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Gurlitt: le piste portano a Salisburgo o Linz

Vienna. Quando nell’autunno scorso venne reso noto il ritrovamento della collezione di Hildebrand Gurlitt nell’abitazione del figlio Cornelius a Monaco di Baviera (cfr. n. 337, dic. ’13, p. 1), in Austria si rispolverarono antiche memorie. Benché tedeschi, i Gurlitt ebbero infatti intensi rapporti con la «Marca orientale», in particolare con le città di Linz e Salisburgo. Nel capoluogo dell’Alta Austria, destinato a ospitare il Museo del Führer, si era stabilito il cugino di Hildebrand, Wolfgang. Dal 1943 i due erano stati del resto emissari diretti di Hitler per il rastrellamento delle opere destinate al futuro museo e, anche dopo la guerra, Wolfgang continuò a giocare un ruolo di primo piano nella vita culturale di Linz, aiutando la fondazione di quello che sarebbe diventato il Museo Lentos. Alla periferia di Salisburgo invece (come emerso dopo il ritrovamento delle 1.400 opere, che Hildebrand aveva detto fossero bruciate nel bombardamento di Dresda del 13 febbraio 1945) i Gurlitt possedevano una casa (nella foto), ma, avevano assicurato i vicini, l’attempato Cornelius non si vedeva da tempo e il piccolo, modesto edificio pareva abbandonato a se stesso.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Flavia Foradini , da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014


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