Giorno per giorno nell’arte | 11 aprile 2022

La Francia protegge gli scambi di opere con Russia e Cina | L’astrazione africana conquista il mercato | Il British Museum nega la scansione dei marmi del Partenone | Chiude con successe Expo Chicago | In vendita gli Hines ritrovati nel fienile | Neri Oxman biodegradabile allo SFMOMA | La giornata in 13 notizie

Un’opera dell’artista tunisino Thameur Mejri
Redazione |

Mentre infuria la guerra in Ucraina, la Francia sta adottando misure per garantire il ritorno sicuro in Russia della collezione Morozov, oggetto di una mostra di grande successo alla Fondation Louis Vuitton conclusasi il 3 aprile con oltre 1,2 milioni di visitatori, giunti ad ammirare 200 opere moderne di artisti come Van Gogh, Gauguin, Matisse e Picasso, collezionati all’inizio del Novecento dai magnati tessili russi Mikhail e Ivan Morozov. La maggior parte delle opere sono state prestate dal Museo Statale dell’Ermitage di San Pietroburgo e dal Museo Statale di Belle Arti Puskin e dalla Galleria Statale Tretyakov di Mosca, alcune provenivano da collezioni private. In segno delle trattative diplomatiche necessarie per organizzare la mostra, il catalogo reca una prefazione di Emmanuel Macron e Vladimir Putin. Un funzionario del Governo francese dichiara che: «Nonostante tutto e le orrende notizie che arrivano dall’Ucraina, abbiamo il dovere di proteggere gli scambi culturali». [Vincenzo Noce]

Proseguono le polemiche per il mancato prestito da parte della Francia alla Cina di opere di Matisse per la mostra «Matisse di Matisse», collaborazione tra il Musée Matisse le Cateau-Cambrésis e il museo privato di Pechino UCCA, negato lo scorso febbraio per la neutralità della Cina nel conflitto russo-ucraino. Christian Poiret, presidente del Consiglio dipartimentale del Nord, proprietario del museo di Le Cateau-Cambrésis, in una nuova dichiarazione afferma però che «i legami politici tra Cina e Russia hanno guidato la decisione che non era intesa come punitiva, ma legata a non sufficienti garanzie di recupero delle opere». Proseguono infatti gli scambi d’arte tra Occidente e Cina. Organizzazioni come il British Council e gli Istituti Goethe e Cervantes mantengono una programmazione attiva in Cina e le partnership tra i musei cinesi e occidentali continuano a proliferare. [Lisa Movius]

Ritrovate lo scorso anno in un fienile abbandonato alcune opere di Francis Hines, espressionista astratto morto nel 2016 a 96 anni. A fare la scoperta Jared Whipple, un meccanico di Waterbury in Connecticut. Alcune delle centinaia di pezzi recuperati da Whipple, dipinti, sculture e piccoli disegni, sono ora messi in vendita e stimati da Hastings Falk da 22mila a 4.500 dollari ciascuno. Whipple ha studiato il lavoro di Hines e ha contattato la famiglia dell’artista, che gli ha permesso di conservare e vendere l’arte. [The Guardian]

Riapre a Siena il Museo Archeologico Nazionale di Santa Maria della Scala. Chiuso per due anni per restauro e per emergenza Covid, recentemente assegnato per competenza ministeriale alla Pinacoteca Nazionale di Siena e divenuto pertanto museo autonomo, era stato allestito nel 2001 in una serie di ambienti caratterizzati dall’alternanza di cunicoli scavati nell’arenaria e ampi spazi costruiti in mattoni, come il vano noto come «cantinone», identificabile con il «celliere grande» dell’ospedale medievale. La collezione comprende reperti del territorio, per la maggior parte corredi tombali, dal Chianti e dall’alta Val d’Elsa e una sezione dedicata alle collezioni pubbliche e private confluite nel nucleo originario del museo, istituito oltre un secolo fa. [Redazione]

Dopo il permesso negato dal British Museum all’Institute of Digital Archaeology (IDA) di eseguire una scansione 3D dei marmi del Partenone, l’istituto ha fatto ricorso in tribunale e presentato al museo la richiesta di esercitare il diritto di libertà di informazione e dunque il permesso di accedere per eseguire le scansioni digitali. L’obiettivo è di creare repliche che possano sostituire gli originali la cui restituzione è stata avanzata dalla Grecia, dove furono realizzate nel V secolo a.C., ad Atene, e rimosse dal conte di Elgin nel XIX secolo. Fondata nel 2012, l’IDA è una joint venture tra l’Università di Harvard, Oxford e il Museo del Futuro di Dubai, incentrata sulle tecniche di imaging digitale in archeologia. Ha ricostruito digitalmente l’«Arco del Trionfo» di Palmira del III secolo, distrutto dall’Isis nel 2015. [artnet]

Un tir italiano per l’arte ucraina. Un tir partito da Bologna ha consegnato il 4 aprile a Leopoli un carico di materiali per proteggere il patrimonio culturale ucraino a responsabili di musei dello Stato sotto l’attacco della Russia. È stata un’operazione guidata da Chief-Ets-Cultural Heritage International Emergency Force, associazione di volontariato per salvaguardare beni culturali in situazioni di emergenza, con il concorso di altre associazioni, enti, aziende, cittadini privati. Hanno partecipato all’operazione anche Heri (Heritage Emergency Response Initiative, associazione di direttori e conservatori di musei che operano per il ministero ucraino della cultura) e il consolato ucraino in Italia. I tecnici hanno raccolto nel nostro Paese e portato estintori, materiali d’imballaggio e di protezione, sacchi per la sabbia, generatori, power bank, più 100 Tbyte di spazio per archiviare dati forniti dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. [Stefano Miliani]

