Guttuso, mi scuso

Alla Gam di Torino si celebra il pittore militante

Franco Fanelli |

Le pubbliche scuse dello storico dell’arte Piergiovanni Castagnoli a Renato Guttuso vanno in scena dal 23 febbraio al 24 giugno alla Gam-Galleria Civica d’arte moderna e contemporanea. Castagnoli, che è stato apprezzato direttore del museo torinese e che in gioventù stroncò il grande dipinto «I funerali di Togliatti» (1972), ora cura una mostra dedicata al pittore siciliano (1911) di cui lo scorso anno si è celebrato, in un silenzio neanche troppo imbarazzato, il trentennale della morte.

La mostra, a sei anni dall’antologica ordinata al Vittoriano di Roma, è indirettamente ispirata (o «autorizzata»?) dall’appena trascorso centenario della Rivoluzione d’Ottobre, dal cinquantenario del ’68 ma soprattutto da due elementi che configurano l’attuale clima curatoriale: l’intramontato interesse per il rapporto arte e politica e la rilettura il più possibile obiettiva di alcuni versanti
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