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A Napoli l’arte si guarda al cinema

Artisti sugli schermi nel festival curato da Laura Trisorio

Una proiezione ad Artecinema in una delle passate edizioni

Napoli. Sulle tracce di Cy Twombly, uno degli artisti del secondo ‘900 più gelosi della propria privacy: il viaggio inizia alle 21.30 del 9 ottobre ed è il clou della prima giornata della 24ma edizione di Artecinema, il Festival Internazionale di film sull’arte contemporanea curato dalla gallerista Laura Trisorio.

Per 92 minuti, al Teatro San Carlo lo spettatore del film «Cy Dear» di Andrea Bettinetti, può «incontrare» il pittore, scultore e fotografo americano (scomparso nel 2011 a 83 anni) nei suoi luoghi, da Gaeta a Roma (sue residenze italiane), dalla natia Lexington a New York, attraverso chi lo conobbe ed ebbe modo di avvicinarsi ai segreti della sua pittura.

Fa da guida Nicola Del Roscio, presidente della Cy Twombly Foundation. Ma l’ouverture, alle 19.30 nella stessa sede, è riservata a un artista caro alla galleria Trisorio, Carlo Alfano, nella pellicola di Matteo Frittelli, cui fa seguito, alle 20, «Ai Weiwei: Yours Truly» di Cheryl Haines. Il film è dedicato alla mostra « @Large: Ai Weiwei on Alcatraz», una sorta di «viaggio al termine della notte» nel mondo della detenzione per cause politiche, che ha coinvolto quasi 900mila visitatori.

Sino al 13 ottobre il Festival prosegue al Teatro Augusteo, dove le proiezioni iniziano alle 16, sempre con ingresso gratuito. I 30 documentari in programma entrano negli studi e nelle mostre di artisti quali Sean Scully, , Escher, Christo, James Turrell, Kara Walker e Rebecca Horn, che a Napoli realizzò nel 2002 una poetica installazione per Piazza del Plebiscito.

C’è spazio per l’arte socialmente impegnata, come nel film di Mino Carbone dedicato agli artisti (tra gli altri Vanessa Beecroft, Alberto Garutti, Emilio Isgrò, Mimmo Paladino e Luca Pignatelli) che hanno lavorato con i ragazzi della Comunità di San Patrignano; per il restauro dell’arte contemporanea, visitando la «clinica» di Christian Scheidemann, che cura la salute delle opere di Frank Stella, Paul McCarthy o Robert Gober, nel documentario di Marion Kollbach. Non manca l’architettura, con «Bauhaus Spirit» di Niels Bolbrinker, Thomas Tielsch, nel centenario della fondazione della scuola ideata da Walter Gropius, mentre altri film sono dedicati a Mario Botta e a Renzo Piano.

Una dinastia di collezionisti e mecenati, i Getty, è al centro della narrazione di David Shulman, mentre le riprese di Lisa Immordino Vreeland ci pongono dietro l’obiettivo del fotografo Cecil Beaton. Quanto a Peter Greenaway, autore di visionari film di tema artistico («The Draugsman Contract», «Il ventre dell’architetto», «Nightwatching», «Goltzius and the Pelikan Company»), per una volta non sarà il regista ma il protagonista di un documentaio girato dalla moglie Saskia Boddeke. Per il programma completo, www.artecinema.org. Per la serata inaugurale al San Carlo è richiesto l’accredito online (www.teatrosancarlo.it) o un biglietto d’ingresso con diritto di prenotazione di 15 euro direttamente presso il botteghino.

Franco Fanelli, edizione online, 8 ottobre 2019


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