Giorno per giorno nell’arte | 10 novembre 2022

L’asta Allen è la vendita più ricca di sempre | Al Reina Sofía rafforzata la protezione di «Guernica» | Parlano gli «ecoattivisti» del Prado | Riallestita la «Sala del Tesoro» del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara | 20 milioni di $ al Bass Art Museum | La giornata in 18 notizie

Il banditore d’asta di Christie’s durante la gara per l’aggiudicazione del top lot della vendita Allen, «Les Poseuses, Ensemble (Petite  Version)» di Georges Seurat, vendute infine a 149.240.000 dollari. © Christie’s Images Ltd 2022
Redazione |

Asta Allen, parte I: 1,5 miliardi di dollari, la vendita più ricca di sempre. Ieri sera 9 novembre la casa d’aste Christie’s ha tenuto la più ricca vendita di una collezione privata di sempre. «Visionary: The Paul G. Allen Collection, Part I» al Rockefeller Center di New York ha presentato 60 capolavori dei più importanti movimenti artistici degli ultimi cinquecento anni di storia dell’arte, che hanno fruttato complessivamente 1.506.386.000 dollari. L’asta, che disperdeva opere provenienti dalla collezione di Paul Allen, cofondatore di Microsoft, ha battuto il record mondiale per una vendita solo a metà delle offerte quando il banditore, Jussi Pylkkänen, ha battuto la scultura di Alberto Giacometti «Femme de Venise III» per 25.007.500 dollari. L’asta è stata venduta al 100% e al 122% rispetto alla stima minima. Tutti i proventi di questa storica vendita saranno devoluti in beneficenza, secondo le volontà di Allen. Cinque dipinti hanno sfondato il muro dei 100 milioni di dollari: «Les Poseuses, Ensemble (Petite  Version)» di Georges Seurat (149.240.000 $), «La Montagne Sainte-Victoire» di Paul Cézanne (137.790.000 $), «Verger avec cyprès» di Vincent van Gogh (117.180.000 $), «Maternité II» di Paul Gauguin (105.730.000 $) e «Bosco di betulle» di Gustav Klimt (104.585.000 $). Il tondo di Sandro Botticelli «Madonna del Magnificat» ha cambiato proprietario per 48.480.000 $. Sono stati battuti nella serata 20 record d’artista. [Redazione]

Al Reina Sofía rafforzata la protezione di «Guernica» contro possibili attacchi degli «ecoattivisti».
Gli atti di vandalismo compiuti in alcuni musei europei da attivisti contro il cambiamento climatico per dare maggiore visibilità alle loro richieste stanno portando i responsabili delle istituzioni museali ad adottare misure diverse. Dopo il blitz, lo scorso sabato, contro le «Majas» di Goya al Prado di Madrid da parte di esponenti dell’organizzazione Futuro Vegetal, il direttore del Reina Sofía Manuel Borja-Villel ha spiegato che sono state «rafforzate» le misure di sicurezza nel museo, tra cui la sorveglianza da parte di poliziotti in borghese, in particolare nella sala di «Guernica», soprattutto perché il dipinto di Picasso non ha il vetro. «Il rischio zero non esiste», ha ammesso Borja-Villel, in linea con quanto dichiarato giorni fa dal ministro della Cultura Miquel Iceta. «L’arte ha una grande visibilità e non è la prima volta che la gente protesta davanti a un’opera». «Guernica» compresa. Lo scorso giugno infatti una trentina di attivisti dei movimenti Extinction Rebellion e Fridays for Future avevano inscenato una performance non violenta davanti al dipinto di Picasso in segno di protesta contro il summit della Nato, nel corso del quale il Prado e il Reina Sofía avrebbero ospitato cene di gala per le delegazioni partecipanti. Con striscioni riportanti le scritte «La Guerra è la morte dell’Arte» e «Qui si riuniranno i signori della guerra» i manifestanti intendevano stigmatizzare il fatto che i musei, luoghi di cultura, accogliessero un vertice sulla guerra. [Redazione]

