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Archeologia

Palermo

Le metope di Harris e Angell

Al Museo Salinas la scoperta di Selinunte nei disegni del British

Perseo e la Gorgone in una tavola di William Harris

La storia della scoperta delle metope di Selinunte rivive grazie a una mostra nata da una collaborazione tra l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e il British Museum di Londra, aperta fino all’11 marzo presso il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo.

«The Match, i disegni ottocenteschi del British Museum a confronto con le metope di Selinunte» restituisce l’emozione di una straordinaria scoperta archeologica, attraverso il confronto tra le opere originali conservate al Salinas e i 12 disegni provenienti dal museo londinese, realizzati nell’Ottocento in Sicilia da due giovani architetti William Harris e Samuel Angell.

Allievi della Royal Academy of Arts di Londra, giunsero a Selinunte alla fine del 1822, per effettuare rilievi accurati dei monumenti greci. Senza effettuare alcuna richiesta di autorizzazione alle autorità locali, nel 1823 grazie a manodopera locale, i due riportando alla luce la gradinata antistante il Tempio F, rinvennero i frammenti delle sculture del fregio.

La notizia giunse presto alla massima autorità dell’isola il luogotenente generale Antonio Lucchesi Palli, principe di Campofranco che bloccò gli scavi e sequestrò i reperti, risarcendo la missione inglese per le spese sostenute. Ma i due dopo la prima scoperta proseguirono le indagini, individuando sulla collina dei templi il luogo esatto in cui giacevano due delle metope del fronte occidentale del Tempio E, che verranno poi recuperate da Valerio Villareale solo nel 1831.

Altre ricerche furono condotte sulla collina dell’Acropoli, dove tra aprile e maggio venne fatta un’altra importante scoperta: sotto il crollo delle colonne del Tempio C vennero rinvenuti elementi architettonici e altri preziosi frammenti delle metope del fronte est. Della scoperta venne subito informato l’Ambasciatore inglese presso la corte di Napoli, Lord Hamilton che fece giungere al re Ferdinando I la richiesta di trasferire al British Museum le opere rinvenute durante la fortunata spedizione.

Il principe di Campofranco però bloccò ancora una volta lo scavo e chiese la restituzione dei reperti per spedirli a Palermo nella sede del Museo dell’Università, dove poi vennero ricomposti da Pietro Pisani, incaricato di dirigere il restauro assistito da Samuel Angell. Il prezioso contributo dell’inglese venne ricompensato con la concessione dei calchi delle metope.

Nel 1910 al British Museum vennero esposti i 200 disegni tecnici e incisioni dei due architetti, di cui una selezione è ora presentata a Palermo, per la prima volta di fronte agli originali. Meno fortunato fu Harris che morì di malaria proprio a Selinunte, dov’era tornato per completare i rilievi. La mostra ha il coordinamento generale della direttrice del Polo Regionale di Palermo per i Parchi e i Musei Archeologici e del Museo Salinas Francesca Spatafora e di J. Lesley Fitton curatore del Dipartimento Grecia e Roma del British Museum.

Giusi Diana, da Il Giornale dell'Arte numero 383, febbraio 2018


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