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Giorno per giorno nell'arte | 17 novembre 2018

Il volto di Michelangelo nella pala del Vasari | L'Italia presterà Leonardo al Louvre? | Invenduto il Burri da Philips a New York | La giornata in 10 notizie

I volti Rosso Fiorentino e Michelangelo Buonarroti dipinti dal Vasari nella pala per l'altare Buonarroti nella Basilica di Santa Croce a Firenze

Sorprese nel restauro della pala del Vasari. Il volto di Michelangelo Buonarroti e quello di Rosso Fiorentino compaiono nella pala del Vasari per l'altare Buonarroti nella Basilica di Santa Croce a Firenze, il cui restauro, insieme a quello della tomba monumentale, è stato presentato in anteprima (sarà visibile al pubblico dal 24 novembre), realizzato grazie al fund raising «In the name of Michelangelo» al quale hanno contribuito 127 donatori da 13 paesi, la maggior parte statunitensi. [Ansa]

Un dispetto al Louvre o a Macron?
In piena polemica tra Lega Nord ed Europa, la sottosegretaria ai Beni culturali Lucia Borgonzoni vuole rivedere gli accordi fra musei presi due anni fa dal ministro Franceschini. In particolare sembra intenzionata a bloccare il prestito dell'«Uomo Vitruviano» di Leonardo da Vinci dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia al Louvre di Parigi, che l'aveva chiesto per la sua mostra che celebra i 500 anni dalla morte dell'artista. [Corriere della Sera]

Invenduto il Burri di Lady Fai. Le polemiche attorno alle modalità con le quali è stato messo in vendita e alla proprietaria, (Giulia Maria Crespi, presidente onorario del Fondo per l'ambiente italiano), potrebbero aver influito sul corso dell'asta dell'opera «Grande legno e rosso» di Alberto Burri. L'opera infatti è rimasta invenduta da Philips a New York. [il Fatto Quotidiano]

Ripartire dal centro. Il dibattito di « Repubblica» sul ruolo dei centri storici nelle metropoli odierne, iniziato con un'intervista all'urbanista Pier Luigi Cervellati, prosegue con un servizio che mette a confronto l'Italia con le maggiori realtà mondiali, come Parigi, Berlino, Londra e New York. [la Repubblica]

New York si compra la sua stazione. L'edificio più celebre di New York assieme all'Empire State Building, ovvero la stazione centrale inaugurata nel 1913, che è ancor oggi il maggiore snodo ferroviario del mondo per quanto riguarda il numero di passeggeri, passa da mano privata alla città per soli 35 milioni di dollari. [Corriere della Sera]

Prado in agrodolce. Doppia pagina del País per il Museo del Prado di Madrid, mettendo a fianco un servizio sulle iniziative per festeggiare i duecento anni e uno in cui si ricorda l'ex direttore Francisco Calvo Serraler, appena scomparso a 70 anni. [El País]

La 42ma edizione di Feriarte. Apre oggi a Madrid Feriarte, che con i suoi oltre 40 anni di esperienza rappresenta una delle più importanti occasioni di incontro per collezionisti, esperti e antiquari spagnoli. Gli espositori, selezionatissimi, saranno 84. [El País]

Un Basquiat per Abu Dhabi. Il Museo Guggenheim di Abu Dhabi si aggiudica all'asta da Sotheby's per 11 milioni di dollari la tela «Cabra» di Basquiat. Il quadro, appartenuto anche a Yoko Ono, farà parte della collezione del museo degli Emirati, non ancora aperto. [Il Sole 24 ore]

Una provocatoria installazione mette nei guai la Tate Modern. Si riaccende la polemica tra la Tate Modern di Londra e i residenti dei vicini appartamenti di Neo Bankside, che si erano rivolti al giudice per chiedere la chiusura della terrazza per i visitatori del museo, dalla quale si riesce a vedere dentro le finestre delle loro case. Il motivo è l'installazione intitolata «Please Respect Our Neighbours’ Privacy», dell'artista Max Siedentopf, che consiste in delle coppie di binocoli posizionate sulla piattaforma per i visitatori proprio in direzione del complesso residenziale. [The Times]

Assegnato il premio Hepworth. Cerith Wyn Evans, l'artista gallese che in passato è stato anche assistente regista Derek Jarman, si afferma definitivamente come figura significativa nell'arte contemporanea vincendo l'Hepworth award, il premio di scultura più prestigioso del Regno Unito (30.000 sterline). [The Guardian]

La cultura è ancora da «femminizzare». Come avere più donne artiste, registe, direttrici di orchestra? Nelle scuole la parità di genere è rispettata, ma dopo per le donne diventa più difficile emergere... dai primi tentativi del 2006 alla denuncia dell'ex ministro della Cultura Filippetti nel 2013, dal caso Wenstein alle iniziative della Nyssen, l'opinionista Michel Guerrin riflette sul rapporto tra diritti e talenti. [Le Monde]

Redazione, edizione online, 17 novembre 2018


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