Parlano gli «ecoattivisti» del Prado: «Non ci aspettiamo niente dal vertice COP27, è patrocinato da Coca-Cola». Dopo l’azione di sabato scorso al Museo del Prado hanno trascorso due notti in carcere, sono indagati per presunti reati contro il patrimonio storico e artistico e sono bersaglio di critiche da parte di politici, giornalisti e anche di altri ambientalisti che non vedono di buon occhio le loro azioni nei musei. Samuel, studente di fotografia di 18 anni, e Alba, studentessa di biologia di 21, appartengono a Futuro Vegetal, una piccola organizzazione di attivisti ambientali nata da Extinction Rebellion, a sua volta sviluppatasi da Fridays for Future, il movimento nato dagli scioperi scolastici per la «giustizia climatica» di Greta Thunberg. Seguendo le orme di altre organizzazioni europee come Just Stop Oil, che nelle ultime settimane hanno fatto notizia in tutto il mondo per aver compiuto azioni nei musei, hanno incollato le mani alle cornici delle «Majas» di Goya al Prado. «Sapevamo come agire per non danneggiare il dipinto. Sapevo che non aveva il vetro e non abbiamo usato altri metodi […] in nessun momento abbiamo voluto danneggiare l’arte. Volevamo semplicemente mandare un messaggio affinché la società capisse, perché abbiamo cercato di mandare questo messaggio anche alle compagnie petrolifere e in altri luoghi, ma il governo non ci ha ascoltato», dice Alba. «In realtà, credo che stiamo difendendo l’arte perché senza il pianeta e se ci estinguiamo, non saremo in grado di valorizzare l’arte». Non credono che la Cop27, il vertice sul clima, cambierà qualcosa della situazione che li preoccupa. «È sponsorizzata da Coca-Cola, non c’è altro da dire», aggiunge Alba. [El Independiente]

La «Sala del Tesoro» del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara riallestita
. È stato presentato il 3 novembre il nuovo allestimento della «Sala del Tesoro» del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, il cuore di Palazzo Costabili, decorato nel 1503-06 da Benvenuto Tisi detto il Garofalo (Canaro, 1476 o 1481-Ferrara, 1559). Qui, grazie al progetto nazionale «100 opere tornano a casa» del Ministero della Cultura, curato da Caterina Bon Valsassina, sono stati allestiti (è un cosiddetto deposito a lungo termine) tre dipinti assegnati allo stesso Garofalo e provenienti dalla Pinacoteca di Brera di Milano e dalla Galleria Borghese di Roma. Si tratta di «Noli me tangere» e della «Pesca miracolosa», nella collezione Borghese almeno da fine ’600 e di una «Crocefissione con la Vergine, la Maddalena e i santi Giovanni Evangelista e Vito», in origine nel Monastero delle Agostiniane di Ferrara, a Brera dal 1811 a seguito delle requisizioni napoleoniche. L’allestimento ha previsto anche nuovi fondali, la manutenzione del sistema illuminotecnico e una nuova bussola di ingresso alla sala. [Stefano Luppi]

La nuova Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Sono 27 i parlamentari che faranno parte della VII commissione di Montecitorio. Non mancano i nomi eccellenti. Presidente di commissione sarà Federico Mollicone (Fdi), vicepresidenti Giorgia Latini (Lega) e Valentina Grippo (Azione-IV). Entrano in commissione Cultura il governatore uscente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti (Pd), gli ex ministri Maria Elena Boschi (IV) e Roberto Speranza (Pd), gli ex sottosegretari Anna Laura Orrico (al MiC) e Rossano Sasso (al MI). Dalle Marche torna in commissione anche Irene Manzi (Pd), mentre dalla Sicilia, dove era assessore al Turismo, Sport e Spettacolo, arriva Manlio Messina (Fdi). In commissione anche Rita Dalla Chiesa (FI) e Gaetano Amato (M5S). [Redazione]

