Giorno per giorno nell’arte | 1 settembre 2022

Il Museum of Islamic Art di Doha riaprirà il 5 ottobre | La National Portrait Gallery vuole acquistare un capolavoro di Reynolds | Si espande l’inchiesta del procuratore generale Laetitia James su Sotheby’s | 35 musei ucraini danneggiati o distrutti dall’inizio della guerra | Il Museo de Arte Ponce di Porto Rico espone al Metropolitan | La giornata in 12 notizie

Il Museum of Islamic Art a Doha. Cortesia The Museum of Islamic Art
Redazione |

Il Museum of Islamic Art (Mia) di Doha riaprirà il 5 ottobre a seguito della «riconfigurazione e riallestimento delle sue gallerie della collezione permanente», affermano i funzionari del museo in una nota. Il  Mia è chiuso da aprile 2021 e i recenti lavori al suo interno fanno parte di una grande sovvenzione alla cultura nel piccolo Stato petrolifero in vista della Coppa del Mondo di Calcio che vi si terrà a novembre. Le gallerie saranno organizzate secondo ampi temi storici e culturali, periodi e geografia ed esploreranno le «grandi tradizioni dell’artigianato islamico». Tra le principali attrazioni va menzionata l’ottocentesca Sala di Damasco, recentemente restaurata e risistemata in tre anni di lavori. Più di 1.000 oggetti verranno esposti per la prima volta, alcuni dei quali appena restaurati o acquistati. Nella prima galleria del secondo piano verrà allestita una selezione di alcuni dei manufatti più significativi del Mia, tra cui il cosiddetto Corano Blu del IX secolo, il Vaso Cavour (fine XIII secolo), la collana Varanasi (databile intorno al 1609), il manoscritto Ramayana per Hamida Banu Begum della fine del Cinquecento e l’arazzo Franchetti (1575 ca). [Gareth Harris]

La National Portrait Gallery di Londra progetta di raccogliere la somma di 50 milioni di sterline per acquistare il «Ritratto di Omai» di Joshua Reynolds
(realizzato intorno al 1776). Nel 2001 la Tate ha cercato invano di acquistare l’opera al prezzo di 5,5 milioni di sterline; ora è stata fissata la nuova valutazione di 50 milioni. Se l’acquisto va a buon fine, sarà l’opera più cara mai acquistata da un museo nel Regno Unito a pari merito con «Diana e Atteone» di Tiziano (1556-59), che era stato comprato nel 2009, anch’esso a 50 milioni di sterline, congiuntamente dalla National Gallery di Londra e dalla National Gallery of Scotland. Quello di Omai è probabilmente il più grande ritratto di uno dei migliori ritrattisti britannici. Raffigura il giovane tahitiano Mai (noto anche come Omai), uno dei primi visitatori polinesiani in Europa, che salpò per la Gran Bretagna con il capitano Cook nel 1774 dopo il primo viaggio dell’esploratore britannico. Omai tornò in Polinesia nel 1777, accompagnando Cook nel suo terzo viaggio, e probabilmente vi morì due anni dopo, all’età di circa 26 anni. [Martin Bailey]

Si espande l’inchiesta del procuratore generale di New York Laetitia James su Sotheby’s per evasione fiscale
. Già due anni fa il procuratore generale di New York Letitia James aveva messo gli occhi per la prima volta su Sotheby’s con il sospetto che la casa d’aste avesse aiutato i collezionisti di alto livello a evadere le tasse sulle vendite comunali e statali. Ora il suo ufficio sta intensificando l’offensiva. Due anni fa Sotheby’s era accusata di distribuire documenti di esenzione fiscale chiamati certificati di rivendita per aiutare i clienti d’élite a evadere le tasse. I certificati sarebbero destinati ad essere utilizzati dai mercanti che rivendono le opere ai collezionisti, non ad essere utilizzati dai collezionisti stessi. L’ufficio del procuratore generale chiede ora a Sotheby’s di consegnare i documenti relativi a più di 50 acquirenti a cui potrebbero essere stati forniti i documenti di evasione fiscale. «Milionari e miliardari non possono evadere le tasse mentre gli americani “normali” le pagano regolarmente», diceva James nel comunicato stampa del 2020 che annunciava la causa. «Sotheby’s ha violato la legge e ha derubato milioni di contribuenti di New York solo per aumentare le proprie vendite. Questa causa dovrebbe inviare un chiaro messaggio che non importa quanto uno sia ricco o che rapporti abbia con il potere: nessuno è al di sopra della legge». [Daniel Cassady]

