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Intervista con Lawrence Weschler

Due domande al biografo di David Hockney sul dipinto «Portrait of the artist»

«Portrait of the artist (Pool with two figures)», di David Hockney. © 2018 Christie's Images Ltd

Lawrence Weschler è l'autore di True to Life: 25 years of conversations with David Hockney (2008). Lo abbiamo interpellato sul grande quadro del 1972, «Portrait of the artist (Pool with two figures)» che è stato venduto da Christie’s a New York il 15 novembre scorso a 90,3 milioni di dollari diritti compresi, l’opera più cara di un artista vivente.

Signor Weschler, come vede il ruolo della fotografia in questo quadro?
Lawrence Weschler: Nel 1980 il Centre Pompidou contattò Hockney perché volevano fare una mostra delle sue fotografie; lui non le aveva mai prese molto in considerazione. Il gruppo che avevano scelto era costituito da cinque scatti che ritraevano il suo ex amante Peter Schlesinger in posa per questo dipinto; Hockney ne scattava molte perché aveva capito che la macchina fotografica distorce la testa, i piedi o il corpo e che bisognava fare un collage per ottenere un’immagine in proporzione. È stato proprio dopo il 1980 che Hockney cominciò a capire l’importanza della fotografia, e avrà poi scattato centinaia di migliaia di immagini.

Margaret Carrigan , edizione online, 22 novembre 2018

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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