraci]

L’artista parigina che vende nel mondo pezzi di Parigi. Constance Fichet-Schulz, 36 anni, durante la fase più delicata della pandemia, quando tanti stranieri avevano nostalgia delle bellezze francesi, si è inventata un business: online vende pezzi di zinco provenienti dai tetti della Ville Lumière. [La Stampa]

Mostre che aprono
Todi parla cinese. Debutta all’insegna degli scambi Italia-Cina la prima «Biennale di Todi». Con inaugurazione venerdì 11 e sabato 12 e mostre aperte fino al 28 febbraio, la manifestazione nella cittadina umbra è organizzata dalla Tower Gallery di Diego Costantini, è curata dal gallerista e antiquario, da Roberta Giulieni e dall’artista Yongxu Wang. Sul prato davanti a quell’emblema dell’architettura rinascimentale che è il Tempio di Santa Maria della Consolazione Yongxu Wang presenta sabato pomeriggio l’installazione «Pensa di uscire» e inaugura una personale alla Tower Gallery. La Sala delle pietre in piazza del Popolo propone Wang Jingyun, Peng Shuai e più di quaranta giovani artisti cinesi che studiano e lavorano in Italia mentre la Sala vetrata dei Portici Comunali a Piazza Garibaldi raccoglie i progetti presentati in concorso alla Biennale stessa. [Stefano Miliani]

Dal 12 febbraio al 24 aprile, con «Minimal art. Il corpo nello spazio», il Bucerius Kunst Forum di Amburgo omaggia i fondatori del contromovimento americano nato negli anni ’60 e le sue declinazioni tedesche. Quindici opere di, tra gli altri, Carl Andre, Dan Flavin, Donald Judd, Sol LeWitt, Robert Morris, Walter De Maria, Imi Knoebel, Charlotte Posenenske, Gerold Miller e Frank Gerritz, costituiscono il corpus di una mostra che volge lo sguardo sulla percezione individuale del singolo. La Minimal art nacque come ribellione all’arte canonica, al suo simbolismo dotto, in nome di una democratizzazione del medium artistico, reso esperibile e vivibile da tutti allo stesso modo e senza la necessità di conoscenze o studi pregressi. Gli artisti e le artiste minimal entrano nello spazio tridimensionale, dialogano con la forma, la materia, la superficie e i colori, instaurano nuove relazioni con lo spazio e il pubblico senza cercare riferimenti, allusioni, simboli e iconografi e: quest’interazione tra oggetto, spazio e spettatore e l’idea di democratizzare l’arte sono anche le linee guida curatoriali della mostra (catalogo Hirmer Verlag). [Francesca Petretto]

In una sorta di gemellaggio transalpino, il Mupre-Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica di Capo di Ponte (Bs) apre il 12 febbraio fino al 29 maggio la mostra «Uno sguardo oltre le Alpi», che riunisce un eccezionale nucleo di reperti, dal Neolitico all’Età del Ferro, giunti dal Museo Nazionale di Zurigo, una delle istituzioni internazionali con cui il museo diretto da Maria Giuseppina Ruggiero intrattiene rapporti di collaborazione. La mostra esibisce utensili, armi, vasellame, ornamenti, selezionati anche per la loro qualità oltre che per le informazioni di cui sono portatori, tanto sulla vita di queste popolazioni quanto sugli scambi di prodotti (e quindi d’idee e iconografie) fra le culture fiorite allora di qui e di là delle Alpi. Che, lungi dall’essere un bastione invalicabile, come spiega Emanuela Daffra, direttore regionale Musei Lombardia e cocuratrice della mostra con la direttrice del Mupre, costituivano al contrario una via di fitti transiti tra i due versanti. La rassegna arricchisce le conoscenze sulle popolazioni preistoriche che abitarono la Valle Camonica, a noi ben note per le immagini rupestri, assai meno per gli aspetti del quotidiano, indagato solo nell’ultimo trentennio grazie ai ritrovamenti degli scavi più recenti. [Ada Masoero]

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