35 musei ucraini danneggiati o distrutti dall’inizio della guerra. Nel corso della 26ma assemblea generale straordinaria, tenutasi dal 20 al 28 agosto, gli ucraini hanno fornito dati sulle distruzioni e sui danneggiamenti di siti culturali nel loro Paese dall’inizio del conflitto e hanno chiesto delle sanzioni contro Mosca. Sono 468 i siti culturali danneggiati o distrutti in Ucraina (sui 2mila che conta il Paese), dei quali 35 sono musei. [Redazione]

Il Museo de Arte Ponce di Porto Rico, che è stato chiuso da quando un terremoto di magnitudo 6,4 ha colpito il sud-ovest dell’isola nel gennaio 2020, ha siglato un accordo con il Metropolitan Museum of Art per esporre diversi capolavori della sua collezione a New York. I prestiti comprendono cinque dipinti di epoca vittoriana: «Giugno ardente» (1895) di Frederic Leighton; «La fuga di un eretico, 1559» (1857) di John Everett Millais, sul tema dell’inquisizione; e le tre scene che compongono la serie «Piccola rosa di rovo» di Edward Coley Burne-Jones (tutte tra il 1871 e il 1873). Le opere saranno esposte nelle gallerie di pittura e scultura europee del Met del XIX e dell’inizio del XX secolo dall’8 ottobre, fino al febbraio del 2024, insieme alle opere degli artisti nella collezione del museo. «Giugno ardente» di Leighton sarà affiancato all’opera dello stesso artista «Lachrymae» (1894-95), due degli ultimi dipinti a olio in grande formato che l’artista realizzò prima della sua morte nel 1896. Le opere furono esposte nello studio di Leighton nel 1895, ma non sono mai state esposte fianco a fianco da allora. [Gabriella Angeleti]

Addio a un capolavoro di Dalí: in Italia da 70 anni, è stato venduto all’asta e lascerà il nostro Paese. Il dittico «Coppia con le teste piene di nuvole» del pittore surrealista era custodito in una fondazione a Roma. Ora è stato venduto all’incanto dalla casa d’aste Bonhams per circa 9,4 milioni di euro. L’opera avrebbe potuto essere notificata dallo Stato italiano, ma in questo caso il Ministero per i Beni Culturali si è mosso in ritardo. [Redazione] 

Manutenzione alla Madonna dei Pellegrini di Caravaggio
. Dall’1 al 3 settembre, la Madonna dei Pellegrini di Caravaggio sarà sottoposta a spolveratura e analisi per monitorarne lo stato di conservazione. L’opera, collocata nella basilica di Sant’Agostino, è stata spostata dalla cappella Cavalletti e collocata nella navata della basilica, dove sarà possibile vedere i restauratori al lavoro secondo questi orari: giovedì ore 16-19.30; venerdì e sabato 7.15-12/16-19.30. [Arianna Antoniutti]

Il Labirinto della Masone di Fontanellato (Pr), l’ultima opera in ordine di tempo dell’editore Franco Maria Ricci (1937-2020), il 2, 9, 16 e 23 settembre propone aperture serali con performance annessa. Si tratta di «Aquanae», un’esecuzione artistica multimediale che lo scorso anno concorreva al bando «Blue - performance site specific» della Biennale di Venezia: prende le mosse dal mito delle anguane, creature leggendarie che con il loro canto attirano gli esseri umani per rapirli e in scena al Labirinto sono interpretate dalla musicista Sara Bertolucci e dall’attrice e cantante Valentina Donati. Il pubblico inoltre si imbatterà nel percorso tra i bambù della costruzione di Ricci anche nelle installazioni dell’architetto Alessia Zampini mentre per tutto settembre potrà anche visitare la mostra fotografica della argentina Mono Giraud (Buenos Aires, 1963) che ha anche disegnato i costumi della performance. [Stefano Luppi]