20 milioni di $ al Bass Art Museum. Il Bass Art Museum di Miami Beach riceverà 20,1 milioni di dollari in fondi emessi dalla città, un sostegno unico nel suo genere, concesso nell’ambito di un bond municipale che gli elettori hanno autorizzato nelle elezioni Usa di midterm di martedì 8 novembre. Il prestito obbligazionario generale, che ammonta a 159 milioni di dollari, è destinato a sostenere le strutture artistiche e culturali locali di proprietà della città e andrà a beneficio di altre 15 organizzazioni, tra cui il Miami Beach Hispanic Community Center e il Florida International University’s Wolfsonian Museum and Jewish Museum of Florida. [Claire Voon]

I Lunch Talks alle Gallerie d’Italia di Torino. A partire dal 15 novembre, ogni martedì dalle 13 alle 14, le Gallerie d’Italia di Torino propongono un nuovo programma di incontri a cura del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. «Lunch Talks @ Gdi - Torino. Parlare d’Arte. Grandi artisti, grandi mostre, grandi temi» offre l’opportunità di avvicinarsi all’arte contemporanea. Che cos’è l’arte digitale? Che cos’è l’Arte povera? Perché esiste una mostra chiamata documenta? Che cos’è una «macchina» di Olafur Eliasson? Chi sono le protagoniste del pensiero ecologico in ambito artistico? Che cosa c’è dietro una grande performance? Rispondendo a queste e altre domande, i Lunch Talks sono l’occasione per conoscere le opere di alcuni tra i più importanti artisti contemporanei, approfondire mostre epocali che hanno ridefinito il concetto di arte, ed esplorare i nodi tematici che animano il dibattito culturale. Gli incontri sono tenuti da Carolyn Christov-Bakargiev, direttrice del Castello di Rivoli, Marcella Beccaria, capo curatore e curatore delle Collezioni, e Marianna Vecellio, curatore. La prenotazione è obbligatoria (torino@gallerieditalia.com o numero verde 800 167 619). L’attività costa 22 euro e include un lunch box a cura di Costardi Bros e il biglietto d’ingresso al museo Gallerie d’Italia - Torino. [Redazione]

Un convegno sui Bronzi di Riace. Nell’ambito delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace presso la Terrazza del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è iniziato il convegno internazionale «I Bronzi di Riace. 50 anni di studi e ricerche» (10-12 novembre). L’incontro, articolato in quattro sessioni e in ricordo dell’archeologo e storico dell’arte Paolo Moreno, riunisce studiosi italiani e stranieri ed è organizzato dal Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Calabria. È possibile seguire il convegno in diretta. [Redazione]

Un convegno su Carlo Levi
. Si tiene oggi 10 novembre, presso il Campus Universitario dell’Università degli Studi della Basilicata, e l’11 novembre, presso il Museo Nazionale di Matera, il convegno «Centoventi anni dopo. Memoria e attualità di Carlo Levi. Convegno nazionale di studi per i 120 anni dalla nascita di Carlo Levi». L’incontro, che vede la partecipazione di studiosi provenienti da tutta Italia, intende ragionare sull’eredità lasciata dalla produzione artistica e intellettuale di Levi e dalla sua azione sociale e politica, oltre che sulla possibilità di costruire una «rete di luoghi e istituzioni leviane». La direzione scientifica è di Mariadelaide Cuozzo, professoressa dell’Università degli Studi della Basilicata, Annamaria Mauro, direttrice del Museo Nazionale di Matera e Lorenzo Rota, presidente del Centro Carlo Levi. [Fiorella Fiore]

La frase più antica mai scritta nell’alfabeto più antico del mondo. «Possa questo pettine debellare i pidocchi dai capelli e dalla barba». Una preghiera contro i pidocchi è la frase più antica mai scritta nell’alfabeto più antico del mondo, quello proto-sinaitico o proto-cananeo. L’incisione comprende 17 lettere che formano 7 parole e compare su un oggetto di lusso, un pettine d’avorio a doppio bordo ritrovato nel sito archeologico di Lachish, la seconda città-stato cananea del secondo millennio a.C. più importante del regno di Giuda. [Redazione]

