Giorno per giorno nell’arte | 1 giugno 2022

Antisemitismo e islamofobia a Kassel | Il Louvre parte civile nel caso Martinez | Costinaș e Guerrero direttori della Biennale di Sydney 2024 | Gao Jie denuncia il lockdown in Cina | 82 artisti alla Biennale di Berlino | Al via il giubileo della regina | A Firenze la prima cittadella delle arti | La giornata in 20 notizie

«Reigning Queens: Queen Elizabeth II of the United Kingdom» (1985) di Andy Warhol all’asta da Sotheby’s © Private Collection, Cortesia di Sotheby’s
Redazione |

Un attacco a sfondo politico ha preso di mira lo spazio espositivo di un gruppo di artisti palestinesi che partecipa a documenta 15 a Kassel. L’incidente è legato alla crescente polemica di antisemitismo che circonda la mostra quinquennale aperta dal 18 giugno al 25 settembre. La posizione pro palestinese del collettivo The Question of Funding e l’organizzazione palestinese Khalil Sakakini Cultural Center ha spinto l’Alleanza contro l’antisemitismo di Kassel a esprimersi contro la mostra per il coinvolgimento di attivisti e la violazione delle rigide leggi tedesche in materia di antisemitismo. Ma la situazione è peggiorata nonostante la volontà di una risoluzione pacifica da parte dei direttori artistici di Documenta, il collettivo di artisti indonesiani ruangrupa. Secondo una dichiarazione rilasciata oggi da documenta, infatti, il 27 e il 28 maggio lo spazio espositivo di Kassel di Question of Funding è stato vandalizzato con graffiti islamofobici contenenti «criptiche minacce di morte». Non è il primo incidente a sfondo razziale contro gli organizzatori di Documenta. Ad aprile, una serie di adesivi con la scritta «Libertà non Islam! Nessun compromesso con la barbarie! Combatti l’Islam in modo coerente!» e «Solidarietà con Israele» sono stati apposti nella RuruHaus, durante una mostra di ruangrupa. [Kabir Jhala]

Nuovi risvolti nella causa contro Jean-Luc Martinez, ex direttore del Louvre accusato di traffico d’arte di cui abbiamo dato ultima notizia nel Giorno per Giorno del 26 maggio. Il museo parigino ha infatti deciso di costituirsi parte civile. Tra i manufatti sotto esame un’antica testa in marmo egizio del valore di 35 milioni di euro. «Il Louvre desidera sottolineare il massimo, incrollabile e costante impegno dei suoi esperti scientifici nella lotta contro il traffico illecito di opere d’arte. Il lavoro svolto sia a livello nazionale che internazionale rimane una priorità per contrastare una criminalità sempre più attiva e sempre più organizzata». Il Louvre Abu Dhabi ha rifiutato di rilasciare commenti, anche se secondo il quotidiano francese «Libération», un audit interno ha rivelato difetti nella provenienza di alcune antichità egiziane. Il Metropolitan Museum ha rifiutato di commentare il destino degli oggetti in questione, tutti ritirati dal catalogo online. Un portavoce afferma che «i suoi dipendenti sono stati ingannati da questa cospirazione criminale e il museo è stato pienamente collaborativo durante questa indagine e continuerà ad esserlo». [Vincent Noce]

Gli organizzatori della Biennale di Sydney hanno nominato Cosmin Costinaș e Inti Guerrero direttori artistici della prossima edizione, che si svolgerà dal 9 marzo al 10 giugno 2024. Costinaș e Guerrero, entrambi residenti a Berlino, hanno diretto insieme, tra l’altro, la Biennale di Dakar nel 2018; «Soil and Stones, Souls and Songs», mostra itinerante a Manila, Hong Kong e Bangkok nel 2016-17; e «A Journal of the Plague Year», nel 2013 nel Para Site e nella Sheung Wan Civic Center Exhibition Hall di Hong Kong. Attualmente Costinaș è il curatore del Padiglione della Romania per la 59a Biennale di Venezia (2022) e Guerrero è tutor del programma di studi curatoriali presso la Royal Academy of Fine Arts-KASK, Gent. Per la 24ma Biennale di Sydney, le vivaci comunità australiane saranno al centro del loro pensiero e di un evento che vuole riaffermare l’urgenza del dialogo internazionale. «La nostra visione per la 24a Biennale di Sydney è quindi quella di creare uno spazio che esamini il passato e il presente attraverso molteplici linguaggi artistici, dai luoghi di lotta e resistenza alla gioia collettiva, celebrando e rispettando il luogo», hanno commentato. [Redazione]

