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La foto è la mamma del Pop

C’è un rapporto genetico tra arte, fotografia e comunicazione di massa. Una mostra a Camera

«Marilyn Monroe» 167, serigrafia di Andy Warhol. Collezione Lanfranchi, Celerina (Svizzera)

Torino. «Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?», si chiedeva Richard Hamilton nel fotocollage esposto nel 1956 nella mostra «This is Tomorrow», alla Whitechapel Gallery di Londra. La sua satira dissacrante della società dei consumi in pieno boom economico, che mette in scena i miti della nuova middle class, è considerata la prima opera Pop della storia; mentre la collettiva londinese segna il momento decisivo che stava portando all’esplosione del fenomeno della Pop art, che da Europa e Stati Uniti avrebbe presto coinvolto tutto il mondo.

Quello che cambia è la relazione tra arte e società, si assiste alla diffusione di una nuova cultura visiva che adotta il linguaggio dei mass media per confezionare opere aderenti allo stesso orizzonte percettivo ed esperienziale del suo pubblico, e fornire un immaginario accessibile a tutti. Che in questo la fotografia abbia giocato un ruolo fondamentale in quanto veicolo più immediato della comunicazione di massa, è quanto racconta «Camera ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Chiara Coronelli, da Il Giornale dell'Arte numero 389, settembre 2018

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