Gemona è terra di sport e di musei

Mariella Rossi |  | Gemona del Friuli (UD)

Il quarantennale del terremoto è l’occasione per soffermarsi sulla produzione artistica della città friulana precedente al sisma e sul patrimonio risparmiato dalla calamità, come l’enorme trecentesca statua di San Cristoforo di Griglio da Gemona sulla facciata del Duomo, una delle più interessanti opere medievali in pietra della regione. Ma non vanno dimenticate le opere salvate, cui è legata l’istituzione del Museo Civico di Gemona. Tra queste, la pala di sant’Anna attribuita a un artista salisburghese, la «Sacra Famiglia» (1505-06) di Pellegrino da San Daniele, nonché la più importante opera rinascimentale di Gemona: il soffitto a lacunari di Pomponio Amalteo del 1533 (del quale sono state recuperate 36 delle 42 tavole originarie dalla chiesa distrutta di San Giovanni Battista), esposto fino al 3 luglio a Villa Manin.

La volontà di creare il museo, però, risale a molto prima e cioè al periodo compreso
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