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La Germania studia una legge per restituire il bottino d'arte dei nazisti

Dopo il caso Gurlitt il Governo del Land bavarese propone che venga abolito il termine di trent'anni per rivendicare la proprietà di opere trafugate durante il Terzo Reich

Max Liebermann, «Reiter am Strand», 1901, uno dei dipinti rinvenuti nell'abitazione monacense di Cornelius Gurlitt

Monaco di Baviera. È allo studio in Germania una legge che faciliti la restituzione delle opere d’arte trafugate agli ebrei durante il nazismo. Lo ha annunciato la Baviera dopo il ritrovamento del tesoro di Hildebrand Gurlitt nell'abitazione del figlio Cornelius a Monaco: oltre 1.400 opere tornate alla luce, tra cui centinaia di capolavori di «arte degenerata», da Picasso a Chagall, venduti a poco prezzo al collezionista nel 1940 dall’allora ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels. Il Governo regionale del Land bavarese ha proposto che venga abolita la prescrizione, l’intervallo di 30 anni trascorsi i quali è vietato contestare la proprietà di un’opera d’arte.
Il testo di legge, che sarà esaminato dal Bundesrat il prossimo 14 febbraio, vuole impedire a coloro che possiedono dipinti rubati durante il Terzo Reich di continuare a invocare la prescrizione per non restituire il bottino. Ci sono tuttavia dei limiti: l’abolizione sarà concessa solo in casi specifici e, comunque, ha spiegato il ministro bavarese della Giustizia Winfried Bausback, «solamente se chi possiede l’opera sia considerato in malafede, ossia al corrente della provenienza esatta della stessa, oppure venutone a conoscenza al momento dell’acquisto».
Secondo Bausback questo eviterebbe che i detentori di tesori trafugati sotto il regime di Hitler possano appellarsi alla prescrizione nonostante gli aventi diritto abbiano fornito tutte le prove necessarie a documentare che quelle opere in passato appartenessero ai loro antenati e completato l’iter burocratico per la restituzione.
L’origine di 977 tra i dipinti della collezione Gurlitt, scoperta nel 2012 ma resa pubblica nel novembre scorso, deve ancora essere chiarita. Molti di questi furono trafugati dai nazisti nei musei tedeschi perché considerati «degenerati» e altri ancora potrebbero essere stati sequestrati alle vittime delle spoliazioni. La Germania ha messo online centinaia di foto per cercare di individuare potenziali beneficiari. L’abolizione della prescrizione è stata chiesta ufficialmente dal presidente del World Jewish Congress Ronald Lauder, secondo il quale il ritrovamento Gurlitt non è che «la punta dell’iceberg» dei saccheggi perpetuati dagli uomini di Hitler.

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