Giorno per giorno nell’arte | 1 luglio 2022

A Londra moderno e contemporaneo deludono le aspettative | Cambogia, il furto d’arte più grande della storia | Postmasters, galleria itinerante a New York | Incrinati i pavimenti della Basilica di Santa Sofia | Maxi sequestro per il «falsario di Riccione» | Prima mostra fisica di Artscapy | La giornata in 18 notizie

Resti dell’Impero Khmer in Cambogia
Redazione |

Ha chiuso sotto le aspettative e con molti lotti invenduti l’asta londinese di arte moderna e contemporanea di Sotheby’s del 29 giugno. A salvare le apparenze è il ritratto di Freud di Bacon da 49 milioni di euro, insieme a Monet e garanzie ma, come osserva Giovannni Gasparini su «Il Sole 24 Ore»: «Quando il comunicato della casa d’asta si focalizza su un solo lavoro e si arrampica sugli specchi per trovare una storia positiva, tipo “secondo prezzo per un lavoro di quel tipo in sterline” significa che l’asta è andata talmente male che anche i migliori “spin doctor” non sanno più che pesci pigliare». Dei 79 lotti complessivi dei due cataloghi proposti ne sono stato venduti solo 61, per un totale di 149,2 milioni di sterline, ovvero da 20 a 70 milioni sotto la stima, come raccontato anche nel nostro approfondimento di ieri. Inoltre: «Quasi un terzo dei lotti aggiudicati erano protetti da garanzia, il che rende l’idea di come il mercato sia oramai “drogato” da questa pratica», aggiunge Gasparini. [Il Sole 24 Ore]

Maxisequestro di beni per il sessantenne noto come «falsario di Riccione», già al centro di vari processi in giro per l’Italia negli ultimi anni con accuse di ricettazione e contraffazione di opere d’arte di Guttuso, Pomodoro e Calzolari: falsi venduti come autentici con prezzi fino a 100mila euro ciascuno. Un’attività che ha fruttato all’uomo d’affari di origine pugliese, nonché gallerista conosciuto nel settore, un ingente patrimonio, per cui è ora scattata la misura patrimoniale. Il Tribunale di Bologna, ai sensi della normativa del «Codice Antimafia», ha disposto il sequestro di 4 società attive nel commercio di opere d’arte e nel campo immobiliare, numerosi rapporti finanziari, un immobile a uso civile, una galleria d’arte e due autovetture di pregio: tutti beni ubicati tra le province di Rimini, Bergamo e Treviso. [Il Resto del Carlino]

Dopo quasi un decennio di attività a Tribeca, Postmasters, galleria pioniera nella new media art fondata da Magda Sawon e Tamás Banovich nel 1984, tra le prime a occuparsi di arte digitale, chiuderà i battenti il prossimo mese per diventare uno spazio nomade. I fondatori hanno perso una battaglia legale con il loro padrone di casa per questioni di pagamento d’affitto. Lasceranno liberi gli spazi il 23 luglio, al termine della personale di Gracelee Lawrence: «Lo sforzo è di passare a un altro modo di fare affari e provare un modello più realistico per gallerie come la nostra che lavorano con materiale non facilmente collezionabile», spiegano i galleristi. Postmasters sarà una galleria itinerante in giro per New York a partire dal prossimo autunno; primo appuntamento una mostra monumentale del collettivo di scienziati-artisti BarabasiLAB e un progetto multimediale di Jen Catron e Paul Outlaw. I suoi fondatori continueranno anche a mantenere PostmastersBC, la piattaforma digitale Nft lanciata nel marzo 2021 e l’avamposto romano di Postmasters. [Claire Voon]

Lanciata recentemente con un lascito di 440 milioni di dollari della collezionista e mecenate Ruth DeYoung Kohler, scomparsa nel 2020, la Ruth Foundation for the Arts di Milwaukee distribuirà 1,25 milioni di dollari a un’ottantina di organizzazioni artistiche non profit, con singole donazioni comprese tra i 10mila e i 50mila dollari. I beneficiari sono associazioni statunitensi intestate ad artisti, tra cui Jaune Quick-to-See Smith, Nari Ward, Dyani White Hawk, Mel Chin e altri, e organizzazioni come il Baxter Street Camera Club a New York, Project Row Houses a Houston e il Rivers Institute a New Orleans. Kohler ha accumulato una collezione di arte vernacolare e installazioni ambientale per un totale di oltre 20mila opere, gran parte in mostra al John Michael Kohler Arts Center, un museo di 9.300 metri quadrati fondato a Sheboygan nel 1999. Ereditò la sua fortuna dallo zio industriale americano John Michael Kohler, fondatore dell’azienda di sanitari e cucine. [Gabriella Angeleti]

