Da una coppa del Tardo Minoico a una brocca anni ’50

Al Mic di Faenza 200 ceramiche legate al tema del bere in un arco cronologico di oltre 3 millenni

Oinochoe e skyphos a figure rosse con Teseo che insegue una donna e con satiro e menade negli opposti lati, dalle Necropoli di Spina, produzione attica (460-450 a.C.)
Stefano Luppi |  | Faenza

«Gioie di ber», quattro sezioni e 200 ceramiche legate all’azione del bere dall’antichità a oggi. Visitabile fino al 30 aprile nel Museo internazionale delle ceramiche in Faenza (MIC) diretto da Claudia Casali.

Curata da Valentina Mazzotti, la mostra spazia da una coppa del Tardo Minoico dipinta con bande e spirali a oinochoe (antiche brocche greche) e skyphos (vasi greci a forma di tronco di cono rovesciato) «a figure rosse» di produzione attica del 460-450 a.C., a un calice decorato a rilievo di ambito aretino in età augustea (fine I secolo a.C. - inizio I secolo d.C.), a boccali e tazze trecentesche, al design.

L’oggetto al centro della mostra è il boccale, derivato dall’oinochoe e deputato a mescere e distribuire liquidi, pratica cui nel corso del Medioevo e del Rinascimento si legano caratteristiche morfologiche, «spesso peculiari ai vari ambiti territoriali», spiega la curatrice.

Le ceramiche dal Medioevo al XVIII secolo mostrano la predominanza morfologica del boccale, insieme al versatoio che registra nel corso dei secoli varianti formali e decorative. Una maggiore articolazione di fogge si ha in epoca manierista e barocca, come documenta il focus tematico dedicato alle coppe «a inganno» e ad altri curiosi oggetti da tavola.

Esposti anche svariati esemplari di ceramiche d’uso popolare e quotidiano del XVIII-XX secolo, anfore, boccali, brocche, fiasche e borracce che testimoniano la vita conviviale di una società umile, contadina. «La mostra, aggiunge la curatrice, analizza le forme ceramiche del bere dal mondo greco, etrusco e romano al design contemporaneo, ponendo al centro dell’attenzione la convivialità della tavola e l’utilizzo delle ceramiche da vino e da acqua in vari contesti sociali ed epoche».

Chiude il percorso un focus dedicato alla Manifattura Bitossi di Montelupo Fiorentino (Fi) nel centenario della sua fondazione. A ciò si aggiungono pezzi realizzati da Tullio Mazzotti, Antonia Campi, Elena Salmistraro. L’appuntamento, realizzato con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Faenza, Caviro e Camera di Commercio di Ravenna, vede la collaborazione di Giuseppe Sassatelli, Andrea Gaucci e Anna Gamberini.

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