A due settimane dall’apertura la Biennale di Berlino annuncia gli 82 artisti selezionati per l’edizione a cura dell’artista Kader Attia  intitolata «Still Present!», che s’inaugurerà l’11 giugno e proseguirà sino al 18 settembre in varie sedi berlinesi, tra cui l’Akademie der Künste, l’Hamburger Bahnhof, il KW Institute for Contemporary Art e il quartier generale della Stasi. La mostra è inserita in un calendario che vede più o meno in concomitanza anche l’apertura della fiera Art Basel (16-19 giugno) e di Documenta a Kassel (dal 18 giugno), convogliando, probabilmente, un importante flusso di pubblico «extra» a Berlino. Gli artisti italiani sono Antonio Recalcati, Enrico Baj, Roberto Crippa e Gianni Dova. Per l’elenco completo berlinbiennal.de [Redazione]

L’artista cinese Gao Jie documenta il lockdown di Shanghai, tra abusi sugli animali e infiniti test Covid, con una serie di disegni sul caos generato sulla vita quotidiana dalle restrizioni draconiane. Mentre la maggior parte degli artisti di Shanghai è diventata introspettiva durante il blocco che ha sospeso la città di 26 milioni di abitanti dal 1 aprile, Gao Jie documenta con disegni semplici ed espressivi assurdità quotidiane e umiliazioni, dall’infinito test dell’acido nucleico e dell’antigene alla corsa per il cibo, ai centri di quarantena non igienici, alle rimozioni di massa dei quartieri, alle violenze da parte delle forze dell’ordine in tute bianche, chiamate Dabai o Baymaxes. Video e fotografie di abusi diventano virali tra un pubblico rapito e prigioniero prima di essere per lo più censurati dai social media. «Lo shock di tutto il caos di oggi è molto più potente di qualsiasi opera d’arte, film o letteratura, afferma Gao. Affrontare il dolore immediato, con il pericolo quotidiano imminente di risultare positivi o di essere messi in quarantena per vicinanza o errore materiale, è diventato intrinseco all'’essere shanghainese e cinese». [Lisa Movius]

Al via il restauro degli imponenti affreschi dei condottieri Giovanni Acuto e Niccolò da Tolentino, realizzati dagli artisti rinascimentali Paolo Uccello e Andrea del Castagno e custoditi nel Duomo di Firenze. «Il restauro, spiega l’Opera di Santa Maria del Fiore, ha un carattere preventivo e conservativo: si interviene alla comparsa dei primi sintomi di degrado per evitare l'aggravarsi dei danni e la necessità di interventi invasivi e costosi. Gli affreschi sono in uno stato di conservazione abbastanza buono, ma essendo trascorsi 20 anni dal loro ultimo» restauro, la superficie pittorica è offuscata da una patina scura uniforme causata dell'accumulo di particellato acido prodotto dall'inquinamento e da polvere inerte». [Ansa]

Scoperte nella necropoli di Bubasti a Saqqara, a circa 30 chilometri a sud del Cairo, 150 statuette di bronzo di varie dimensioni raffiguranti una serie di divinità egizie, tra cui Anubi, Iside, Osiride, Bastet e Hathor, e 250 sarcofagi di legno colorato risalenti al Periodo tardo dell’Egitto, databili intorno al 500 a.C., contenenti mummie in buono stato di conservazione. L’annuncio è stato diramato con un comunicato pubblicato sul sito del del Ministero delle Antichità egiziano. [Redazione]