Da oltre dieci anni il Governo cambogiano collabora con la Procura federale di New York e con studiosi europei per fare luce su un’enorme rete internazionale di traffici di reperti archeologici sottratti illegalmente in Cambogia: «Probabilmente il furto d’arte più grosso della storia», spiega un consulente su «Bloomberg». Tra i sospettati all’origine di questo sistema ci sarebbe Douglas Latchford, un imprenditore britannico residente in Thailandia, morto nel 2020 a 88 anni prima di poter essere processato. Migliaia di oggetti d’arte, in particolare statue e manufatti dell’Impero Khmer, sono stati trafugati da vari siti archeologici nel secondo Novecento e, come spiega su «Bloomberg» Ashley Thompson: «Si sapeva che dietro c’era un uomo che viveva a Bangkok». Secondo uno studio di Tess Davis, presidente di un’organizzazione di Washington che si occupa della lotta contro il contrabbando nell’arte: «il 71% delle 377 opere di derivazione Khmer in asta da Sotheby’s nel 1988-2010 non avevano indicata alcuna provenienza e per la maggior parte delle altre erano spesso fornite informazioni frammentarie», riporta «Il Post». In base ad alcune email viste da «Bloomberg», Latchford aveva venduto opere trafugate fino al 2018. [Il Post]

Nel borgo di Collelongo affacciato sulla valle del Fucino tra i monti abruzzesi, in provincia dell’Aquila, dal primo luglio apre su appuntamento la Casa-Museo di Luciano Ventrone: l’abitazione e studio dagli alti soffitti e con una parete a vetro verso le montagne dove il pittore, nato a Roma nel 1942, ha vissuto e lavorato dal 1994 fino alla morte il 16 luglio 2021. Dopo aver attraversato più fasi, Ventrone si è affermato con nature morte ricostruite minuziosamente con una precisione e un nitore iperrealisti che gli valsero la stima tra altri di Federico Zeri. Istituita dalla Fondazione Luciano Ventrone e Miranda Gibilisco ETS (la vedova dell’artista), la Casa-Museo è un luogo di ricerca, divulgazione, scambi culturali con enti e, d’intesa con il Comune, intende contribuire alla vita culturale del paese. Per l’autunno 2022 è prevista la pubblicazione il catalogo generale delle opere di Ventrone, fondazioneventronegibilisco.org. [Stefano Miliani]

Si svolgerà dal 29 settembre al 2 ottobre con oltre 20 gallerie, musei, istituzioni e spazi non profit gestiti da artisti la prima edizione dell’Atlanta Art Week, fondata dalla consulente artistica Kendra Walker per unificare la scena artistica di Atlanta e spingerla nel mainstream dell’arte statunitense: «Non c’è abbastanza comunicazione, spero davvero che l’evento crei una certa coesione nella comunità, dice Walker. Qui abbiamo tante celebrità, ma non una cultura del collezionismo come a Los Angeles, Chicago o New York. Questo evento potrebbe aiutare a creare visibilità per le gallerie e le istituzioni ad Atlanta». Walker non è l’unica a vedere il potenziale che Atlanta ha di diventare un centro del mondo dell’arte nel sud degli Stati Uniti.  UTA Artist Space, la galleria d’arte contemporanea della centrale elettrica di Hollywood United Talent Agency (UTA), aprirà a gennaio 2023 una sede in città, l’intenzione è di sfruttare al meglio il crescente interesse per il collezionismo di star dello sport come Kevin Durant e James Whitner di cui Atlanta è molto popolata. [Daniel Cassady]

