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Archeologia

L’Impero dello ius soli

I Severi, l’ultima grande dinastia di imperatori

Ansa di piatto in argento, inizio III secolo d.C., New York, Metropolitan Museum

Roma. «Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa» è l’esposizione che dal 16 novembre al 25 agosto illustra l’ultima grande dinastia di imperatori romani, i Severi, non solo attraverso una canonica esposizione di reperti al II ordine del Colosseo, ma anche tramite un percorso con importanti novità dal punto di vista di nuove aree e monumenti finora inaccessibili del Foro Romano e del Palatino, compresi scavi e reperti inediti, tra cui un eccezionale corpus di ritratti e busti marmorei rinvenuti presso le cosiddette Terme di Elagabalo.

Alfonsina Russo alla guida del Parco archeologico del Colosseo spiega come è articolata la mostra: «Si inizia con la presentazione della dinastia, per illustrare quindi la forma dell’impero, l’esercito, l’ideologia dei Severi, una stirpe che si basa sulla forza militare ma anche sulla distribuzione degli alimenta, la questione della Constitutio antoniniana del 212, che dà lo ius soli, la cittadinanza romana, a tutti i residenti liberi dell’impero. Una mostra molto attuale, un modo per riflettere anche sugli avvenimenti di oggi: Settimio Severo nasce a Leptis Magna, in Libia, Giulia Domna, sua moglie, in Siria, due terre in questo momento flagellate, il cui patrimonio è a rischio e in parte è già stato distrutto. I reperti provengono da molti musei, italiani e stranieri. Dal Metropolitan di New York, per esempio, provengono delle anse figurate in argento e foglia d’oro, raffinatissime; dal Bardo di Tunisi delle ceramiche di produzione africana; dai musei tedeschi una serie di vetri. Ci saranno importanti prestiti da Napoli e ovviamente frammenti della Forma Urbis dai Capitolini. Passiamo in rassegna tutti i protagonisti della dinastia e tutti gli aspetti più importanti di questo periodo, un quarantennio che dal 193 arriva fino alla morte di Alessandro Severo nel 235, anche con documenti riguardanti l’annona e testi giuridici».

La mostra è ideata e curata da Clementina Panella, con Rossella Rea, Alessandro D’Alessio e Marina Piranomonte.

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018


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