Questo fine settimana (fino al 10 giugno), mentre la regina Elisabetta II celebra il giubileo di platino, 70 anni di «servizio pubblico» che ne fanno la regnante più longeva della storia, Sotheby’s London si unirà ai festeggiamenti con una serie di conferenze e di mostre che culmineranno in un’asta di arte britannica con alcuni degli artisti preferiti di sua maestà, tra cui Thomas Gainsborough, John Constable, John Millais, Barbara Hepworth, Frank Auerbach, Banksy e LS Lowry. [artnet]

Il presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto, e la curatrice della 18. Mostra Internazionale di Architettura, Lesley Lokko, hanno annunciato oggi il titolo e il tema dell’edizione 2023, che si terrà dal 20 maggio al 26 novembre 2023 (pre-opening 18 e 19 maggio) ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi della città di Venezia. Intitolata «Il Laboratorio del Futuro». «La Biennale di Venezia è una sorta di laboratorio del futuro, un tempo e uno spazio in cui si pongono interrogativi sulla rilevanza della disciplina per questo mondo e per quello a venire. Oggi la parola “laboratorio” è più generalmente associata alla sperimentazione scientifica ed evoca immagini di un certo tipo di stanza o edificio. Ma l'analisi di Richard Sennett del termine "workshop" (qui inteso come bottega artigiana n.d.t), che ha la stessa radice etimologica di lavoro della parola "laboratorio", approfondisce in un’ottica differente il concetto di collaborazione»,ha dichiarato la direttrice artistica. [Redazione]

Nuove scoperte archeologiche a Bibione sono emerse durante i recenti scavi nella villa marittima del Mutteron dei Frati, svolti dall’Università di Ratisbona e di Padova. Le indagini nell’oasi naturalistica della Valgrande, un sito noto dal Settecento, hanno rivelato nuovi ambienti pertinenti alla villa di epoca romana e reperti che testimoniano le fruttuose attività economiche legate alle risorse del mare. [il mattino di Padova]

Rinnovate le cariche di cariche di Fima, Federazione Italiana Mercanti d’Arte, per il quinquennio 2022-27. Confermato alla presidenza Fabrizio Pedrazzini; vice presidenti Tommaso Tomasi (Vicario), Aldo Ajassa, Pietro Cantore, Alberto Fiorini; la Giunta Direttiva è composta da Armando Gasperetti, Lorenza Salamon, Enzo Savoia, Michele Subert, Stefano Tortorici e dal Past President Carlo Teardo. L’Assemblea ha eletto Marco Lombardo, Ruggero Longari e Paul Nicholls quali componenti il Collegio dei Probiviri, mentre il Collegio dei Revisori è formato da Silvestro Ippolito, Giuseppe Beretti e Gianluca Bocchi.Costituitasi nel 1958, la Fima è l’Organizzazione, aderente alla Confcommercio (dal 1960) che riunisce le Associazioni provinciali e regionali del mondo antiquario italiano. [Redazione]

Sette residenze per artisti nel cuore di Firenze, a pochi passi da Santa Maria Novella, collegate al museo Novecento. Una casa delle arti ispirata alla più grande Cittadella internazionale delle arti a Parigi dove i giovani creativi potranno vivere, ideare e scambiare esperienze a stretto contatto con la città. Le residenze saranno realizzate in via Palazzuolo, sul retro del museo, per un costo di 900mila euro, e si inseriscono nel progetto di rigenerazione e rilancio della zona. Il cantiere terminerà a febbraio. «Prima della pandemia, sottolinea il sindaco Dario Nardella, ho avuto occasione di visitare a Parigi la cittadella delle arti: una sorta di “condominio” di oltre 300 residenze dove passano ogni anno oltre 1000 artisti di tutte le discipline e di 90 Paesi coinvolti. Si tratta della più grande residenza per artisti nel mondo, con un programma culturale anche rivolto all’esterno. Un progetto davvero affascinante che ora ricreiamo in forma più ridotta anche a Firenze. E nostra intenzione è quella di ospitare anche artisti che usano i nuovi linguaggi digitali attraverso crypto art e Nft. Sarà il primo caso in Italia e tra i primi in Europa» [Redazione].

