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Musei

Il museo è tematico e verde salvia

Rinnovato il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia con 4,5 milioni di finanziamento ministeriale

Una veduta del nuovo allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia

È una veste rinnovata quella con cui da questa estate il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia accoglie il visitatore. 4,5 milioni di finanziamento ministeriale (rientranti nel Piano strategico grandi progetti beni culturali) ne hanno consentito il restauro e riallestimento di piano terra e primo piano (su progetto museografico di Tortelli Frassoni Architetti Associati), mentre grazie al sostegno economico di soggetti privati (tra cui Intesa Sanpaolo, Coop Alleanza 3.0 e Fondazione Friuli) ammontante a circa 50mila euro si è potuto provvedere a interventi di restauro su singoli reperti come mosaici pavimentali, rilievi, scultura statuaria e ritratti.

Il percorso espositivo così ripensato (elaborato da un team a cui hanno preso parte anche Marta Novello, direttrice del museo, e Luca Caburlotto, suo omologo al Polo Museale del Friuli Venezia Giulia) è preceduto da un nuovo spazio adibito a biglietteria e bookshop con vetrate a tutt’altezza che creano un rapporto con l’area porticata esterna dove si conserva la galleria lapidaria.

Il percorso, caratterizzato da nuove soluzioni in sede di allestimento (fondali e quinte in acciaio verniciato color salvia, piano di calpestio in resina grigia, supporti a diversa altezza posizionati negli intervalli di sosta delle scale su cui poggiano gruppi di teste dalla connotante impronta ritrattistica), è organizzato non più secondo una classificazione tipologica dei reperti bensì per ambiti tematici di provenienza e utilizzo.

A introdurlo è un focus sulla città di Aquileia, il suo impianto urbano e il suo territorio. La città era una colonia romana, fondata nel 181 a.C. come avamposto militare e commerciale lungo il fiume Natissa, capoluogo della X Regio Venetia et Histria in età augustea e successivamente sede patriarcale. Al focus si affianca la storia del museo (dal primo nucleo collezionistico ad oggi, passando per l’inaugurazione, nel 1882, del Caesareum Museum Aquileiense per volontà di Francesco Giuseppe imperatore d’Austria) per poi proseguire con le testimonianze dello spazio pubblico: le architetture, la scultura monumentale e le necropoli.

Salendo al primo piano tre sezioni presentano le domus con le loro decorazioni musive (fra tutti, il mosaico raffigurante un tralcio di vite e fiocco, della seconda metà del I secolo a.C. in precedenza collocato nel porticato esterno al museo), i loro banchetti e gli arredi domestici; il ruolo di Aquileia in quanto porta commerciale fluviale fra Mediterraneo ed Europa danubiana e renana (una metopa con nave oneraria del II-III secolo d.C. affianca il pannello esplicativo raffigurante le molteplici rotte commerciali); le attività produttive, rappresentate sia da singoli manufatti (vetri, ceramica, terrecotte e metalli) sia da rilievi raffiguranti l’officina del fabbro e scene di torchiatura.

Prossima tappa, l’avvio del secondo lotto di lavori (coperto sempre da un finanziamento ministeriale di 3 milioni di euro) per la riorganizzazione delle gallerie lapidarie esterne, un nuovo collegamento tra queste ultime e il museo, la riqualificazione dei magazzini e la creazione di nuovi spazi per mostre temporanee e didattica. Da ultimo, il secondo piano del museo (per il quale si attende un’ulteriore tranche di finanziamento) tornerà a ospitare, una volta riallestita, la sezione dedicata ad ambre, ori, gemme e monete.

Veronica Rodenigo, da Il Giornale dell'Arte numero 389, settembre 2018


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