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Parigi, sequestrate 30 opere al Wildenstein Institute

Erano «scomparse o rubate». L'intervento della polizia in seguito alla denuncia dell’avvocato della vedova di Daniel Wildenstein, in causa da anni contro i figliastri

Parigi. In una perquisizione condotta l’11 e 12 gennaio dai poliziotti dell’Office Central pour la Lutte contre le Trafic de Biens Culturels, ma di cui si è ha avuta notizia solo ieri, nella sede del Wildenstein Institute in rue de la Boétie, i militari hanno sequestrato una trentina di opere d’arte «scomparse o rubate». Tra gli oggetti sequestrati, diversi portano la firma della pittrice impressionista Berthe Morisot (tra cui un dipinto ad olio stimato intorno agli 800mila euro, scomparso da circa vent’anni). Uno dei coeredi dell’ultima proprietaria registrata di questa tela, Yves Rouart, aveva sporto querela contro ignoti per «ricettazione». Tra le altre opere sequestrate figurano bronzi di Rembrandt Bugatti e disegni di Edgar Degas. Nel 1993 Guy Wildenstein, mercante e figlio del celebre antiquario e collezionista Daniel, si era occupato della successione di Anne-Marie Rouart, una dei proprietari di queste opere; ora, a rincarare la dose, interviene anche l’avvocato Claude Dumont-Beghi, legale della vedova di Daniel Wildenstein, impegnata da anni in una causa legale contro i figliastri. «Sin dall’inizio di questo affare, sostengo che vi sia stata della ricettazione, ha dichiarato Dumont-Beghi. Avevo comunicato agli inquirenti i miei fondati sospetti che essi avrebbero potuto trovare cose interessanti nei “forzieri” dell’Institut».

V.B., edizione online, 2 febbraio 2011


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