Il giorno in cui Dalí inventò una religione razzista. Josep Massot su «El País» ripercorre un episodio che provocò l’espulsione definitiva di Salvador Dalí dal gruppo surrealista. In una lettera inedita ad André Breton, datata 1935 e ritrovata da un ricercatore nell'archivio digitale dello scrittore francese,  Dalí aveva esposto i lineamenti di una nuova religione, da lui elaborata sin dagli anni Trenta: un credo sadomasochista, senza Dio, scientifico e con elementi hitleriani. Una «religione daliniana» di cui si trova un accenno nel Diario di un genio dell’artista catalano e in una sua conversazione con lo scrittore Alain Bosquet. I surrealisti non gli perdonarono l’ambiguità della sua posizione nei confronti del nazismo e nel 1939 lo estromisero dal gruppo. 

Buenos Aires, Il Macba di San Telmo compie 10 anni e pensa a ingrandirsi. Inaugurato il primo settembre 2012 nel quartiere di San Telmo con 50 opere della collezione di Aldo Rubino, uomo d’affari italo-argentino appassionato di Astrazione geometrica, il Museo de Arte Contemporáneo de Buenos Aires in un decennio ha decuplicato i lavori in mostra. Rubino, che attualmente vive a Parigi e annovera tra i consulenti l’ex direttore del Musée d’Orsay Serge Lemoine, prevede di ampliare a breve gli spazi del museo, aggiungendovi un quinto piano. Il 30% degli artisti presenti nel Macba è latinoamericano, il 70% straniero; la prima opera esposta da Rubino è stata «Avall» (1975) di Victor Vasarely, affiancata via via da lavori di, tra gli altri, Richard Anuszkiewicz, Carlos Cruz Diez, Max Bill, Peter Halley, Donald Judd, Vera Molnar, Claude Tousignant, Claude Viallat e Marta Minujín. [Clarín]

Mostre che aprono
«La fotografia significava esplorazione e scoperta. Volevamo mostrare ciò che nessun pennello poteva fare e infrangevamo tutte le regole. Anche i soggetti erano nuovi: carta strappata, foglie morte, pozzanghere… La gente pensava che fosse spazzatura! Ma andare contro le regole apriva le porte a nuove possibilità». Sono parole di Ilse Bing (1899-1998), di cui la Fundación Mapfre presenta la prima retrospettiva in Spagna. La mostra (1 settembre-31 gennaio) allestisce 200 immagini che ripercorrono una carriera iniziata nel 1929 come fotoreporter, fino ai primi anni ’60, quando Bing abbandona l’inseparabile Leica per dedicarsi a collage, opere astratte, disegni e poesie. Più che a una corrente specifica, i suoi lavori sono legati ai luoghi in cui visse: la sua città natale, Francoforte, la Parigi degli anni ’30 e la New York del dopoguerra, dove si esiliò nel 1941, dopo un anno in un campo di concentramento. Influenzata da Das Neue Sehen di Moholy-Nagy e dal Bauhaus, da Cartier-Bresson e Kertész, e dal Surrealismo di Man Ray, Bing rifuggiva da qualsiasi norma. «Siamo di fronte a uno sguardo e a una concezione della fotografia molto singolari, in cui modernità e innovazione formale vanno di pari passo con lo spirito umanistico e la coscienza sociale», commenta il curatore Juan Vicente Aliaga. [Roberta Bosco]

Addii

È morta il 30 agosto, a 92 anni di età, la storica dell’arte Eve Borsook. Canadese di nascita ma fiorentina d’adozione, Borsook era specializzata nello studio di affreschi e mosaici del Secondo Novecento. Laureatasi a New York con una tesi su Carlo Saraceni, continuò gli studi a Londra dove ottenne un dottorato di ricerca al Courtauld Institute. Nel 1952 giunse per la prima volta a Firenze, che divenne la sua città d’adozione per il resto della sua vita. A dare notizia della sua scomparsa è stata l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, che nel 1985 l’aveva eletta accademica corrispondente nella Classe di Storia dell’Arte.

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