Nell’ambito della mostra a Todi (Pg), intitolata «The Todi Circle», in corso dal  4 al 10 giugno e dedicata al confronto tra fotografi, curatori, critici e galleristi, il giorno del finissage si inaugurerà a Palazzo dei Priori una Biblioteca della fotografia: «Conserverà maquettes e menabò di importanti pubblicazioni, schizzi d’artista, collage e tanto altro materiale per documentare come nasce e si sviluppa l’idea di un libro fotografico analizzando tutti i vari passaggi» (si legge nel comunicato). The Todi Circle è presieduta da Mario Santoro, fotografo. All’Aquila, intanto, è stata ricollocata nella sua nicchia e in una base antisismica nella Basilica di Collemaggio la Madonna con Bambino attribuita a Saturnino Gatti. Portata via dalla chiesa dal terremoto del 2009, la scultura era da tempo al Museo Munda. Il restauro è consistito nel rimuovere vernici e in stuccature. Stefano Miliani]

Sarà messa in vendita, quasi certamente all’asta, Villa Giuseppe Verdi a Sant’Agata di Villanova, nel Piacentino. Dopo un’estenuante altalena di schermaglie giudiziarie, dissapori e carte bollate i 4 eredi Carrara Verdi non si accordano. L’ufficialità arriverà con l’ordinanza emessa dal Tribunale di Parma e lo Stato avrà diritto di prelazione. Già oggi, molto parzialmente, è museo visitabile, inoltre prosegue il contenzioso tra la famiglia e lo Stato per un baule pieno di manoscritti di Verdi (in via temporanea depositato all’Archivio Stato Parma). [Alessandro Martini]

Mostre che aprono
Al British Museum viene mostrata dal primo giugno una collezione di antichità ucraine sequestrata nel Regno Unito. I gioielli altomedievali, intercettati per posta lo scorso anno, sono stati acquisiti ed esportati illegalmente dall’Ucraina. Il bottino sarà esposto a Londra fino a quando non potrà essere restituito in sicurezza a Kiev. Tra le 86 antichità in metallo recuperate: croci pendenti, dell’XI-XIV secolo, copie locali di prototipi bizantini, pendenti a disco con una croce di epoca simile, anelli per le dita, alcuni altomedievali, la maggior parte posteriori. Hartwig Fischer, direttore del British Museum, utilizzerà l’inaugurazione per parlare dell’invasione dell’Ucraina: «La cultura è fragile, ma preziosa. Esprimiamo la nostra più profonda solidarietà ai nostri colleghi nei musei e a tutte le vittime di questo conflitto, intrappolate o sfollate, in Ucraina e oltre. Stiamo lavorando insieme ad altre organizzazioni per fornire aiuto e supporto ai musei in Ucraina». [Martin Bailey]

Si svolge sabato 4 e domenica 5 giugno a Torino, al Padiglione 3 di Torino Esposizioni al Parco del Valentino, la XVI edizione dello Share Festival, il primo e unico festival italiano dedicato al rapporto tra arte e tecnologia, fondato nel 2003 da Chiara Garibaldi sulla scia dell’Ars Electronica di Linz. Composto da un premio e una mostra collettiva, è diretto da Bruce Sterling e s’intitola «Searchlight». Esposte opere digitali, ologrammi e installazioni interattive. [Redazione]

È esposto dal primo giugno al 6 novembre nel monastero di Bosco ai Frati a Firenze il «Trittico» di Nicolas Froment, raffigurante le «Storie di Lazzaro, Marta e Maria» (1461). L’opera era stato commissionata dal vescovo Francesco Coppini (Prato 1402 - Roma 1464) nel corso delle sue missioni diplomatiche all’estero. L’opera di Froment desta subito l’interesse di Cosimo il Vecchio de’Medici Pater Patriae, che decide in seguito di donarla ai frati francescani di Bosco ai Frati, dove il dipinto rimane fino alla soppressione del convento, in epoca napoleonica, per arrivare poi agli Uffizi nel 1841. Nel «Trittico» è chiara l’influenza della pittura fiamminga nelle fisionomie molto accentuate, ma anche nella minuzia descrittiva delle vesti, degli oggetti o di dettagli curiosi (la mosca sulla tavola apparecchiata) e anche i paesaggi sullo sfondo rimandano al mondo delle corti nordeuropee del XV secolo. Come ha spiegato il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, il «Trittico», studiato da Daniela Parenti alcuni anni fa ed esposto dopo il restauro finanziato dagli «Amici degli Uffizi», si trova ora nei depositi delle Galleria degli Uffizi in attesa che siano pronte le nuove sale del Rinascimento d’Oltralpe (del quale il museo è molto ricco), la cui inaugurazione è prevista nel 2023. [Laura Lombardi]

