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Anche il duca d’Aumale collezionava fotografie

A Chantilly i pionieri del XIX secolo

Anonimo «Roma, Castel Sant'Angelo visto dal Tevere con il Vaticano sullo sfondo». Foto: RMN-Grand Palais domaine de Chantilly

«Da Baldus a Le Gray. I primitivi della fotografia del XIX secolo a Chantilly» presenta nel Cabinet des arts graghiques del Castello di Chantilly dal 30 ottobre al 6 gennaio la collezione di Henri d’Orléans, duca d’Aumale, che comprende più di 1.400 scatti dei «pionieri» della fotografia.

Il duca d’Aumale, che nel 1886 donò il suo castello con tutte le collezioni d’arte all’Institut de France, chiese a Edouard Baldus (1813-89), uno dei principali fotografi d’architettura degli anni Cinquanta dell’Ottocento, di immortalare la Parigi di Napoleone III, in piena trasformazione.

Il duca collezionò anche foto delle opere d’arte dei grandi musei francesi, come quella della «Gioconda» al Louvre di Gustave Le Gray (1820-84) le cui fotografie più note sono però le «Marine», fiore all’occhiello della collezione di Chantilly. Ci sono anche le vedute delle Alpi di Adolphe Braun (1812-77) e numerosi «ritratti di famiglia» (il duca aveva legami di parentela con le grandi famiglie reali d’Europa), realizzati da Le Gray, Ludwig Angerer, Luigi Caldesi e Camille Silvy.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 390, ottobre 2018


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