«The Square» stasera su Sky. Stasera 10 novembre alle 20,40 torna su Sky Arte «The Square. Spazio alla Cultura», la trasmissione realizzata da Tiwi e condotta da Nicolas Ballario che racconta la cultura contemporanea in tutte le sue forme. Attraverso le voci di tanti ospiti, servizi speciali su mostre e musei di tutta Italia, animazioni che approfondiscono temi attuali della cultura contemporanea e una ricca agenda di appuntamenti, The Square è uno strumento per essere sempre aggiornati sul panorama artistico del nostro Paese. Gli episodi sono visibili anche in streaming su Now e on demand. [Redazione]

Massimo Broccio presidente della Fondazione Torino Musei. Il Consiglio direttivo della Fondazione Torino Musei, preso atto della designazione avvenuta con decreto del sindaco del 27 ottobre, ha nominato Massimo Broccio presidente della Fondazione. Commercialista torinese, 52 anni, esperto di finanza e pianificazione aziendale, advisor finanziario per operazioni di finanza strutturata e di M&A, da oltre 10 anni è segretario della Fondazione Arte Moderna e Contemporanea Crt. [Redazione]

Vittoria Matarrese direttrice della neonata Fondation Bally a Lugano. Vittoria Matarrese, direttrice della performance art del Palais de Tokyo, lascia il centro d'arte parigino per assumere la direzione della Bally Foundation in Svizzera. La Fondazione Bally, fondazione aziendale del marchio svizzero di abbigliamento di lusso, quest'anno compie una svolta ambiziosa aprendo uno spazio a Lugano, nella Svizzera italiana, in una villa situata sul lago. Il nuovo spazio aprirà nella primavera del 2023. [Redazione]

Per diventare curatori di Archivio dell’Autore Fotografo. Sono aperte le iscrizioni al corso per Curatore di Archivio dell’Autore Fotografo organizzato da AitArt-Associazione Italiana Archivi d’Artista, che si svolgerà in presenza a Milano e online sulla piattaforma Google Meet nelle tre giornate di venerdì 18 e 25 novembre e 2 dicembre, con il patrocinio di Rete Fotografia. Il corso approfondisce le caratteristiche e le necessità dell’archivio degli Autori Fotografi, prendendone in considerazione le complesse specificità e peculiarità del lavoro e dell’attività creativa, con il coinvolgimento di esperti e professionisti del settore. [Redazione]

Mostre che aprono
Michael Wang da Prada Rong Zhai a Shanghai. È stata inaugurata il 9 novembre a Shanghai la mostra «Lake Tai» di Michael Wang, al primo piano e nel giardino della sede di Prada Rong Zhai. Il progetto, presentato da Prada con il supporto di Fondazione Prada, è aperto al pubblico da oggi 10 novembre 2022 al 8 gennaio 2023. Wang (1981, Stati Uniti) utilizza come linguaggi artistici fenomeni globali quali il cambiamento climatico, la diffusione delle specie, la distribuzione delle risorse e gli scambi dell’economia mondiale. Per questo progetto l’artista crea una serie di lavori che esplorano l’eredità naturale e culturale della regione del Lago Tai e indagano la tradizione dell’arte paesaggistica cinese. [Redazione]

Vincenzo Castella all’Orto Botanico di Padova. L’Orto Botanico di Padova propone in una mostra nella sua sede, dall’11 novembre all’8 gennaio, la trasposizione di una sequenza di immagini fotografiche dal formato libro a quello espositivo. Le immagini sono quelle che Vincenzo Castella ha realizzato tra il 2020 e il 2021, raccolte ne Il libro di Padova, volume edito da Silvana Editoriale su commissione di Hermès Italie. Delle cento immagini del libro ne sono state scelte quaranta, che raffigurano scorci della città di Padova, in due soli formati: uno panoramico, stretto e lungo, usato in orizzontale e in verticale, con scatti ravvicinati e accostati tra loro, e uno quasi quadrato. [Redazione]

