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Napoli, inaugurata la Stazione Toledo della Metropolitana dell’Arte

E subito richiusa: i viaggiatori dovranno aspettare fino a giugno

La Stazione Toledo della metropolitana di Napoli è progettata da Oscar Tusquets Blanca

Napoli. Per la seconda giornata di regate dell’America’s Cup è stata inaugurata la Stazione Toledo della Linea 1 della Metropolitana di Napoli, meglio nota come la «Metropolitana dell’Arte», da quel progetto, tuttora curato da Achille Bonito Oliva, che sin dall'origine ha inteso cogliere nell’occasione di realizzazione architettonica un momento di dialogo con le opere d’arte, concepite non più come mero arredo decorativo, ma come parte integrante della stessa riflessione progettuale.
Dopo il primo segmento di stazioni collinari, che da piazza Dante portano ai Colli Aminei, firmate da prestigiosi architetti per l’avvio al «museo obbligatorio», di cui fa parte anche la più dimessa linea 6 che collega il quartiere di Fuorigrotta a Mergellina, l’attenzione ora è rivolta al centro storico, in particolare ai luoghi nevralgici della stratificazione urbanistica della città.
Qui, dopo l’apertura nel marzo 2011 della stazione Università, realizzata da Karim Rashid, l’architetto catalano Oscar Tusquets Blanca ha firmato il progetto della Stazione Toledo, ispirato ai temi della luce e del mare, attraverso l’uso di materiali e di colori della città: il nero della terra, il giallo del tufo e il celeste della falda acquifera e del mare rivendicano una evidente «napoletanità» di riferimento anche per le suggestioni del segno architettonico e delle opere che essa contiene.
Un ampio pannello musivo di William Kentridge con figure dell’iconografia napoletana e della mitologia classica accoglie il viaggiatore/visitatore, che, percorrendo una discesa di circa 50 metri, inciamperà poi nella tematica sociale di Achille Cevoli, che ripropone il lavoro operaio in galleria, e negli poetici interventi di Bob Wilson, autore dei lightbox con pannelli lenticolari che riproducono il movimento delle onde del mare, per abbandonarsi infine al gioco di luci realizzato dallo stesso autore in uno dei tronchi di cono a sezione esagonale che consentono alla luce naturale di penetrare in profondità e che costituiscono parte dell’arredo urbano in superficie. Il corridoio non ancora inaugurato, che condurrà alla II uscita Montecalvario, sarà poi attraversato da lavori di Oliviero Toscani e Shirin Neshat.
Immancabili le testimonianze del passato riaffiorate nel corso dei lavori di scavo, tra cui il primo suolo arato del Paleolitico (il cui calco è conservato al Museo Archeologico) e le mura di epoca aragonese, restaurate e visibili nel percorso per accedere ai treni.
Ma l’inaugurazione oggi era solo per le autorità, un ristrettissimo gruppo di addetti ai lavori e la stampa: di tutto questo infatti ancora nessuno ne può godere (da spettatore) e fruire (da viaggiatore), perché la stazione diverrà «servizio» e non più solo «vetrina» a partire dal prossimo giugno. Così ufficialmente.

Olga Scotto di Vettimo, edizione online, 12 aprile 2012


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