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Musei

La Barberini riapre 1.700 mq

Filippo Lippi, «Annunciazione», Roma, Galleria Nazionale d'arte antica


Roma. In concomitanza con i festeggiamenti dell’Unità d’Italia, dopo sessant’anni di battaglie per riallestire la Galleria Nazionale d’arte antica (Gnaa) all’interno di Palazzo Barberini, il 19 settembre è prevista l’inaugurazione del pianterreno con i servizi d’accoglienza (biglietteria, bookshop, sala d’orientamento sponsorizzata dalla Fondazione Ibm), della sezione della pittura dei secoli XII-XV (nella foto «Annunciazione» di Filippo Lippi), della Sala delle colonne (a suo tempo trasformata dal Circolo Ufficiali in un magazzino), dove si sono recuperate una fontana con statua romana originale e una pittura murale seicentesca che simulava una continuità con i circostanti orti barberiniani, di cinque sale del piano nobile, del monumentali Salone di Pietro da Cortona e delle Sale Marmi e Ovale, per un totale di 1.700 mq con un itinerario pittorico che va dai Primitivi ai caravaggeschi, facendo uscire ben 150 opere dai depositi. Capolavoro tra i capolavori è lo splendido scalone berniniano, anch’esso restaurato. A marzo 2011 dovrebbe aprire l’ultima tranche dell’ampliamento, le 12 sale del secondo piano con opere che vanno dal Barocco al Neoclassicismo, e la caffetteria del Giardino d’inverno, per altri mille mq. A tracciare l’itinerario di visita sono state la direttrice Anna Lo Bianco con l’ex condirettrice Angela Negro, di concerto con Rossella Vodret, soprintendente del Polo Museale romano. Quest’ultima, insieme al direttore generale Mario Lolli Ghetti e al direttore regionale Federica Galloni, hanno formato una commissione che ha diretto la conclusione del restauro, condotto dall’architetto Laura Cherubini della Soprintendenza architettonica. L’intervento ha cercato di ricreare il fasto del palazzo all’epoca aurea di Urbano VIII Barberini, scelta non facile da attuare perché il complesso architettonico subì innumerevoli e consistenti rimaneggiamenti e gli stessi Barberini smembrarono il palazzo in più lotti. Nel 1934 lo affittarono al Circolo Ufficiali, mentre nel 1949 lo vendettero allo Stato, come nuova sede della Gnaa, essendo Palazzo Corsini divenuto insufficiente a contenere il patrimonio pittorico, che oggi ammonta a 1.500 opere. Se nel 2006, quando furono restaurate le dieci sale del piano nobile rivestite di marmi e soffitti istoriati, fu adottato un tono neutro bianco latte, oggi le nuove quattordici sale espositive sono caratterizzate da colori intensi e diversi in ogni ambiente, individuati sulla base delle dominanti cromatiche delle pitture nel soffitto e accuratamente miscelati da maestranze fiorentine: rosso porpora, azzurro, rosa, verde... Nel salone con la sontuosa volta di Pietro da Cortona, le pareti sono invece state ricoperte da preziosi parati di stoffa marrone dorato. Una scelta, dunque, che pone dilemma di non facile soluzione: prediligere il fasto della seicentesca reggia dei Barberini o dar risalto alla quadreria, formata da collezioni di provenienza non solto barberiniana? I fondi per la riapertura, 5.023,797,68 euro, erogati dal Mibac tramite gli introiti del Gioco del Lotto e i fondi di Roma Capitale, sono serviti al restauro e ai nuovi depositi al pianterreno. Nel 2010 si sono aggiunti altri 5 milioni per i saloni del piano nobile e gli atri d’accesso, ma anche per il restauro e l’allestimento del secondo piano. Infine, con la nomina di Angela Negro a direttrice della Galleria Corsini sembra tramontata l’idea di smembrare le sue collezioni per esporle alla Gnaa.

Francesca Romana Morelli, da Il Giornale dell'Arte numero 301, settembre 2010


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