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Mostre

Un sogno di collezione

La storia della raccolta di Giampietro Campana

«La battaglia di San Romano» di Paolo Uccello

Per la prima volta il Louvre racconta la storia della collezione di Giampietro Campana, una delle più ambiziose mai riunite da un privato. Dopo il processo per malversazione contro il banchiere romano, nel 1857, la collezione fu sequestrata dallo Stato Pontificio e poi dispersa nel 1861. Le opere entrarono in grandi musei nazionali. Una parte fu acquistata dallo zar Alessandro I ed è da allora all’Ermitage di San Pietroburgo. Più di 10mila oggetti furono acquisiti da Napoleone III e divisi tra il Louvre e altri musei regionali francesi. Tra queste opere, il «Sarcofago degli Sposi» rivenuto nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri, e «La battaglia di San Romano» di Paolo Uccello del 1456.

Nasce dalla collaborazione tra il museo parigino e il museo russo, dove sarà presentata la prossima estate, la mostra «Un sogno d’Italia. La collezione del marchese Campana», allestita con oltre 500 opere, che si tiene dal 7 novembre all’11 febbraio. Parte degli oggetti radunati da Campana integrarono le collezioni del Louvre nel 1863. Vi entrò anche il dito lungo 38 cm della statua colossale in bronzo di Costantino dei Musei Capitolini di Roma, ma la straordinaria scoperta, da parte del Centre de Recherche et Restauration des musées de France, risale solo allo scorso giugno (cfr. n. 388, lug.-ago. ’18, p. 37).

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018


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