A Rivara per dipingere

Pittara protagonista di un singolare cenacolo

Jenny Dogliani |  | Torino

Paesaggi storici, scorci naturali gentilmente modificati dall’uomo, poesie campestri, ricordi romantici e visioni crepuscolari costituiscono l’inedito mix che ha dato luogo alla rivoluzione realista della pittura piemontese nel tardo Ottocento. Un ruolo di spicco lo ebbe il cenacolo di Rivara, sviluppatosi tra il 1870 e il 1873 nel castello cittadino allora di proprietà del banchiere Carlo Ogliani, cognato di Carlo Pittara. 

A documentare tutto ciò è la rassegna «Carlo Pittara e la Scuola di Rivara. Un momento magico dell’Ottocento pedemontano», realizzata in collaborazione con lo Studio Berman di Giuliana Godio e curata da Giuseppe Luigi Marini, nella Fondazione Accorsi-Ometto fino al 15 gennaio. «La Scuola di Rivara, spiega il curatore, rappresentò un momento fertile della pittura piemontese, influenzando la declinazione del realismo di molti pittori e rivoluzionando inoltre, in senso
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