Mostre aperte
«Forever is Now» alle piramidi di Giza. Fino al 30 novembre le piramidi di Giza saranno lo scenario della seconda edizione di «Forever is Now», mostra d’arte contemporanea organizzata da Art d’Égypte, una piattaforma culturale egiziana che promuove l’arte contemporanea. Undici gli artisti internazionali invitati a riflettere sulla profonda influenza globale dell’antico Egitto attraverso installazioni site specific su larga scala: Ahmed Karaly (Egitto), eL Seed (Tunisia, Francia), Emilio Ferro (Italia), JR (Francia), Jwan Yosef (Siria, Svezia), Natalie Clark (Usa, Spagna), Mohammad Alfaraj (Arabia Saudita), Pascale Marthine Tayou (Camerun), SpY (Spagna), Therese Antoine (Egitto), Zeinab Alhashemi (Emirati Arabi Uniti). Attraverso un’esperienza immersiva la mostra invita a un confronto diretto tra le forme dell’arte contemporanea, le piramidi e la loro conversazione visiva. L’evento vede la collaborazione di Meta per una narrazione digitale delle opere attraverso filtri per la realtà aumentata disponibili esclusivamente su Instagram. [Graziella Melania Geraci]

Addii
Liliane Durand-Dessert. Nata nel 1944, Liliane Durand-Dessert, docente di letteratura all’Università di Nancy,  nei primi anni Settanta incontra Michel Durand, pubblicitario e appassionato d’arte, a casa di Bernard Rancillac.  Nel 1975 aprono la loro galleria parigina in rue de Montmorency, nel Marais, e organizzano la prima mostra di Gerhard Richter a Parigi. Nessuno dei suoi dipinti fu venduto. Galleristi eclettici, fuori moda, animati da un fine spirito d’avanguardia, i Durand-Dessert hanno continuato a difendere con ardore la creazione contemporanea, contribuendo a formare il gusto di un’intera generazione di collezionisti. Grandi estimatori dell’Arte povera, ne presenteranno le figure principali (Michelangelo Pistoletto, Giovanni Anselmo, Pino Pascali e Mario Merz), insieme a Piero Manzoni, Gérard Garouste, Bertrand Lavier, François Morellet... La loro galleria in rue de Lappe, vicino alla Bastiglia, aperta dal 1991 al 2004, ha visto passare tutta Parigi. Nel 2005 parte della loro collezione contemporanea è stata venduta da Sotheby’s. La coppia si è poi dedicata alle arti primitive acquisendo opere eccezionali, in particolare africane e poi asiatiche. La loro donazione di arte contemporanea al Musée d’Art Moderne et Contemporain de Saint-Étienne è stata di recente oggetto di una mostra e comprendeva anche un gruppo di pezzi precolombiani. «Liliane Durand-Dessert è stata una gallerista e collezionista visionaria. Per più di trent’anni lei e suo marito Michel non hanno mai smesso di difendere con convinzione i più grandi nomi dell’arte contemporanea. La loro generosità è stata pari alla loro curiosità: a inizio 2022 hanno donato al Centre Pompidou una sessantina di opere, gran parte delle quali firmate da Gérard Garouste», ricorda Xavier Rey, direttore del Musée National d’Art Moderne / Centre de Création Industrielle. [Stéphane Renault]

Lee Bontecou. L’8 novembre è morta all’età di 91 anni, nella sua casa in Florida, l’artista americana Lee Bontecou. Salita alla ribalta nel mondo dell’arte newyorkese degli anni Sessanta, dominato dagli uomini, Bontecou si fece notare per l’uso di materiali industriali e per un’estetica minacciosa ben lontana da ciò che all’epoca era considerato un ambito di azione femminile. È stata tra le prime artiste a essere rappresentate dal gallerista Leo Castelli (accanto a Rauschenberg, Warhol, Oldenburg e altri) e per un certo periodo è stata l’unica donna del gruppo. Negli anni Settanta, Bontecou abbandonò improvvisamente la scena artistica newyorkese, trasferendosi in una fattoria nelle campagne della Pennsylvania, dove ha continuato a lavorare ma smettendo di esporre per anni. [Wallace Ludel]

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