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Dorothea Tanning, non la signora Ernst

Al Museo Reina Sofía di Madrid (e nel 2019 alla Tate Modern) un’ampia retrospettiva dell'artista

«Birthday» (1942) di Dorothea Tanning. Courtesy Philadelphia Museum of Art © VEGAP, Madrid, 2018

Nel 1942 Dorothea Tanning dipinse l’autoritratto che l’avrebbe catapultata nel movimento surrealista. «Birthday» la ritrae in un abito stravagante, con una creatura alata ai piedi, guardiano di una prospettiva infinita di porte aperte. Fu il surrealista Max Ernst, in cerca di artiste per partecipare a una mostra alla galleria di Peggy Guggenheim, che a quel tempo era sua moglie, ad attribuire quel titolo al dipinto mentre si trovava nello studio della pittrice. Nel giro di poche settimane, Ernst si trasferì da Dorothea e i due si sposarono quattro anni dopo (in seguito Peggy Gugghenim scherzando disse che avrebbe dovuto limitare la mostra, intitolata «31 donne» a «30 artisti»).

«Birthday», oggi nella collezione del Philadelphia Museum of Art, è la prima opera nella quale si imbattono i visitatori della prima rassegna museale della Tanning, che il Museo Reina Sofía di Madrid ospita dal 3 ottobre al 7 gennaio, prima del suo trasferimento alla Tate Modern di Londra (dal 27 febbraio al 9 giugno 2019).
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Hannah McGivern, da Il Giornale dell'Arte numero 390, ottobre 2018


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