741 fotografi da 60 Paesi, oltre 800 progetti ricevuti per un totale di 11.899 foto. Sono i primi numeri della XII edizione del World Report Award|Documeting Humanity, il concorso indetto dal Festival della Fotografia Etica di Lodi, in programma dal 24 settembre al 23 ottobre. A selezioonare i 70 finalisti delle varie edizioni è stata la giuria composta da Chloe Coleman, photo editor del «The Washington Post», Gloria Crespo MacLennan, photeditor di «El Pais», Alberto Prina e Aldo Mendichi, coordinatori del Festival. I vincitori verranno decretati il 30 agosto. Il concorso si divide in 4 categorie con 10 finalisti ciascuna, Master, Spotlight, Short Story e Student, e una con 30 finalisti, Single Shot. «Cinque percorsi diversi, per narrazione e modalità espositiva, ma con lo stesso comune obiettivo: raccontare la società contemporanea e la sua complessità attraverso il potere della fotografia e la sensibilità dei migliori fotoreporter internazionali», spiegano gli organizzatori. [Redazione]

Nella seconda metà del XVI secolo, epoca di austerità morale, economica e politica, il nero diventa il nuovo oro: «gli uomini si trasformarono da “pavoni a pinguini”». Lo afferma lo storico dell’arte Timothy McCall in Brilliant. Corpi: la moda degli uomini cortigiani nell’Italia del primo Rinascimento. Il libro edito da Penn State University Press nel 2022 (240 pagine, 36 immagini a colori e 50 in. bianco e nero) analizza «Le ideologie aristocratiche della rappresentazione corporea, il modo in cui i “quattrocenteschi glitterati” o l’1% della popolazione rinascimentale usavano la moda per proiettare e consolidare il proprio peso politico. I signori italiani erano l’equivalente degli odierni fashionist e influencer, determinando che cosa e chi era dentro o fuori. Le varie famiglie si differenziavano per i sontuosi loghi ricamati e anche per i colori: «Gli uomini della Casa d’Este vestivano di verde, rosso e bianco, mentre alla Casa Sforzesca di Milano sotto Ludovico il Moro si prediligeva il morello (rosso scuro), che invocava il soprannome del duca». Esibendo stravaganza nel vestirsi il principe prendere le distanze anche visivamente dai sudditi. [Art in America]

Nel Qatar che sta per ospitare i mondiali di calcio, spiccano ardite architetture avveniristiche, sperimentazioni contemporanee e nuovi musei. Tra queswti il National Museum of Qatar, affacciato sul mare, la «rosa del deserto» voluta da Jean Nouvel «per raccontare i fasti di un Paese giovane che ha trasformato un popolo di pescatori di perle in protagonisti di fortunesche intemerate finanziarie sui mercati più blasonati dell’occidente», scrive Stefano Biolchini su “Il Sole 24 Ore”. Il suo book-shop, allestito da imprese e architetti italiane, vero diamante della corona, è un gioiello d’arditezze lignee, una caverna d’intagli degna dei fasti del più bel teatro farnesiano. Il raffinato ristorante Jiwan, situato al quarto piano in cima al museo, ha una terrazza con una splendida vista panoramica sulla baia di Doha. La cucina tradizionale qui è oggetto di rivisitazioni e sperimentazioni da manuale». Viene inoltre segnalato il Qatar Olympic and Sports Museum in centro città, presso il Khalifa International Stadium, con una assortimento incredibile di esposizioni interattive dedicate a ogni tipo di sport. [Il Sole 24 Ore]

Il 29 giugno due attivisti ambientalisti hanno messo in atto una protesta restando attaccati con le mani alla cornice del dipinto «Il mio cuore nelle Highland», un paesaggio del XIX secolo di Horatio McCulloch, conservato al primo piano della Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow. I due membri del gruppo Just Stop Oil hanno inoltre disegnato con la vernice a spray sulle pareti e sui pavimenti del museo il proprio logo. La loro richiesta, diretta al Governo, era di mettere fine alla nuova estrazione di petrolio e gas: hanno scelto il museo per sollecitare le istituzioni artistiche a unirsi a loro nella resistenza civile. La tela sembra essere illesa. Mentre venivano portati via dalla polizia, uno dei manifestanti ha affermato che «il mondo dell’arte è responsabile; ogni settore della nostra cultura lo è». [Gareth Harris]

