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Reggio Calabria sotto vuoto spinto

Reggio Calabria. Un esperimento di purismo espositivo «spinto», in un involucro delle cui originarie geometrie piacentiniane il restauro ha esaltato la tendenza al partito metafisico. A questo potrebbero far pensare i 3.300 metri quadrati espositivi ancora vuoti del Museo della Magna Grecia, vivificati solo dai Bronzi e da qualche altro selezionato capolavoro della collezione archeologica. Uno scenario destinato a protrarsi per un altro anno, allontanando oltre ogni pronostico la riapertura integrale.
Il Consiglio di Stato, infatti, il 4 marzo scorso ha concesso la sospensiva richiesta dal consorzio Research, che aveva fatto ricorso al Tar di Catanzaro (dal quale era stata respinta) contestando l’esito della gara per l’allestimento e l’impiantistica (cfr. lo scorso numero, p. 8). La decisione di merito rimbalza, dunque, di nuovo al Tar, a luglio. Se il risultato della gara sarà confermato, i lavori, della durata di 5 mesi, partiranno dopo l’estate per terminare non prima dell’inizio del 2015. Sempre che non ci sia un nuovo ricorso al Consiglio di Stato. Tutto questo mentre il governatore Giuseppe Scopelliti sigla un accordo con Alitalia che prevede tariffe scontate per i viaggiatori che andranno al museo e la personalizzazione della fusoliera di due aeromobili con l’immagine dei Bronzi.

Giusto per rimpolpare le ragioni di una visita, allora, si aprono le porte a due mostre, quella dedicata a Giuseppe Verdi, proveniente dal Vittoriano, conclusasi al 27 aprile, e quella permanente, d’arte contemporanea («Nostos il ritorno»), con dipinti donati da una ventina di artisti, tra cui Adami, Barla, England, González, La Pietra, Mendini, Fei o Zhong. E anche per dotare il museo di ulteriori spazi per esposizioni temporanee era stato pensato il progetto di ampliamento, contro cui s’erano sollevate le associazioni cittadine fino a farne revocare il bando per l’esecutivo, e che, alla fine, non è stato inserito nella seconda fase del Poin, né tra gli interventi in programma, né tra quelli ammissibili fuori programmazione.

Il finanziamento da 10,5 milioni di euro, «sospeso», potrebbe, però, non essere ancora perduto del tutto. Ci spera il direttore regionale Francesco Prosperetti, i cui uffici tecnici stanno lavorando alla revisione del progetto bocciato, e non ricominciando daccapo la progettazione, come vorrebbero invece le associazioni (cfr. n. 337, dic. ’13, p. 4): si sta, in particolare, recuperando la proposta dell’ampliamento ipogeo, accantonando, per il momento, l’ipotesi
di creare un unico grande spazio urbano (museo e piazza De Nava) non carrabile, contro cui si sono espresse le associazioni. Per Prosperetti «non è pensabile mantenere ancora il traffico veicolare, compresi i pullman, davanti al museo». Ma nemmeno montagne di spazzatura. In città, infatti, è emergenza sanitaria da mesi e quegli stessi turisti che si incentivano in massa, oggi devono superare barriere di rifiuti per accedere agli alberghi.

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Silvia Mazza , da Il Giornale dell'Arte numero 342, maggio 2014


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