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Restauro

I MEDICI DELL'ARTE | 7. Anna Scavezzon

Approvata dopo 24 anni una prima megalista di 6.600 restauratori

Un'immagine del Laboratorio di restauro tele e tavole, Centro Conservazione e Restauro »La Venaria Reale»

Giorgio Bonsanti ha commentato l’avvenuta pubblicazione dell’elenco restauratori con molte inesattezze. Tralasciando le approssimazioni, l’articolo presenta inesattezze decisamente fuorvianti. In primis, nel titolo [non imputabile però all’autore dell’articolo, ma prodotto redazionalmente, Ndr] «Arriva l’albo dei restauratori…», eppure la differenza tra «albo» e «elenco» non è un dettaglio di poco conto.

D’altro canto l’impossibilità di trasformare l’elenco, così come è stato pubblicato, in albo lo si evince dalla confessione di Bonsanti: «L’intera operazione nel suo complesso potrebbe essere definita altresì come una sanatoria; una parola pittoresca ma antipatica, e che ovviamente non rende giustizia ai tantissimi restauratori di grandissima professionalità, la maggioranza, contenuti nell’elenco. Serve però a far capire che le Commissioni incaricate di vagliare le domande, corredate di curricula spesso non facili da sintetizzare, difficilmente avranno potuto esaminarle ognuna singolarmente, altrimenti ci sarebbero voluti decenni. Sostanzialmente si è trattato (io ho fatto parte della Commissione per i collaboratori restauratori) di raggruppare, per quanto possibile, esperienze e qualifiche affini secondo categorie, ed eseguire approfondimenti a campione. [...] Se qualcuno me lo domandasse, dovrei rispondere che nell’elenco ci stanno anche inevitabilmente persone che non lo meritano; ma non mi sembra rilevante. L’importante era portare a compimento un percorso pluridecennale».

Dunque Bonsanti ci svela che la selezione dei soggetti abilitati alla professione di restauratore, oggi inseriti nell’elenco restauratori, è avvenuta a campione, consentendo l’accesso anche a quanti risultano privi di idonea esperienza, oltre che di adeguata formazione. Tutto ciò è, per Bonsanti, un’inevitabile sanatoria pittoresca. Vorrei ricordare, anche a nome di tutti i professionisti in possesso di titolo abilitante rilasciato dalle scuole di restauro statale, uniche autorizzate, che di pittoresco c’è ben poco. Grazie a questa folle massificazione, le problematiche legate alle gare d’appalto, all’affidamento dei lavori, agli incarichi professionali o alle docenze universitarie si sono amplificate, creando una disparità totalmente antimeritocratica, inaccettabile in un Paese civile. Aggiungo che noi restauratori di beni culturali Saf (Scuole di Alta Formazione) qualcosa in mente sul da farsi ce l’abbiamo già.

I MEDICI DELL'ARTE

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2 | Gianluigi Colalucci
3 | Pietro Pietraroia e Nanni Molè
4 | Il Chi è del restauro italiano
5 | Laura Lucioli
6 | Simona Sajeva
7 | Anna Scavezzon
8 | Giorgio Bonsanti
9 | Antonio Forcellino


Anna Scavezzon, da Il Giornale dell'Arte numero 395, marzo 2019


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