Il Comune di Oristano prevedeva di abbattere 49 pini storici sul lungomare di Torre Grande, ritenuti dannosi per le case e i passanti. In difesa degli alberi i cittadini hanno costituito il comitato «Salviamo i pini di Torre Grande» a cui ha aderito l’artista Salvatore Garau istituendo il MACCAB, Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto per Bambini: «Per salvare i pini l’artista ha titolato 37 di essi, certificandoli come opera d’arte. Garau, che espone in diverse gallerie internazionali, è noto per le sue “sculture invisibili” in diverse piazze del mondo. La sua iniziativa artistica in difesa degli alberi di Torre Grande è iniziata con la collocazione di targhe sui pini-opere d’arte, ora identificati come “Danzante”; “Nessuno mi fa paura”; “Ernesto l'imbattibile”; “Educato e timido”; “Celibe” e altri titoli tra il serio e l’ironico tra cui “Elvis Presley” e “Fighetto”. Agli alberi reali si aggiunge un albero invisibile del quale figura solo la targa: “Sono immenso eppure non mi vedete”», si legge su la Repubblica.

La bizantina Basilica di Santa Sofia a Istanbul è stata danneggiata la scorsa settimana da pesanti attrezzature per la pulizia che ne hanno incrinato i pavimenti di marmo. Costruita dall’imperatore romano d’Oriente, Giustiniano I, tra il 532 e il 537, la basilica fu la più grande cattedrale cristiana del mondo fino a quando Costantinopoli fu conquistata dall’impero ottomano nel 1453 e venne trasformata in moschea, poi in museo dal leader turco Mustafa Kemal Ataturk nel 1935. È tra i più importanti siti religiosi e culturali del mondo, patrimonio Unesco dal 1985. Nel 2020 il governo turco ha deciso di riconvertire la struttura da museo a moschea, non senza polemiche locali e globali. Il Dipartimento per gli affari religiosi ha assunto il controllo di Santa Sofia dal Dipartimento delle Antichità del Ministero della Cultura. Tra i danni subiti in questo nuovissimo corso anche quelli relativi alla Porta Imperiale del VI secolo, detta Porta del Pentimento, utilizzata esclusivamente dall’imperatore, alta 7 metri e costruita secondo i bizantini con la quercia dell’Arca di Noè. [Artnews]

Analizzando brocche di vino di 1.500 anni fa sono emerse informazioni su come gli antichi romani conservassero il loro vino al sicuro e ricco di sapore, consumato da uomini e donne di ogni classe sociale, dagli imperatori agli schiavi. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica «Plos One», basato su brocche prelevate da un fondale marino a San Felice Circeo, guidato dalla chimica Louise Chassouant e condotto con metodi nel fiorente campo dell’archeobotanica (lo studio dei resti vegetali) ha rivelato gli elementi utilizzati nel processo di vinificazione e conservazione, quali derivati dell’uva venivano usati e come i popoli antichi i isolavano e impermeabilizzavano le brocche. Il materiale d’eccezione era il pino (importato dalla Calabria e dalla Sicilia) utilizzato per creare una sorta di catrame impermeabilizzante all’interno dei vasi e probabilmente utilizzato per aromatizzare l’uva in fermentazione. [Plos One

La polizia olandese ha rilasciato due uomini belgi arrestati poco dopo che quattro sospetti armati hanno fatto irruzione a TEFAF Maastricht martedì mattina e hanno distrutto una vetrina appartenente al commerciante di gioielli Symbolic e Chase, come scritto da Il Giornale dell’Arte. Gli uomini di 22 e 26 anni, detenuti durante la notte, sono stati scagionati da ogni accusa il 30 giugno. Condividendo la notizia del loro rilascio su Twitter, la polizia ha spiegato che la coppia «ha mostrato un comportamento così sospetto da giustificare il fermo». Finora non sono stati effettuati altri arresti in relazione alla rapina filmata da un visitatore e pubblicata su Twitter. Le autorità non hanno ancora confermato esattamente quali oggetti siano stati rubati e i colpevoli rimangono latitanti. [Redazione]

