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Davide contro Golia

La Casa del Mutilato di Ancona salvata dall'abbandono

La Casa del Mutilato ad Ancona

Succede anche ai giorni nostri, quando una persona dotata di forte senso civico si impegna per salvare un bene comune che la scarsa attenzione di chi sarebbe preposto alla sua tutela rischia di far perdere alla comunità. Con sapiente diplomazia Alessandra Maltoni, forte anche dell’appoggio dell’Università di Bologna per cui lavora, è riuscita a ottenere che l’imponente Casa del Mutilato in centro ad Ancona, venga risollevata dallo stato di abbandono in cui versa.

Si faranno carico del ripristino dell’edificio la Regione Marche e la Prefettura, che adibirà due piani dell’edificio a luogo di rappresentanza e uffici, e i restanti due a eventi culturali e con ogni probabilità alla Biblioteca di Storia moderna e contemporanea delle Marche, una scelta più che opportuna, stante la storia della Casa. Voluta dalla municipalità di Ancona per provvedere agli italiani sopravvissuti allo sterminio di un’intera generazione durante la Grande Guerra, fu edificata nel 1938 su progetto di Eusebio Petetti, cui si devono anche i disegni per gli arredi interni; a decorarla furono chiamati gli scultori Sanzio Blasi e Mentore Maltoni.

Con ogni probabilità fu affrescata da Otello Giuliodori, ma la sua opera è tuttora nascosta da tramezzi. Lasciata in abbandono dal 2007, dopo essere stata sede di uffici della Regione Marche, la Casa si presentava in condizioni di precarietà già cinque anni fa, quando fu per la prima volta messa all’asta, fortunatamente senza esito.

Ciò mosse la Maltoni a creare un movimento d’opinione contro l’alienazione di un pregevole esempio di architettura razionalista che era stato e doveva tornare a essere comune, ottenendo l’appoggio dell’Alma Mater bolognese, nella persona del rettore Francesco Ubertini, che ha finanziato la ricerca per un volume dal titolo Etica dello stile monumentale del primo Novecento. La Casa del Mutilato di Ancona, di prossima pubblicazione, che raccoglierà testi di G. Leoni, M. Pretelli, M. Cassani Simonetti e di chi scrive dell’Università di Bologna, e di A. Alici, dell’Università Politecnica marchigiana. Un modello di operatività virtuosa con l’apporto di molti concittadini.

Donatella Biagi Maino, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018


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