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Giorno per giorno nell'arte | 29 settembre 2018

Addio a Marco Gastini | Rassegna dei quotidiani in Italia e nel mondo

Marco Gastini

Addio a Marco Gastini. E’ morto venerdì 28 settembre a Torino, città dove era nato nel 1938 e viveva. Formatosi negli anni Sessanta tra gli estremi approdi dell'Informale e gli esordi dell'Arte Povera, il filo conduttore dell'intero svolgimento dell'esperienza artistica di Marco Gastini può essere individuato nel valore del segno e nella relazione tra pittura e spazio, dove i rapporti spaziali includono la ricerca polimaterica. In sessant'anni di attività, Gastini ha dato vita alle sue opere più significative evidenziando come le inserzioni di materiali eterogenei concorrevano a una nuova definizione di pittura. Su Gastini è stato detto che è riuscito a conciliare nel proprio lavoro le due tendenze che hanno decretato l'internazionalità artistica della sua città: Informale e Arte povera. Lui aveva sempre tagliato corto: «La questione è quella della pittura e del dipingere». Nota biografica di Marco Gastini a cura di Valeria D'Urso. [ Il Giornale dell'Arte]

«Ulisse» di Angela va in onda su Rai Uno. Dopo il successo della puntata su Pompei di sabato scorso (record dello share da 9 anni a questa parte), Rai Uno torna a ospitare la cultura in prima serata con una nuova trasmissione di Alberto Angela, stavolta dedicata a Nerone e alle leggende, vere e false, nate sul suo conto. [Il Messaggero]

Lo spettro dell'overtourism. Con le previsioni dell'Organizzazione mondiale per il tursimo che parlano di due miliardi di visitatori all'anno in movimento per il mondo, in gran parte cinesi, l'Associazione Progetto Firenze lancia una petizione online per chiedere al Parlamento italiano una regolamentazione degli affitti turistici, per «un turismo che ritorni a essere risorsa economica e non svendita della città». [La Repubblica]

Villa Medici dovrebbe garantire serenità agli artisti che sostiene. Il compositore e direttore d'orchestra Ondrej Adamek esprime la sua preoccupazione dopo che il Ministero della Cultura francese non ha riconfermato Muriel Mayette come direttore di Villa Medici. La sensazione è che venga privilegiata l'istituzione a discapito degli artisti a essa legati. [Libération]

Dopo di lui, il cubismo. Per la rubrica «Scatti&riscatti», dedicata a celebri italiani della storia, Carlo Nordiò presenta il pittore Giovanni Boldini (Ferrara 1842, Parigi 1931), ritrattista fra i più noti della Belle Époque, capace come pochi di raffigurare un'epoca ormai al tramonto. [Il Messaggero]

Il laser rivela la metropoli Maya nascosta dalla giungla. Utilizzando la tecnologia LIDAR (acronimo di Laser Imaging Detection and Ranging), in due anni un team di archeologi in Guatelmala ha digitalizzato una superficie di giungla di migliaia di ettari, sotto la quale giacciono le testimonianze di una fiorita civiltà Maya. Non hanno scoperto nessun nuovo palazzo, piramide o grandi tempio, ma la moltitudine di edifici, strade, e mappati in 3D consente di farsi un'idea precisa di quanti milioni di persone vivevano nella regione. [El Pais]

Il museo del futuro? Potrebbe ospitare anche il centro per l'impiego e la guardia medica... Michel Guerrin presenta il dibattito «A che cosa serviranno domani i musei?», che si terrà nell'ambito del prossimo World Festival del 6 ottobre, per riflettere sull'improvviso ampliamento di funzioni sociali che ha visto coinvolti i musei negli ultimi dieci anni. Se prima erano solo le opere i protagonisti, adesso al centro di tutto c'è il museo, con la sua architettura in grado di trasformare radicalmente i quartieri o le intere città, e con i servizi che offre, dalla ristorazione alla didattica, dal commercio agli eventi collaterali. [Le Monde]

Parigi perde la sua ruota panoramica. Il polemica con il ministero della Cultura e con il sindaco di Parigi Anne Hidalgo, il «Re» re del quartiere fieristico di Parigi Marcel Campion annuncia le sue dimissioni dall'associazione che organizza l'evento «La Magia del Natale» alle Tuileries, e la conseguente cessazione delle attività della ruota panoramica di Parigi, che sarà messa in vendita. [Le Monde]

Se la vita antica emerge dai materiali moderni. Lo scrittore tedesco Eckhart Nickel interviene nel dibattito sul «nuovo vecchio centro storico» di Francoforte, la ricostruzione in facsimile del quartiere medievale della città, raso al suolo dal bombardamento del 22 marzo 1944, che si estendeva dal Duomo al palazzo del municipio, e a volte accusato di essere una sorta di Disneyland, una scenografia storicizzante e kitsch utile solo a fare da sfondo alle foto dei turisti. [Frankfurter AZ]

Francesco Martinello, edizione online, 29 settembre 2018


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