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Musei

Mosca

Al Ministero non piace (più) il progetto Foster

Il nuovo Museo Puskin deve evitare «rischi architettonici» ai monumenti adiacenti. E Irina Antonova bisticcia con l’Ermitage

Vladimir Putin e la direttrice del Puskin Irina Antonova analizzano il progetto di ampliamento e razionalizzazione del 2011, oggi contestato. Si dovrà tornare allo studio britannico di Sir Norman Foster per ulteriori modifiche?

Mosca. Uno dei progetti di espansione museale più ambiziosi e imponenti di tutta la Russia rischia di arenarsi a seguito delle dichiarazioni del viceministro alla Cultura Grigory Pirumov che, nei piani di sviluppo del Museo Puskin proposti da Foster and Partners, intravede una minaccia architettonica per i monumenti dell’area. «Il progetto iniziale deve essere rivisto, ha dichiarato a fine marzo. Il problema non riguarda la struttura a “cinquefoil” (quella dell’edificio riservato alle mostre temporanee, in pianta a forma di grande fiore a cinque petali, Ndr), ma piuttosto sulla scelta del sito dove costruirla, dove sorgono monumenti protetti». Medvedev e Putin, in questi anni di alternanza al Governo, hanno sempre sostenuto la modernizzazione del museo, che contiene la più grande collezione moscovita di arte europea, facendone un simbolo della rinascita culturale del Paese. «Cuore dell’ampliamento sarà il controverso edificio per le mostre», afferma Irina Antonova, mitica direttrice del museo (cfr. n. 318, mar. ’12, p. 1). Lo «stile moderno» del progetto già in passato ha suscitato riserve: nel 2011, Putin si disse preoccupato per il Cremlino e la Cattedrale di Cristo Salvatore che sorgono nelle vicinanze. E l’Archnadzor, un movimento civico impeganto nella salvaguardia del patrimonio architettonico, è stato sin dall’inizio tra i detrattori del progetto.
L’idea di Foster è di collegare le diverse parti del complesso con coperture in vetro, collegamenti sotterranei e vie pedonali. In previsione c’è anche il restauro del «neoclassico» edificio principale, progetto di Roman Klein del 1912. A coadiuvare lo studio londinese è un architetto moscovita, Sergei Tkachenko. La novantunenne Antonova, direttrice del Puskin dal 1961, ha replicato alle critiche del Ministero: «Non posso rispondere con un sì o con un no, ma è una situazione emblematica dell’approccio rispetto alla costruzione dei musei in Russia, e a Mosca in particolare». Per Aleksandra Stepina, vicedirettrice del museo, «il progetto deve andare avanti come deciso. Foster ci ha proposto varie alternative, ma quella del “cinquefoil” è quella che ci è piaciuta di più, e non solo a noi». Pirumov, dal canto suo, ribadisce che «se Foster fosse d’accordo, l’incarico di modificare i piani verrebbe riaffidato al suo studio». Ha poi annunciato che il completamento dell’opera potrebbe slittare di due anni, oltre il previsto 2018. Nessun commento per ora da Foster. Intanto la Antonova s’è scontrata con Michail Piotrovskij, direttore dell’Ermitage, riguardo all’ipotesi di riaprire il Museo statale della Nuova Arte occidentale, le cui collezioni (tra cui quelle Schukin e Morozov) sono dal 1948 divise tra i due musei: «Assolutamente no», ha detto Piotrovskij. 


Sophia Kishkovsky, da Il Giornale dell'Arte numero 332, giugno 2013



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