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Archeologia

Cripte sotto le macerie di Accumoli

Tombe paleocristiane affiorano nel centro storico del borgo laziale ferito dal terremoto

Il crocifisso riemerso nella zona rossa di Accumoli

A volte per riaccendere la speranza e l’entusiasmo basta una scintilla. Vale in genere per le persone. Vale cento volte di più per coloro che hanno perso, oltre alla casa e agli affetti, il mondo che li circondava. Ad Accumoli, in provincia di Rieti, uno dei borghi più feriti dal terremoto che un anno e mezzo fa ha devastato l’Italia centrale, quella scintilla ha la forma di cripte, di volte e cunicoli.

Un sito archeologico nel cuore del cratere? Forse. E potenzialmente importante. Sono i primi giorni di gennaio quando, nella parte alta di quel che era il centro storico, durante le operazioni di movimento terra per l’apertura di una pista di cantiere su cui far transitare le macerie di tipo A (beni tutelati), cominciano ad affiorare una serie di strutture sotterranee. E poi resti ossei umani, monili di agata, un chiodo e un crocifisso.

I pochi testimoni scattano qualche foto. Ma i più devono accontentarsi di immaginare: zona rossa, accesso vietato. E le autorità competenti, sindaco e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, latitano.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Laura Sudiro, da Il Giornale dell'Arte numero 383, febbraio 2018

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