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Bagarini digitali all’attacco

I musei si difendono da siti «fake» che vendono biglietti a prezzi maggiorati

Il nuovo logo degli Uffizi proiettato sulla facciata. Foto © Ansa

Bagarini digitali all’attacco dei più importanti musei italiani. Il fenomeno è noto da tempo, anche grazie alla battaglia condotta da Eike Schmidt, il direttore del più visitato dei nostri musei, gli Uffizi, che ha messo in campo una serie di iniziative anti secondary ticketing. Una su tutte: il nuovo sito ufficiale del museo fiorentino con il logo in bianco e nero (cfr. lo scorso numero, p. 28), un marchio registrato tutelato legalmente, estremamente riconoscibile e difficile da imitare da parte di chi prova a spacciarsi per il sito ufficiale degli Uffizi proponendo prezzi maggiorati.

Perché ciò che accade agli ignari visitatori (soprattutto stranieri) che cercano di acquistare online i biglietti per alcuni musei italiani è una vera e propria gara a ostacoli, con siti fake, offerte trappola e inganni nascosti nella magica formula del «salta coda». Effettuando la ricerca «Uffizi biglietti online», il sito ufficiale www.uffizi.it compare soltanto al quarto posto, preceduto da siti in cui, per fare un esempio, il biglietto cumulativo per Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli viene offerto a 48 euro, mentre nel canale ufficiale lo stesso biglietto valido 3 giorni consecutivi ha un costo di 38 euro e con priorità di accesso, scegliendo cioè il giorno e l’orario di ingresso. Stessa cosa per il singolo biglietto per gli Uffizi: 28,50 euro nel sito non ufficiale anziché 24 euro (20 più quattro di prenotazione) del sito ufficiale (con le nuove tariffe in vigore dal primo di marzo).

La maggiorazione del costo del biglietto è giustificata dal canale non ufficiale con la formula «salta fila», che al di là del facile e ingannevole slogan non corrisponde ad altro che alla priorità di accesso, assicurata però dalla prenotazione; una vera e propria truffa ai danni dell’ignaro turista che non abbia provveduto a confrontare le due offerte.

Con il fenomeno delle mostre «show» che stanno conquistando i musei, il secondary ticketing assumerà contorni sempre più vasti. Un esempio è «The Pink Floyd Exhibition» attualmente al Macro di Roma, che attraverso il canale ufficiale ha un biglietto di 18 euro più 4 di prevendita ma arriva a raddoppiare su un sito come www.viagogo.it, un mercato di vendita di biglietti di «seconda mano» che però mette le mani avanti dichiarando che «i biglietti potrebbero essere più alti o più bassi del costo originale». Stessa cosa dicasi per «Van Gogh the Immersive Experience» nella Basilica di San Giovanni Maggiore a Napoli, con biglietti che da 13,50 euro vengono venduti sui siti di secondary ticketing a 28 euro.

Anche lo spettacolo che debutta il 15 marzo all’Auditorium di via Conciliazione a Roma «Giudizio Universale. Michelangelo and the secrets of the Sistine Chapel», un nuovo genere che incrocia arte e intrattenimento, ideato da Marco Balich e costato nove milioni di euro, con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, è già caduto nelle mani degli speculatori online, con il biglietto intero che da 22 euro arriva a 41 nei siti di secondary ticketing.

Alcune misure per arginare il fenomeno sono state prese autonomamente, come nel caso degli Uffizi, ma anche del Comune di Milano che già dall’estate scorsa ha introdotto i biglietti online nominali e contingentati (massimo cinque ingressi a testa) per evitare l’acquisto in blocco e la rivendita a prezzi maggiorati, che al momento però è perfettamente legale. Sì, perché ancora si attende che il Ministero dell’Economia e delle Finanze vari il decreto attuativo della legge di stabilità 2016 che stabilisce (comma 545) che questo tipo di rivendita non è consentita al privato nemmeno occasionalmente.

Intanto per contrastare il fenomeno un aiuto viene dalla tecnologia. È nata infatti un’app lanciata da Mticket, una piattaforma per l’emissione di biglietti di eventi e manifestazioni, certificata dall’Università di Bologna e omologata dall’Agenzia delle Entrate. Associando ogni biglietto a un numero di telefono cellulare, viene tracciato il possessore e i trasferimenti diventano trasparenti. Roberto Silva Coronel, amministratore di Marketing Multimedia-Mmm Group che l’ha creata, ci dice: «Con l’app di Mticket inizia l’era del biglietto digitale. Sono profondamente convinto che la tecnologia, come già avvenuto in altri campi, possa oggi rivoluzionare positivamente il settore degli eventi». Il sistema Mticket può essere integrato direttamente con i siti delle singole manifestazioni, permettendo di effettuare la vendita dei biglietti sul sito stesso, senza intermediazioni.

Giusi Diana, da Il Giornale dell'Arte numero 384, marzo 2018


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