«Domenica 3 luglio il Museo Archeologico Nazionale di Taranto rimarrà chiuso per carenza di personale». È il messaggio laconico postato sul facebook dal MArTa, che in piena stagione turistica e nella prima domenica del mese (che dà accesso gratuito al museo), annuncia la decisione di chiudere per l’esaurirsi del turn over del personale ormai ridottissimo nei giorni festivi. È stata superata infatti la quota di lavoro nei giorni festivi prevista per legge, si paventa quindi anche l’ipotesi di successive chiusure per la carenza ormai atavica di organico, in attesa di nuovi inserimenti di operatori e assistenti, magari proprio quelli vincitori di concorso, ma non ancora collocati. La direttrice Eva Degl’Innocenti in seguito alle proteste dei lavoratori dell’8 giugno esprimeva la propria solidarietà e rispondeva in una nota: «Il Museo è un istituto periferico del Ministero della Cultura e non ha autonomia di indizione di concorsi per la cooptazione di personale». Che debba chiudersi così il mandato di Eva Degl’Innocenti, ora nuova responsabile dei musei comunali di Bologna? [Graziella Melania Geraci]

Mostre che aprono
È visibile nella Morrell House a Londra, dal 3 al 9 luglio 2022 «Observing the Human», la mostra di opere d’arte Nft organizzata da Artscapy, start up hi-tech di collezionisti per collezionisti, in collaborazione con il collettivo artistico sudcoreano Noonssup. È la prima mostra fisica di Artscapy e presenta Nft di cinque artisti coreani: Bongsu Park, Ga Ram Kim, Sejin Kim, Gihun Noh e Daniel Schine Lee caratterizzati da una forte sperimentazione artistica condotta con la tecnologia degli Nft. «Ogni opera d’arte include un componente Nft che offre l’accesso a un’esperienza o elementi correlati. Ad esempio, il “Dream Library Pass” di Bongsu Park offre l’accesso alla “Biblioteca dei sogni” digitale dell’artista, mentre Ga Ram Kim vende una serie di “Fantasy Boy Friend Pass” per l’accesso a una performance. Gli acquisti di tutte le opere d’arte Nft saranno abilitati da Artscapy.al» si legge su Artnet.

Debutta il 2 luglio, nella Villa Carlotta di Tremezzina e nello Spazio Circolo di Bellano, «La Scena dell’Arte» a cura di Velasco Vitali, primo progetto (prodotto da ArchiViVitali con Villa Carlotta) che unisce le due sponde del Lago di Como sotto il segno della cultura: quella occidentale, da sempre votata al migliore turismo internazionale e alla villeggiatura della nobiltà, e quella, non meno affascinante paesaggisticamente ma di tradizione manifatturiera, del versante lecchese. A Villa Carlotta va in scena «Il teatro segreto» di Ferdinando Bruni e Antonio Marras, un percorso in cui l’azione teatrale incontra le arti visive in una messinscena poetica con la quale i due protagonisti reinterpretano gli spazi della villa. A Bellano (pochi minuti di battello) la mostra «Straniamenti» riunisce i lavori di 20 autori molto diversi fra loro (Nicola Benois, Ferdinando Bruni, Aldo Carpi, Marcello Chiarenza, Gian Enrico Fercioni, Giosetta Fioroni, Barnaba Fornasetti, Claudia Losi, Armin Linke, Luigi Mainolfi, Antonio Marras, Francesca Montinaro, Mimmo Paladino, Pier Luigi Pizzi, Matteo Soltanto, Maria Spazzi, Emilio Tadini, Giovanni Testori, Paolo Ventura) scelti, come spiega Velasco Vitali, «per raccontare quanto l’arte figurativa contemporanea si nutra e allo stesso tempo contamini la scena teatrale». La mostra П il primo passo di un progetto che intende connettere con l’arte contemporanea i laghi di Como, Garda, Iseo, il Lago Maggiore e il Lago d’Orta. Fino al 6 novembre. [Ada Masoero]

S’inaugura il primo luglio a Cittadellarte Fondazione Pistoletto a Biella la mostra «Quattro pezzi (non tanto) facili», curata da Giorgio Verzotti in collaborazione con Woolbridge Gallery. Quattro giovani artisti, Filippo Berta, Massimo De Caria, Carlo e Fabio Ingrassia e Daniele Innamorato, propongono un confronto fra video, scultura, disegno e pittura. Massimo De Caria realizza sculture minimali in vetro, acqua, metalli, scaturite da reazioni chimiche. Daniele Innamorato dipinti gestuali e materici di grandi dimensioni. Filippo Berta il poetico video «Gente comune» con le foto, i disegni e le sculture a esso collegati. Carlo e Fabio Ingrassia propongono infine sculture e installazion minuziosi realizzate da disegni metaforici e profondi. [Redazione]

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