Apre il 2 giugno alla Mo­le Vanvi­telliana di Ancona «Guido Harari. Remain in Light», mostra antologica a cura di Denis Curti che attraversa i cinquant’anni di carriera del fotografo e critico musicale (1952).  Fino al 9 ottobre trecento scatti raccontano una figura eclettica capace di coinvolgere nella sua attività ritratto, editoria, pubblicità, moda e reportage. Prima che l’otturatore scatti, l’artista invita i soggetti ritrattati a «restare in luce» al fine di condensare in un istante il segreto di leggendarie personalità del suo tempo, da Fabrizio De André a Rita Levi Montalcini. La voce narrante di Harari guida i visitatori nelle otto sezioni presentate a partire dagli anni Settanta, quando musica e fotografia si stringono in un binomio inscindibile, e, parimenti, nel cuore del processo creativo, coadiuvato dalle videointerviste che SkyArte propone nel documentario a lui dedicato. Al termine del percorso espositivo sarà possibile farsi ritrarre dallo stesso Harari e ricevere una stampa Fine Art (30x42 cm) firmata dall’autore. I ritratti confluiranno poi nel percorso espositivo: una «mise en abyme» che consentirà alla mostra di autoalimentarsi. [Mariaelena Floriani]

Dal 2 giugno al 30 settembre i Musei Civici di Pavia, nella sede del Castello Visconteo, rendono omaggio a Roberto Poggi (1924-2020), ebanista e imprenditore pavese considerato tra i padri fondatori dell’industria dell’arredo moderno, con la mostra «Il mondo di Poggi - L’officina del design e delle arti», a cura di Roberto Dulio, Fabio Marino e Stefano Andrea Poli in collaborazione con fabbricapoggi. La falegnameria pavese Poggi, fondata da Carlo negli anni Trenta e condotta dai figli Ezio e Roberto fino alla chiusura dell’attività nel 2010, ha legato il proprio nome a quello di importanti architetti e designer come Franco Albini, Franca Helg, Vico Magistretti, Afra e Tobia Scarpa, Marco Zanuso, Umberto Riva, Renzo Piano, Ugo La Pietra, Corrado Levi e Laura Petrazzini. Fondamentale sarà soprattutto l’incontro nel 1950 con Franco Albini, dal quale nasceranno caposaldi del design italiano come la poltroncina Luisa, premio Compasso d’Oro nel 1955, il Tavolo Cavalletto TL2 (1950-53), il Tavolino Cicognino (1953), la Libreria LB7 (1956) e la Sdraio a dondolo PS16 (1959). In mostra saranno esposti disegni, fotografie d’epoca, prototipi e arredi, oltre a un recente documentario diretto da Valeria Parisi nel quale lo stesso Roberto Poggi ripercorrere la sua storia. Il volume Il mondo di Poggi - L’officina del design e delle arti (Electa, Milano 2019), prima monografia dedicata alla produzione di Poggi, accompagna la mostra non solo come catalogo, ma come un più ampio sguardo sull’attività della manifattura. [Carla Cerutti]

Addii
Il miliardario manager, collezionista e filantropo Fayez Sarofin è morto sabato nella sua casa di Houston all’età di 93 anni. Sarofim ha acquisito pezzi di Edward Hopper, Willem de Kooning, El Greco e molti altri. I suoi atti di beneficenza includono, tra l’altro, una donazione di 75 milioni di dollari al Museum of Fine Art di Houston  per la sua recente espansione. [Forbes]

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