A piedi con Francesco d'Assisi

Il «Cammino» dedicato al santo attraversa il grande museo diffuso del Centro Italia

I boschi del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
Edek Osser |

Sono più di 40 i «cammini» già aperti, itinerari del cosiddetto «turismo lento», che attraversano l’Italia sulle tracce degli antichi pellegrinaggi. Molti altri sono stati inventati di recente e potrebbero così diventare più di cento, senza mistiche tradizioni antiche, a puri fini turistici, secondo le proposte di tante Regioni. Alcuni seguono però i percorsi tradizionali e ben noti, come la Via Francigena, e altri meno conosciuti ma sempre più frequentati.

I «cammini» sono trekking fuori dalle piste battute, ideali in quest’epoca di pandemia, lontani dai luoghi del turismo di massa. Permettono di scoprire, quasi sempre a piedi, ma anche a cavallo o in bicicletta, un’Italia appartata, ricca di bellezza e cultura, semplice e talvolta ignorata: le meraviglie di una natura intatta e gli infiniti gioielli d’arte nascosti in centinaia di borghi «fuori rotta», parte del nostro immenso «museo diffuso».

Il successo del turismo lento e quindi dei «cammini» si sviluppa rapidamente: direzione e coordinamento fanno capo al Ministero della Cultura (MiC) che, proprio per la forte valenza culturale di questo settore, non lo ha ceduto al neonato Ministero del Turismo. Tra questi percorsi è ora in primo piano la «Via di Francesco» tracciato nel cuore verde d’Italia: tra Toscana e Umbria, incrocia i luoghi nei quali otto secoli fa il «patrono d’Italia» san Francesco (1182-1226) è vissuto, ha camminato e predicato.

Il progetto di attrezzare e arricchire per pellegrini e turisti un «cammino» di Francesco ha come sponsor le Regioni interessate e lo stesso MiC che, per la parte toscana, lo sta finanziando con 2,4 milioni di euro destinati ai 26 Comuni che partecipano al progetto. Capofila sono Arezzo e il Comune di Chiusi della Verna. Coordina la realizzazione del progetto l’architetto casentinese Roberta Fabbrini. Ci informa che si tratta della messa in sicurezza del «cammino» che verrà attrezzato con cartelli indicatori mentre sono in corso i lavori per 31 punti informativi. Verranno creati luoghi di accoglienza e ospitalità anche «a offerta libera», e la manutenzione del percorso sarà garantita soprattutto grazie alle locali associazioni di volontari.

Portale d’ingresso alla Via di Francesco sarà la chiesa francescana di Santa Croce a Firenze, da dove secoli fa i primi pellegrini partivano per incontrare Francesco nel suo eremo, tra grotte e boschi, là dove aveva ricevuto le stimmate e dove sorge il grande santuario francescano della Verna. Da Firenze il «cammino» sale verso i monti, si sdoppia in due itinerari alternativi e in circa 200 chilometri arriva in Umbria, ad Assisi, dove Francesco è nato.

Gli antichi sentieri, tuttora aperti e percorribili, attraversano i boschi del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, a cavallo del crinale appenninico, uno dei parchi più estesi d’Italia (36mila ettari). Una parte di queste foreste forma la Riserva Integrale di Sasso Fratino, fitta di faggete secolari, Patrimonio dell’Umanità Unesco. Lungo quei percorsi si incontrano paesi intatti, nella loro antica struttura urbana.

Due esempi nell’alta valle dell’Arno: Stia con la scenografica piazza porticata, che nella pieve del 1100 conserva preziosi dipinti di Bicci di Lorenzo, tavole del XIII secolo e terrecotte invetriate di Andrea della Robbia; quindi la medievale Poppi, nel 1289 teatro della battaglia di Campaldino alla quale partecipò anche Dante Alighieri, dominata dal castello dei conti Guidi con gli affreschi trecenteschi di Taddeo Gaddi, allievo di Giotto.

Lungo il percorso, si incontra l’Eremo di Camaldoli, amato e frequentato da Dante e dall’Ariosto. Più a sud, aperti ai pellegrini, tappe da non perdere sono l’imponente complesso francescano delle Celle di Cortona e l’Eremo del Cerbaiolo, presso Pieve di Santo Stefano. Meta spettacolare è il grande Santuario francescano della Verna, con magnifici panorami, importanti opere d’arte dei Della Robbia e mura affrescate.

La «via» tocca poi San Sepolcro, il paese di Piero della Francesca, e quindi passa in Umbria, dove accolgono i pellegrini le mete francescane più famose: Gubbio e Assisi con i loro grandi tesori d’arte. Si prosegue poi per Roma, punto d’arrivo naturale della Via di Francesco.

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