Antonello nei tesori nascosti di Sgarbi

Polemiche per la trasferta di una tavoletta del pittore messinese, tra le 120 opere scelte dal critico d'arte per il Castello Ursino di Catania.

Silvia Mazza |

Curata da Vittorio Sgarbi, la mostra «I tesori nascosti. Da Giotto a de Chirico» fino al 20 maggio riunisce al Castello Ursino di Catania oltre 120 opere di Caravaggio, Veronese, El Greco, de Pisis, Ribera, Preti, Lojacono, Pirandello e altri, compresa la tavoletta bifronte della «Madonna col Bambino e francescano adorante ed Ecce Homo» di Antonello da Messina, proveniente dal Museo Regionale della città che ha dato i natali al maestro siciliano. L’opera era stata acquistata nel 2003 all’asta di Christie’s proprio su segnalazione di Sgarbi, assessore ai Beni culturali del neogoverno regionale che respinge le polemiche per un presunto conflitto d’interessi precisando che la mostra è stata inaugurata prima delle elezioni.Quanto ai malumori con cui è stata accolta, invece, la trasferta dal nuovo museo di Messina inaugurato in giugno, va ricordato che l’opera di Antonello da Messina dal 21 aprile al 27 maggio 2017 era stata esposta a Palazzo Madama a Torino. Non si vede perché, quindi, non possa andare ad arricchire, restando in Sicilia, una mostra ospitata in un edificio dallo straordinario valore monumentale, come il federiciano Castello Ursino, consentendo peraltro inattesi dialoghi da vicino, come quello pensato da Sgarbi «tra una statua antica di un atleta o divinità sedente e il torso del san Girolamo in penitenza di Jusepe de Ribera».Semmai la restituzione a fine mostra del dipinto potrebbe essere occasione per rivederne l’esposizione nel museo di Messina, dotandolo anche di un nuovo supporto espositivo.

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