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Mostre

Che paura gli anni ’30: proprio come oggi

Populismo, povertà, razzismo e totalitarismo: tre mostre a New York e San Francisco confermano inquietanti analogie

Grant Wood (1891–1942), «American Gothic», 1930.  Art Institute of Chicago © Figge Art Museum, successors to the Estate of Nan Wood Graham/Licensed by VAGA, New York, NY. Photograph courtesy Art Institute of Chicago/Art Resource, NY

New York e San Francisco. Il periodo tra le due guerre mondiali è sotto i riflettori. Mentre in Italia la Fondazione Prada di Milano ospita sino al 25 giugno la mostra «Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943», curata da Germano Celant, tre rassegne che si aprono questo mese negli Stati Uniti sono dedicate all’arte degli anni Trenta del Novecento.

Al Whitney Museum of American Art di New York si apre il 2 marzo una retrospettiva intitolata «Grant Wood: American Gothic and Other Fables» (fino al 10 giugno). La curatrice Barbara Haskell sottolinea la tensione, l’ambiguità e la risonanza dello stile maturo del pittore americano (1891-1942) negli anni 1930-42. La mostra presenta circa 120 opere, tra le quali il quadro più famoso, di Grant Wood «American Gothic» (1930), che ritrae un contadino dello Iowa (lo Stato in cui nacque e visse l’artista) con la figlia e lascia raramente l’Art Institute of Chicago.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Pac Pobric, da Il Giornale dell'Arte numero 384, marzo 2018

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