Lo studio dell’opera di Egon Schiele si è allargato alla produzione poetica pubblicata nel 1921 a cura del critico, collezionista e mentore Arthur Roessler, considerata un esito secondario. Anche i componimenti giunti fino a noi certificano tuttavia una chiara matrice espressionista e possono contribuire a una migliore comprensione dell’artista mitteleuropeo. Un progetto presentato al recente IV Convegno dedicato a Schiele, promosso dal Leopold Museum, riguarda proprio l’intersezione tra arte e poesia. Ideato dallo scrittore e curatore Stefan Kutzenberger, il progetto si basa sull’osservazione che, sebbene non possa riconoscersi una corrispondenza diretta fra poesie e dipinti di Schiele, vi è però una diffusa, intima consonanza. In collaborazione con Open AI, il laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale «amichevole» fondato nel 2015 a San Francisco fra l’altro da Elon Musk, Kutzenberger sta sviluppando un algoritmo capace di ricreare le immagini suggerite dalle poesie di Schiele, attingendo a un database con le riproduzioni della sua intera produzione pittorica e grafica. [Flavia Foradini]

Mostre che chiudono
Mentre imperversa il riscaldamento globale e le risorse naturali vanno verso l’esaurimento, il designer e architetto Neri Oxman realizzare una mostra per aumentare la consapevolezza su questi problemi e offrire anche possibili soluzioni. La sua mostra al San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA), «Nature x Humanity: Oxman Architects» fino al 15 maggio, esplora i temi della sostenibilità attraverso design e modelli futuristici e opere realizzate con materia organica, come il guscio di cocco, gusci di gamberetti e pectina di mele. Queste opere biodegradabili aprono inoltre nuove riflessioni sul versante della conservazione e del restauro. [Cheng Scarlatto]

Si chiude il 23 aprile alla Montague Contemporary di New York la mostra «African Abstraction», collettiva con quattro tra i più promettenti artisti che hanno aperto gli orizzonti all’astrattismo africano: Bouvy Enkobo (RDC), Marc Standing (Zimbabwe), Muna Malik (Yemen) e Thameur Mejri (Tunisia). Un registro e un’identità totalmente diversi e innovativi che si fanno strada nel florido mercato dell’arte figurativa africana, come documentano i recenti ingressi in collezioni pubbliche e private europee e americane. [Redazione]

Con una forte esposizione di artisti e gallerie latinoamericane nella sezione «Exposure» curata da Humberto Moro, Expo Chicago amplia i propri confini e mette in primo piano le gallerie latinoamericane per un mercato internazionale che riflette su temi di scala globale: diritti del lavoro, giustizia sociale e ambientale e influenza della tecnologia sul mondo. Delle 40 gallerie che partecipano a Exposure , fondate da almeno dieci anni in su, sei provengono dall’America Latina. Bogotá, Lima,San Juan, Porto Rico e Città del Messico.  La galleria Paton di Chicago espone due artisti latinoamericani, Caroline Kent e Noé Martínez; The Pill, con sede a Istanbul, presenta opere dell’artista concettuale messicano Pablo Dávila insieme alla pittrice danese francese Eva Nielsen. [Daniel Cassadi]

Addii
È morto a Napoli all’età di 90 anni Riccardo Dalisi, architetto, designer e artista, nato a Potenza nel 1931, vincitore del Compasso d’Oro nel 1981 per la ricerca sulla caffettiera napoletana. Negli anni Settanta insieme a Sottsass, Mendini tra gli altri, ha fondato la Global Tools, la cosiddetta architettura radicale le cui opere sono confluite nelle collezioni di musei come il Centre Pompidou a Parigi e il Madre a Napoli. Nel 2014 per il suo impegno nel sociale ha vinto il secondo Compasso d’Oro. Ha esposto a Berlino, Monaco, Parigi, New York, Chicago, Tianjin e Seoul. [Redazione]

Si è spento sabato 9 aprile a 74 anni dopo una lunga malattia Francesco Radino, tra i più importanti fotografi del paesaggio italiano e del suo cambiamento. Nei suoi scatti la documentazione si mescola con elementi poetici e narrativi e con la dimensione universale e atemporale della memoria. Nato in Toscana da una famiglia di pittori, ha fatto parte della generazione di fotografi di Mulas, Basilico, Berengo Gardin e Scianna, tra gli altri. Svincolato da generi specifici, negli anni Ottanta ha firmato una delle più ambiziose documentazioni del territorio in Italia, Archivio dello spazio. [Redazione]

Chiara Frugoni, storica del Medioevo e divulgatrice, è morta il 9 aprile a 82 anni. Autrice di saggi tradotti in tutto il mondo e grande studiosa di San Francesco d'Assisi, aveva insegnato a Pisa, città dove era nata nel 1940, a Roma e a Parigi. Aveva sposato in prime nozze l’archeologo Salvatore Settis. È stata fra gli storici più noti fuori dal mondo accademico anche per la sua attività di divulgazione. [Redazione]

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