Cerco l'uomo

Per il Premio Nobel Gao Xingjian il ruolo dell’artista è risvegliare le coscienze. E il nuovo umanesimo nasce dall’accettazione della disarmonia

Margherita Criscuolo |

Un artista totale che rivendica l’indipendenza della cultura dagli interessi politici, dagli aspetti utilitaristici e, soprattutto, dalle ideologie, opponendosi a tutti gli «ismi» che hanno, spesso tragicamente, contraddistinto la storia del Novecento: così si presenta oggi Gao Xingjian (nella foto di Robert Wilson), narratore, saggista, poeta, pittore, drammaturgo e regista, primo autore di origine cinese a vincere, nel 2000, il Premio Nobel per la Letteratura.

Nato nel 1940 a Ganzhou, dopo la laurea in Letteratura francese a Pechino inizia a lavorare come traduttore dei classici del Novecento. Durante la Rivoluzione culturale viene inviato per cinque anni nei campi di «rieducazione» di Mao ed è costretto a bruciare tutti i manoscritti ancora non pubblicati. Lui però non demorde e all’inizio degli anni Ottanta arriva al successo come narratore e drammaturgo: le sue prime pièce segnano l’inizio
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