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Antiquari

Nel deposito Wildenstein anche opere della razzia bellica

Alla metà di aprile l’antiquario Guy Wildenstein è stato convocato a Parigi per rispondere alle domande degli inquirenti che indagano su una vicenda di opere d’arte «scomparse o rubate», sequestrate lo scorso gennaio in una perquisizione nella sede parigina del Wildenstein Institute (cfr. n. 307, mar. ’11, p. 68). Alcune di queste opere sono reclamate da discendenti di famiglie ebree i cui beni furono razziati dai nazisti, altre da eredi che fanno risalire la sparizione dei loro tesori al momento della liquidazione dei patrimoni familiari. Voci che gettano una luce sgradevole sulla famiglia Wildenstein, una dinastia di antiquari francesi ebrei il cui nome da cinque generazioni è uno dei più potenti del mercato dell’arte.

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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

da Il Giornale dell'Arte numero 310, giugno 2011


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